Quiz Infermieristica – profilo, deontologia, sicurezza delle cure e calcoli
Per i concorsi da infermiere (collaboratore professionale sanitario) in ASL e aziende ospedaliere: profilo professionale, codice deontologico 2025, sicurezza nella gestione dei farmaci (potassio, errori in terapia, farmaci LASA), prevenzione delle cadute, igiene delle mani e calcolo di dosaggi, diluizioni e velocità di infusione.
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Secondo il D.M. 739/1994, l’infermiere è l’operatore sanitario responsabile:
- Della diagnosi e della scelta della terapia nei reparti di degenza
- Dell’organizzazione amministrativa dei servizi sanitari aziendali
- Dell’assistenza specialistica riservata alle sole aree critiche
- ✅ Dell’assistenza generale infermieristica
Per esercitare servono il titolo universitario abilitante e l’iscrizione all’albo professionale.
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Per esercitare la professione di infermiere il D.M. 739/1994 richiede:
- ✅ Il diploma universitario abilitante e l’iscrizione all’albo professionale
- La laurea magistrale e una specializzazione post-base in area clinica
- Il superamento di un esame regionale e un tirocinio biennale presso un’azienda sanitaria
- L’iscrizione al registro regionale degli operatori sanitari e un corso di qualifica
Oggi il titolo abilitante è la laurea in infermieristica; l’albo è tenuto dagli Ordini delle professioni infermieristiche (OPI).
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Secondo il profilo professionale, l’assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura:
- Amministrativa, tecnica e di semplice supporto all’attività medica
- ✅ Tecnica, relazionale ed educativa
- Clinica, diagnostica e prescrittiva in piena autonomia
- Esclusivamente tecnica ed esecutiva delle prescrizioni ricevute
Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria.
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Quali sono, secondo il D.M. 739/1994, le principali funzioni dell’infermiere?
- ✅ La prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria
- La diagnosi delle malattie, la prescrizione dei farmaci e la riabilitazione
- La gestione amministrativa del reparto, il controllo di gestione e gli acquisti
- L’assistenza ai soli malati acuti ricoverati e la sorveglianza notturna dei reparti
Il profilo riguarda l’assistenza alla persona e alla collettività, dentro e fuori l’ospedale.
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Rispetto alle prescrizioni diagnostico-terapeutiche, il profilo professionale stabilisce che l’infermiere:
- Le modifica quando ritiene il dosaggio non adeguato al paziente
- Le convalida con la propria firma prima che il medico le sottoscriva
- Le formula autonomamente nei casi di urgenza in assenza del medico
- ✅ Ne garantisce la corretta applicazione
L’infermiere partecipa all’identificazione dei bisogni di salute e pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale.
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Secondo il D.M. 739/1994, l’infermiere identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e:
- Li affida al personale di supporto per la loro gestione
- Li comunica alla direzione sanitaria per l’approvazione
- ✅ Formula i relativi obiettivi
- Ne chiede la conferma scritta al medico responsabile del reparto
Poi pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico.
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Per l’espletamento delle sue funzioni, secondo il profilo professionale, l’infermiere:
- Non può avvalersi in alcun caso dell’opera di altro personale
- Delega al personale di supporto la pianificazione dell’assistenza
- Si avvale del personale di supporto solo con l’autorizzazione del medico
- ✅ Si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto
Contribuisce anche alla formazione del personale di supporto (art. 1, comma 4).
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Dove può svolgere la propria attività l’infermiere, secondo il D.M. 739/1994?
- ✅ In strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e a domicilio, come dipendente o libero professionista
- Solo nelle strutture ospedaliere pubbliche, in regime di lavoro dipendente
- Solo a domicilio dell’assistito, nell’ambito dei servizi territoriali dell’azienda sanitaria
- Solo nelle strutture accreditate con il Servizio sanitario nazionale, previa autorizzazione regionale
Il profilo prevede espressamente sia il regime di dipendenza sia quello libero-professionale.
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Secondo il profilo professionale, l’infermiere agisce:
- Esclusivamente in équipe, senza alcuna responsabilità individuale
- ✅ Sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali
- Solo in collaborazione con il medico, escludendo gli operatori sociali
- Sempre e soltanto su indicazione del coordinatore infermieristico
È uno dei compiti elencati all’art. 1, comma 3, lettera e).
📚 D.M. 739/1994, art. 1
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Quale delle seguenti NON è un’area della formazione post-base specialistica prevista dal D.M. 739/1994?
- ✅ Area chirurgica e di sala operatoria
- Sanità pubblica e prevenzione
- Geriatria e assistenza all’anziano
- Area critica e dell’emergenza
Le aree previste sono: sanità pubblica, pediatria, salute mentale-psichiatria, geriatria e area critica; altre possono essere individuate con decreto.
📚 D.M. 739/1994, art. 1, comma 5
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L’attestato di formazione specialistica previsto dal profilo professionale costituisce:
- ✅ Un titolo preferenziale per l’esercizio delle funzioni specifiche nelle diverse aree
- Un’abilitazione alla prescrizione dei farmaci propri dell’area specialistica
- Un titolo equipollente alla laurea magistrale in scienze infermieristiche
- Un requisito obbligatorio per lavorare in qualunque area specialistica
La preferenza è legata alle obiettive necessità del servizio e recede se queste cambiano.
📚 D.M. 739/1994, art. 1, comma 7
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Secondo il D.M. 739/1994, l’infermiere contribuisce alla formazione:
- ✅ Del personale di supporto, e concorre all’aggiornamento relativo al proprio profilo e alla ricerca
- Dei soli colleghi neoassunti, durante il periodo di prova e l’inserimento in reparto
- Degli studenti di medicina e dei medici specializzandi, in collaborazione con l’università
- Dei familiari dei pazienti, in sostituzione del medico curante per le terapie domiciliari
È previsto all’art. 1, comma 4.
📚 D.M. 739/1994, art. 1, comma 4
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Secondo la L. 42/1999, il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie è determinato:
- Da un mansionario nazionale che elenca in modo tassativo le attività consentite
- Dalle direttive scritte del direttore dell’unità operativa in cui si presta servizio
- ✅ Dai decreti istitutivi dei profili professionali, dagli ordinamenti didattici e dai codici deontologici
- Dai regolamenti interni di ciascuna azienda sanitaria, approvati dal direttore generale
Restano salve le competenze delle professioni mediche e delle altre professioni sanitarie laureate.
📚 L. 42/1999, art. 1, comma 2
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Con la L. 42/1999 è stato abrogato, salvo il titolo V:
- Il codice deontologico degli infermieri approvato nel 1977
- Il D.Lgs. 502/1992 sul riordino del Servizio sanitario nazionale
- ✅ Il D.P.R. 225/1974 sulle mansioni degli infermieri, il cosiddetto mansionario
- Il D.M. 739/1994 sul profilo professionale dell’infermiere
Il titolo V del D.P.R. 225/1974 riguardava le mansioni dell’infermiere generico.
📚 L. 42/1999, art. 1, comma 2
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Secondo la L. 251/2000, gli infermieri svolgono le proprie attività utilizzando:
- Esclusivamente le procedure fissate dalla direzione aziendale
- ✅ Metodologie di pianificazione per obiettivi dell’assistenza
- Protocolli diagnostici stabiliti dal medico di reparto
- Modelli organizzativi definiti dal Ministero per ciascun reparto
Operano con autonomia professionale, secondo i profili professionali e i codici deontologici.
📚 L. 251/2000, art. 1, comma 1
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Secondo la L. 251/2000, le linee guida ministeriali promuovono, tra l’altro:
- La sostituzione degli infermieri con personale di supporto nei turni notturni
- L’abolizione della pianificazione dell’assistenza a favore di protocolli unici
- ✅ L’attribuzione alle aziende sanitarie della diretta responsabilità e gestione dell’assistenza infermieristica
- L’affidamento ai medici della gestione diretta dell’assistenza infermieristica
Prevedono anche la revisione dell’organizzazione del lavoro, incentivando modelli di assistenza personalizzata.
📚 L. 251/2000, art. 1, comma 3
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Da quando è in vigore il codice deontologico delle professioni infermieristiche approvato nel 2025?
- ✅ Dal 22 marzo 2025
- Dal 1° gennaio 2025
- Dal 1° gennaio 2026
- Dal 12 maggio 2025
È stato approvato dal Consiglio nazionale degli OPI il 21 febbraio 2025 e ha sostituito il codice del 2019.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025)
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Chi ha approvato il codice deontologico delle professioni infermieristiche 2025?
- La Conferenza Stato-Regioni, su proposta della Federazione
- L’assemblea degli iscritti di ciascun Ordine provinciale
- Il Ministro della salute, con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale
- ✅ Il Consiglio nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche
Il testo è stato deliberato dal Comitato centrale e approvato dal Consiglio nazionale il 21 febbraio 2025.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025)
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Secondo l’art. 1 del codice deontologico, l’infermiere agisce in modo:
- Discrezionale, senza vincoli derivanti da linee guida o buone pratiche
- Subordinato e dipendente dalle indicazioni del medico per tutti i processi di cura
- ✅ Proattivo, consapevole e autonomo per quanto attiene alle proprie responsabilità
- Esecutivo e conforme alle sole procedure fissate dall’organizzazione aziendale
L’infermiere è il professionista sanitario iscritto all’Ordine, sostenuto da valori, saperi scientifico-umanistici e competenze.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 1
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere orienta il suo agire:
- Alla tutela della propria responsabilità professionale
- Alle indicazioni dei familiari della persona assistita
- ✅ Al bene della persona, della famiglia e della collettività
- Agli obiettivi economici e organizzativi dell’azienda in cui lavora
Le sue azioni si sviluppano nella pratica clinica, nell’organizzazione, nell’educazione e nella ricerca.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 2
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In tema di rispetto e non discriminazione, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- Dia priorità ai pazienti residenti nel territorio dell’azienda sanitaria
- ✅ Si astenga da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione verso tutti coloro che incontra
- Possa rifiutare l’assistenza a chi non condivide i suoi valori personali
- Valuti caso per caso se le scelte di vita della persona meritano rispetto
Promuove la cultura del rispetto e dell’inclusione e contribuisce a ridurre le disuguaglianze.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 3
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Quale affermazione si trova nell’art. 4 del codice deontologico, sulla relazione di cura?
- ✅ Il tempo di cura è tempo di relazione
- La relazione di cura spetta in primo luogo al medico
- La relazione di cura termina con la dimissione del paziente
- Il tempo di cura si misura sulle prestazioni eseguite
L’empatia è una componente fondamentale; l’infermiere si fa garante che le persone assistite non siano mai lasciate in abbandono.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 4
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Di fronte a questioni di natura etica, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- Segua esclusivamente le indicazioni dei familiari della persona
- ✅ Si confronti con quanti sono coinvolti nella cura e ricorra alla consulenza etica, anche dell’Ordine
- Chieda sempre l’autorizzazione scritta del direttore sanitario
- Rimetta ogni decisione al medico responsabile e si limiti a eseguire
Riconosce anche l’importanza della formazione continua in ambito etico e deontologico.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 5
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Quando riceve richieste in contrasto con i suoi valori o principi, l’infermiere esercita la libertà di coscienza:
- Solo previa autorizzazione scritta del coordinatore infermieristico
- Senza alcun obbligo verso la persona assistita, che deve rivolgersi ad altri
- Abbandonando subito l’assistenza e informando l’Ordine entro tre giorni
- ✅ Garantendo la continuità delle cure e assumendosi la responsabilità della propria astensione
Se invece la persona ha solo concezioni etiche diverse, l’infermiere mantiene la relazione di cura.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 6
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Se la persona assistita manifesta concezioni etiche diverse dalle proprie, l’infermiere:
- Può chiedere di essere assegnato ad altri pazienti
- ✅ Mantiene la relazione di cura con lei e con le persone di riferimento
- Limita la relazione alle sole prestazioni tecniche
- Informa il medico perché valuti un trasferimento
La relazione si mantiene anche con le altre figure professionali e con le istituzioni.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 6
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Secondo il codice deontologico 2025, l’infermiere promuove stili di vita ecosostenibili riconoscendo:
- ✅ L’interazione tra la salute umana, quella animale e l’ambiente
- La competenza esclusiva delle autorità sanitarie sull’ambiente
- Il dovere di ridurre i consumi energetici dei reparti ospedalieri
- La priorità della salute umana rispetto a ogni altro interesse
L’obiettivo è una salute integrale a livello globale.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 7
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Secondo il codice deontologico, nei confronti degli studenti e dei nuovi colleghi l’infermiere:
- Si limita a valutarne le competenze al termine del tirocinio
- Interviene solo se nominato tutor dal coordinatore
- ✅ Si impegna attivamente nella loro educazione, formazione e inserimento
- Non ha alcun obbligo, trattandosi di compito dell’università
Anche in una prospettiva interprofessionale.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 8
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In tema di ricerca scientifica, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- Si limiti a raccogliere i dati senza progettare ricerche proprie
- Partecipi solo a ricerche promosse da medici e approvate dall’azienda
- ✅ Aderisca agli standard etici della ricerca e renda disponibili i risultati
- Mantenga riservati i risultati delle ricerche svolte in reparto
Partecipa, progetta e conduce ricerche in ambito clinico, assistenziale, organizzativo e formativo.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 9
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Su che cosa fonda il proprio comportamento l’infermiere, secondo il codice deontologico?
- Sulle indicazioni ricevute durante il corso di laurea
- ✅ Su conoscenze validate dalla comunità scientifica
- Sulle abitudini consolidate dell’équipe di lavoro
- Sull’esperienza personale maturata nel proprio reparto
Aggiorna le proprie competenze in modo critico e riflessivo, adempiendo agli obblighi di aggiornamento.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 10
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Quando deve chiedere supervisione l’infermiere, secondo il codice deontologico?
- Mai, perché l’infermiere opera sempre in piena autonomia e responsabilità professionale
- ✅ Per attività nuove o sulle quali ha limitata conoscenza e competenza, e ogni volta che ne ravvisi la necessità
- Solo nel primo anno di attività dopo l’iscrizione all’albo, durante il periodo di inserimento
- Solo quando glielo chiede espressamente il coordinatore o il direttore dell’unità operativa
L’articolo si intitola «Supervisione e sicurezza».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 11
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e, se necessario:
- Chiede al familiare di firmare un assenso scritto
- ✅ Ricorre alla consulenza e all’intervento di infermieri esperti o specialisti
- Rinvia la prestazione al turno successivo
- Esegue comunque la prestazione annotandolo in cartella
Mette anche le proprie conoscenze a disposizione delle altre comunità professionali.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 13
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Verso i colleghi e le altre figure professionali, il codice deontologico chiede all’infermiere comportamenti:
- Gerarchici, secondo l’anzianità di servizio
- ✅ Leali e collaborativi, riconoscendone lo specifico apporto
- Competitivi, per valorizzare il proprio ruolo
- Formali e limitati alle comunicazioni scritte
Si impegna a sostenere la cooperazione con tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 12
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L’art. 15 del codice deontologico («Cura dei curanti») prevede che l’infermiere:
- ✅ Si prenda cura dei propri colleghi e delle loro famiglie, offrendo supporto
- Segnali all’Ordine i colleghi che si assentano spesso
- Abbia diritto a cure gratuite presso la propria azienda
- Possa rifiutare i turni se non si sente in buona salute
Contribuisce a creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo e promuove altruismo e solidarietà professionale.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 15
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Se rileva alterazioni psicofisiche di un professionista nell’esercizio delle sue funzioni, l’infermiere:
- Informa i pazienti del reparto per tutelarli direttamente
- Non interviene, per rispetto della riservatezza del collega
- Ne parla solo con il collega, invitandolo a curarsi
- ✅ Interviene e segnala prontamente la situazione agli organi preposti
È la «posizione di protezione» a tutela della persona assistita, dei professionisti e della comunità.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 16
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Sulle informazioni sullo stato di salute, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- Fornisca le informazioni solo se la persona assistita le richiede per iscritto
- ✅ In accordo con l’équipe, si assicuri che la persona riceva informazioni precise e complete
- Non fornisca mai informazioni, trattandosi di un compito riservato esclusivamente al medico
- Informi per primi i familiari, che decidono cosa riferire alla persona assistita
Le informazioni vanno date in tempi e modi appropriati, alla persona o a chi essa indica come riferimento.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 17
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Quando la persona assistita rifiuta esplicitamente di essere informata sul proprio stato di salute, l’infermiere:
- Informa al suo posto i familiari più stretti
- Informa comunque la persona, perché l’informazione è un obbligo
- ✅ Rispetta la sua volontà
- Sospende l’assistenza fino a quando accetta
Se l’informazione rifiutata serve a prevenire un rischio per terzi, si adopera per responsabilizzare l’assistito sul rischio.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 21
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Se l’informazione rifiutata dall’assistito è necessaria per prevenire un rischio per la salute di terzi, l’infermiere:
- Segnala il caso all’autorità giudiziaria per un provvedimento urgente
- Rispetta in ogni caso il rifiuto senza fornire alcuna informazione
- Avvisa direttamente i terzi a rischio, anche senza informare l’assistito
- ✅ Si adopera per responsabilizzare l’assistito, fornendogli le informazioni sul rischio
Gli fornisce le informazioni relative al rischio e alla condotta potenzialmente lesiva.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 21
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Secondo il codice deontologico, le persone di riferimento dell’assistito sono coinvolte nel percorso di cura:
- ✅ Con il libero consenso della persona assistita
- Sempre, anche contro la volontà della persona assistita
- Solo su richiesta del medico responsabile
- Solo se la persona è minorenne o incapace
L’infermiere informa, coinvolge, educa e supporta la persona assistita per favorire l’adesione al percorso di cura.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 19
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In tema di riservatezza, il codice deontologico prevede che la raccolta dei dati della persona assistita sia:
- Affidata in via esclusiva al personale amministrativo
- ✅ Limitata a ciò che è strettamente necessario
- Il più ampia possibile, per avere un quadro completo
- Decisa di volta in volta dai familiari conviventi
I dati vanno trattati con riservatezza, nel rispetto dei diritti della persona e della normativa.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 20
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Se la persona assistita ha condizioni che ne limitano l’espressione, il codice deontologico chiede all’infermiere di:
- ✅ Sostenere la relazione attraverso strategie e modalità comunicative efficaci
- Comunicare solo con i familiari o con l’amministratore di sostegno
- Limitare la comunicazione alle informazioni strettamente cliniche
- Chiedere l’intervento dello psicologo prima di ogni comunicazione
È l’art. 22, «Strategie e modalità comunicative».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 22
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere che rileva violenze o maltrattamenti:
- Si limita a segnalarli per iscritto al coordinatore, senza altri interventi
- Interrompe l’assistenza all’autore della violenza e chiede il suo allontanamento
- ✅ Si attiva per gestire la situazione e presta assistenza anche agli autori di violenza
- Informa solo i familiari, che decidono se sporgere denuncia
Assistere anche gli autori, promuovendo comportamenti non violenti, serve a evitare il rischio di reiterazione.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 23
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Se un assistito minorenne si oppone consapevolmente a una scelta di cura, l’infermiere:
- Procede comunque, perché decidono solo i genitori
- Sospende ogni intervento fino alla maggiore età
- Chiede subito un provvedimento al giudice tutelare
- ✅ Si adopera per accogliere, gestire e superare il conflitto
Tiene conto del grado di maturità del minore e coinvolge, se utile, i genitori o i tutori legali.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 24
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In tema di dolore, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- ✅ Lo prevenga, lo rilevi e lo documenti durante il percorso di cura
- Lo tratti solo nelle fasi terminali della malattia
- Lo segnali al medico senza documentarlo in cartella
- Lo rilevi solo su richiesta della persona assistita
Si adopera per gestire il dolore applicando linee guida, raccomandazioni e buone pratiche, nel rispetto della volontà della persona.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 25
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Nella cura nel fine vita, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- Lasci ai soli servizi di cure palliative la presa in carico della persona
- ✅ Garantisca la cura fino al termine della vita e si prenda cura dei familiari anche nel lutto
- Si occupi della persona ma non dei suoi familiari e persone di riferimento
- Sospenda l’assistenza quando cessano le terapie attive
Riconosce il modello delle cure palliative e sostiene la pianificazione condivisa delle cure.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 26
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere fornisce le informazioni perché la persona possa esprimere la propria volontà, inclusa la possibilità di:
- Scegliere liberamente il medico e l’infermiere che la assistono durante il ricovero
- Delegare ogni decisione all’équipe di cura, senza essere più informata del percorso
- ✅ Porre limite agli interventi non ritenuti proporzionati o coerenti con la propria qualità di vita
- Ottenere trattamenti non previsti dalle linee guida, se lo richiede espressamente
È l’art. 27, «Volontà di limite agli interventi».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 27
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Secondo il codice deontologico, la donazione di organi, sangue, tessuti e latte umano è promossa come:
- ✅ Un atto gratuito e solidale
- Una scelta da incentivare con rimborsi
- Un’attività riservata ai centri trapianto
- Un dovere civico sanzionato in caso di rifiuto
L’infermiere educa e sostiene le persone coinvolte che donano e ricevono.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 28
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere rispetta il segreto professionale:
- ✅ Non solo per obbligo giuridico, ma per intima convinzione, anche dopo la morte dell’assistito
- Solo quando la persona lo chiede espressamente per iscritto all’inizio del ricovero
- Salvo che i familiari conviventi ne chiedano la rivelazione per motivi di salute
- Solo finché la persona assistita è in vita, dopo di che i familiari possono essere informati
La morte della persona assistita non esime dal rispetto del segreto professionale.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 29
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Il codice deontologico 2025 prevede che l’infermiere usi la comunicazione, compresa quella digitale, in modo:
- ✅ Etico, chiaro e responsabile, tutelando la riservatezza della persona assistita
- Limitato ai canali ufficiali dell’azienda sanitaria
- Anonimo, per non coinvolgere l’immagine della professione
- Libero, trattandosi di espressione della propria vita privata
Si astiene da espressioni che possano ledere persone, istituzioni, decoro e immagine della professione.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 30
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Nell’uso delle nuove tecnologie, il codice deontologico chiede all’infermiere di adoperarsi perché le persone assistite:
- Siano seguite solo a distanza quando possibile
- Imparino a usarle senza l’aiuto del personale
- ✅ Abbiano equità di accesso e restino al centro del percorso di cura
- Autorizzino ogni volta l’uso dei dispositivi digitali
È l’art. 31, «Nuove tecnologie».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 31
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Nella partecipazione al governo clinico, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- ✅ Aderisca alle procedure operative e alle metodologie di analisi degli eventi accaduti
- Si limiti a segnalare gli eventi avversi senza partecipare alla loro analisi
- Lasci la gestione del rischio clinico al risk manager e alla direzione
- Partecipi solo se nominato referente per la qualità del proprio reparto
Promuove la sicurezza della persona e fa propri i percorsi di prevenzione e gestione del rischio, anche infettivo.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 34
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Nelle emergenze di salute pubblica, il codice deontologico prevede che l’infermiere agisca:
- ✅ Secondo le necessità e le modalità indicate dalle autorità competenti
- Su base volontaria, previo accordo con l’Ordine provinciale
- Esclusivamente su disposizione scritta del medico
- Solo all’interno del proprio reparto e del proprio orario di lavoro
In un contesto che richieda il superamento degli schemi abituali assicura un intervento appropriato, efficace e tempestivo.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 35
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Sulla documentazione clinica, il codice deontologico afferma che l’infermiere:
- Deve compilarla solo in caso di eventi avversi o di contestazioni dei pazienti
- ✅ È responsabile della redazione accurata della documentazione di competenza, completa e veritiera
- Compila soltanto le parti della documentazione richieste espressamente dal medico
- Può delegarne la compilazione al personale di supporto, firmando a fine turno
Completezza e veridicità contano anche ai fini del consenso o del diniego espresso dalla persona.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 36
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Se l’organizzazione pianifica attività in contrasto con i principi e le norme della professione, l’infermiere:
- ✅ Segnala la situazione agli organi competenti e propone soluzioni alternative
- Si astiene dal lavoro senza alcuna comunicazione
- Informa direttamente la stampa per tutelare i pazienti
- Esegue comunque le attività, essendo vincolato agli ordini ricevuti
È l’art. 37, «Risoluzione dei contrasti».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 37
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Secondo il codice deontologico 2025, la contenzione:
- È ammessa ogni volta che il personale presente in turno non è sufficiente
- È un atto terapeutico, da prescrivere e annotare in cartella come un farmaco
- ✅ Non è atto terapeutico e ha esclusivamente carattere cautelare, eccezionale e temporaneo
- È vietata in ogni caso, anche quando ricorrono i presupposti dello stato di necessità
Serve a tutelare la sicurezza della persona assistita, delle altre persone e degli operatori.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 38
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Chi può attuare la contenzione in caso di urgenza indifferibile, secondo il codice deontologico?
- Anche il personale di supporto, su indicazione del coordinatore
- Solo il medico, con prescrizione scritta preventiva
- ✅ Anche il solo infermiere, se ricorrono i presupposti dello stato di necessità
- Solo l’équipe al completo, con il consenso dei familiari
Di regola la attua l’équipe; deve essere motivata, annotata in documentazione, temporanea e monitorata.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 38
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Secondo il codice deontologico, la contenzione deve essere:
- Decisa una volta per tutta la durata del ricovero
- Rinnovata automaticamente ogni ventiquattro ore
- ✅ Motivata, annotata nella documentazione, temporanea e monitorata nel tempo
- Comunicata solo al medico di guardia, senza annotazioni
Il monitoraggio verifica se persistono le condizioni che l’hanno giustificata e se ha danneggiato la persona.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 38
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Nei confronti degli operatori di supporto a lui affidati, l’infermiere:
- Si limita a verificarne la presenza in turno e a segnalare le assenze
- Ne approva le ferie e i permessi e ne definisce la retribuzione accessoria
- Non ha alcuna responsabilità, che resta interamente al coordinatore infermieristico
- ✅ Ne pianifica, supervisiona e verifica l’attività per la sicurezza dell’assistito
È l’art. 39, «Operatori di supporto».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 39
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Rispetto alle linee guida e alle buone pratiche clinico-assistenziali, l’infermiere:
- ✅ Si attiene a quelle pertinenti, ne vigila la corretta applicazione e ne promuove l’aggiornamento
- Le considera semplici suggerimenti, privi di valore deontologico e di rilevanza professionale
- Può discostarsene liberamente sulla base della propria esperienza personale di reparto
- Le applica soltanto se lo richiede espressamente il medico responsabile del paziente
L’articolo richiama l’elevato livello di responsabilità professionale dell’infermiere.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 40
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Che cosa segnala l’infermiere al proprio Ordine, secondo l’art. 41 del codice deontologico?
- ✅ Le attività di cura e assistenza inappropriate e prive di basi e riscontri scientifici
- Le modifiche dell’orario di lavoro e dei turni decise dalla direzione aziendale
- Le assenze ingiustificate e i ritardi dei colleghi del proprio reparto di servizio
- I reclami presentati dai pazienti contro l’azienda sanitaria e la sua direzione
Le attività da segnalare sono quelle prive di basi, di riscontri scientifici e di risultati validati.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 41
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Nell’esercizio della libera professione, il codice deontologico richiama in particolare:
- L’obbligo di esercitare in forma associata
- ✅ La leale concorrenza e l’istituto dell’equo compenso
- Il divieto di pubblicizzare in alcun modo la propria attività
- La libertà di fissare onorari senza alcun riferimento
L’infermiere si adegua a quanto indicato dalla Federazione nazionale in materia di onorari.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 42
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L’infermiere libero professionista formalizza con la persona assistita un contratto di cura che evidenzi, tra l’altro:
- ✅ La presa in carico dei bisogni, l’assenso o dissenso informato, la tutela dei dati e il compenso
- L’impegno della persona a non rivolgersi ad altri professionisti
- Le sole prestazioni tecniche, con esclusione del compenso
- Il nome del medico curante e la diagnosi principale
È l’art. 43, «Contratto di cura».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 43
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere libero professionista tutela la sicurezza e la continuità delle cure anche:
- Garantendo la reperibilità ventiquattro ore su ventiquattro
- ✅ Rispettando i propri tempi di recupero bio-fisiologico
- Limitando il numero di persone assistite a dieci
- Affidando i pazienti al servizio pubblico nei festivi
È l’art. 44, «Sicurezza e continuità delle cure».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 44
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere e l’Ordine contrastano e denunciano:
- La libera professione svolta dai dipendenti pubblici
- I conflitti sindacali all’interno delle aziende
- ✅ L’esercizio abusivo della professione e il lavoro sommerso
- Le critiche pubbliche alla professione infermieristica
È l’art. 46, «Contrasto all’esercizio abusivo della professione».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 46
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In tema di pubblicità sanitaria, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
- ✅ Eviti messaggi attrattivi e suggestivi e dichiari apertamente eventuali conflitti di interesse
- Debba far approvare preventivamente ogni messaggio pubblicitario dall’azienda sanitaria
- Non possa pubblicizzare in alcun modo la propria attività professionale, neppure online
- Possa usare messaggi attrattivi e suggestivi se l’attività è autorizzata dall’azienda
La comunicazione deve rispettare trasparenza, veridicità e appropriatezza delle cure.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 48
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Le norme del codice deontologico delle professioni infermieristiche sono:
- Raccomandazioni non vincolanti per gli iscritti
- Applicabili solo ai liberi professionisti
- Obbligatorie solo per i dipendenti pubblici
- ✅ Vincolanti per tutti gli iscritti all’Ordine
L’inosservanza è sanzionata tenendo conto della gravità, della volontarietà e dell’eventuale reiterazione del comportamento.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 51
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Nel sanzionare l’inosservanza delle norme deontologiche, gli organi competenti tengono conto:
- Solo del danno economico causato all’azienda sanitaria
- Dell’anzianità di iscrizione all’albo dell’infermiere
- Del parere vincolante della persona assistita danneggiata
- ✅ Della gravità e volontarietà del comportamento e dell’eventuale reiterazione
È l’art. 51, «Natura vincolante delle norme deontologiche».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 51
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Secondo il codice deontologico, gli Ordini delle professioni infermieristiche sono tenuti, tra l’altro, a:
- ✅ Consegnare ufficialmente il codice agli iscritti e tenere periodicamente corsi di aggiornamento deontologico
- Sottoporre tutti gli iscritti a un esame annuale sul codice, con verifica scritta delle conoscenze
- Pubblicare periodicamente sui giornali locali l’elenco degli iscritti che hanno ricevuto sanzioni
- Approvare ogni anno una nuova versione del codice, adattata alle esigenze del territorio provinciale
Gli Ordini recepiscono il codice nel quadro del coordinamento della Federazione nazionale.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 53
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Verso l’infermiere impegnato in incarichi politico-istituzionali, nell’esercizio delle relative funzioni, gli Ordini:
- Esercitano un controllo rafforzato su ogni sua dichiarazione
- Possono sospenderlo dall’albo per la durata dell’incarico
- ✅ Non intervengono
- Chiedono una relazione annuale sulla sua attività
È l’art. 54 del codice.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 54
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Secondo la clausola finale del codice deontologico, ogni altro comportamento che violi il decoro e la dignità professionale:
- È perseguibile solo se costituisce reato
- È irrilevante se non previsto da un articolo specifico
- ✅ È sanzionabile dall’Ordine delle professioni infermieristiche
- Va segnalato al datore di lavoro, che decide la sanzione
È l’art. 55, «Clausola finale».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 55
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Nell’attività consulenziale e peritale, il codice deontologico chiede all’infermiere di:
- Ottenere il parere preventivo dell’Ordine provinciale prima di accettare ogni incarico
- ✅ Evitare ogni conflitto di interesse e le situazioni che ne limitano l’indipendenza
- Rinunciare a qualsiasi compenso per l’incarico, trattandosi di un dovere professionale
- Accettare soltanto gli incarichi conferiti dal giudice, rifiutando quelli delle parti
È l’art. 50, «Attività consulenziale e peritale».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 50
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere concorre alla valutazione del contesto organizzativo in cui si trova la persona assistita e:
- Ne riferisce oralmente solo al coordinatore
- Ne tiene conto solo nella propria attività
- ✅ Formalizza e comunica il risultato delle valutazioni per migliorarlo
- Lo segnala ai familiari della persona assistita
È l’art. 33, «Valutazione dell’organizzazione».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 33
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere riconosce l’interazione e l’integrazione intra- e interprofessionale come:
- Modalità di lavoro da usare solo con il consenso del medico
- ✅ Elementi fondamentali per rispondere ai bisogni di salute della persona
- Attività facoltative, utili solo nei reparti di area critica
- Compiti riservati al coordinatore e alla direzione delle professioni
È l’art. 18, «Interazione e integrazione».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 18
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere partecipa alle scelte dell’organizzazione contribuendo, tra l’altro:
- Alla fissazione delle tariffe delle prestazioni sanitarie erogate dall’azienda
- Alla selezione dei medici da assumere nell’unità operativa in cui presta servizio
- Alla definizione dei turni e delle mansioni del personale amministrativo aziendale
- ✅ All’equa allocazione delle risorse e alla valorizzazione della funzione infermieristica
È l’art. 32, «Responsabilità nell’organizzazione».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 32
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere e l’Ordine si impegnano perché l’agire del professionista sia libero:
- ✅ Da impropri condizionamenti e interessi e da indebite pressioni di terzi
- Da ogni vincolo derivante da linee guida e protocolli
- Dall’obbligo di documentare le attività svolte
- Dal rispetto degli orari e delle disposizioni aziendali
Tra i terzi il codice cita persone di riferimento, altri operatori, imprese e associazioni.
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 45
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Nell’esercitare la rappresentanza della professione, il codice deontologico chiede all’infermiere di:
- Ottenere ogni volta l’autorizzazione scritta della Federazione
- Limitarsi a riferire le posizioni del proprio datore di lavoro
- Esprimere liberamente opinioni anche lesive delle istituzioni professionali
- ✅ Agire con dignità, correttezza e trasparenza, evitando ogni conflitto di interesse
È l’art. 47, «Rappresentanza professionale».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 47
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Secondo il codice deontologico, l’infermiere rispetta le norme e gli adempimenti che riguardano la professione anche attenendosi:
- Alle circolari interne della singola unità operativa
- Ai regolamenti delle associazioni dei pazienti
- ✅ Alle linee di indirizzo dell’Ordine delle professioni infermieristiche
- Alle indicazioni dei sindacati di categoria
È l’art. 49, «Obbligo di rispetto delle norme».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 49
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Secondo l’art. 14 del codice deontologico, l’infermiere:
- Non è tenuto a curare il proprio aspetto fuori dall’orario di servizio
- Può essere sanzionato solo per comportamenti tenuti in servizio
- Deve indossare la divisa anche al di fuori della struttura sanitaria
- ✅ Si prende cura della propria persona e del decoro personale e tutela il prestigio professionale
L’articolo si intitola «Decoro e prestigio».
📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 14
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La Raccomandazione n. 1 del Ministero della salute riguarda:
- ✅ Il corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di cloruro di potassio (KCl)
- La corretta identificazione dei pazienti in sala operatoria
- La prevenzione delle cadute dei pazienti nelle strutture sanitarie
- La prevenzione degli errori legati ai farmaci con nomi simili
L’uso improprio di KCl concentrato per via endovenosa è tra le principali cause di incidenti mortali nei reparti.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Secondo la Raccomandazione n. 1, quali errori si associano più spesso all’uso improprio di KCl?
- ✅ Lo scambio di fiala, la mancata diluizione, la preparazione non corretta e l’errata identificazione del paziente
- Il ritardo nella somministrazione, la mancata registrazione e l’uso di siringhe non graduate
- L’uso di deflussori non sterili, la scadenza del farmaco e la conservazione fuori dal frigorifero
- La somministrazione per via orale, l’infusione troppo lenta e la mancata rotazione della sede
La raccomandazione è rivolta a direzione aziendale, direzione sanitaria, medici, farmacisti e infermieri.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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A quali concentrazioni di potassio per uso endovenoso si applica la Raccomandazione n. 1?
- 5, 10 e 20 mEq/ml
- Solo 40 mEq/l
- 0,1, 0,2 e 0,3 mEq/ml
- ✅ 1, 2 e 3 mEq/ml
Riguarda le soluzioni di KCl e le altre soluzioni con elevato contenuto di potassio.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Dove possono essere conservate le soluzioni concentrate di KCl, secondo la Raccomandazione n. 1?
- In qualsiasi reparto o ambulatorio, purché conservate in frigorifero e sotto chiave
- In tutti i reparti, nell’armadio dei farmaci di uso corrente, purché separate dagli altri
- Solo nel carrello delle terapie di ciascuna unità operativa, per averle subito disponibili
- ✅ Solo in farmacia, nelle aree critiche e nelle altre aree individuate in cui serve l’uso urgente
Vanno rimosse dalle scorte di uso corrente dei reparti.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Quale scritta di allarme devono recare i contenitori delle soluzioni concentrate di potassio?
- «Farmaco ad alto rischio: somministrare solo per bocca»
- «Uso esclusivo del medico anestesista»
- «Conservare in frigorifero tra 2 e 8 gradi»
- ✅ «Diluire prima della somministrazione: mortale se infuso non diluito»
Vanno conservate separate dagli altri farmaci, in armadi possibilmente chiusi.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Secondo la Raccomandazione n. 1, le soluzioni concentrate di KCl possono essere trasferite tra unità operative?
- Sì, se il reparto che le cede ne annota il passaggio
- Sì, ma solo di notte quando la farmacia è chiusa
- ✅ No: gli approvvigionamenti devono avvenire direttamente dalla farmacia
- Sì, purché lo autorizzi il coordinatore infermieristico
Una procedura aziendale deve garantire l’approvvigionamento urgente quando la farmacia non è attiva.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Quando le condizioni cliniche lo consentono, le soluzioni di potassio per via endovenosa vanno prescritte:
- In boli rapidi da somministrare in pochi secondi
- In fiale concentrate da diluire in reparto
- Per via intramuscolare anziché endovenosa
- ✅ In formulazioni commerciali già diluite e pronte all’uso
Se serve una diluizione non disponibile in commercio, la si prepara in farmacia; se non è possibile, in reparto secondo protocollo scritto.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Secondo la Raccomandazione n. 1, che cosa deve controllare un secondo operatore durante la somministrazione di soluzioni con potassio?
- Il consenso scritto del paziente e quello dei familiari
- La data di scadenza del deflussore e il colore della soluzione
- La firma del farmacista sull’etichetta della sacca
- ✅ L’identità del paziente e la corretta velocità di infusione
In preparazione il secondo operatore controlla prodotto, dose, via, calcolo della diluizione, miscelazione ed etichettatura.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Dove va registrata subito l’avvenuta somministrazione di soluzioni contenenti potassio?
- Nel registro di carico e scarico della farmacia, insieme ai dati del fornitore
- ✅ Nella cartella infermieristica, con dose, via, velocità, data, ora e firma
- Solo nel diario medico del giorno successivo, a cura del medico che l’ha prescritta
- Su un modulo da inviare ogni mese al Ministero della salute per il monitoraggio
Anche la prescrizione deve essere tracciabile: dose, frequenza e velocità di infusione, firma, data e ora.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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Quale di questi reparti NON è indicato come area critica nella Raccomandazione n. 1?
- Nefrologia
- ✅ Dermatologia
- Unità coronarica
- Terapia intensiva e rianimazione
Sono aree critiche anche cardiochirurgia, terapia intensiva neonatale, sala operatoria e pronto soccorso.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio
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La Raccomandazione n. 7 del Ministero della salute riguarda la prevenzione:
- Delle infezioni del sito chirurgico
- Delle reazioni trasfusionali da incompatibilità AB0
- ✅ Della morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica
- Degli atti di violenza contro gli operatori sanitari
Secondo la raccomandazione, gli eventi avversi da errori in terapia sono la causa di danno più frequente nei pazienti ricoverati.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, gli errori in terapia vanno distinti:
- Dagli errori di identificazione del paziente
- Dalle infezioni correlate all’assistenza
- ✅ Dalle reazioni avverse ai farmaci (ADR), legate al farmaco stesso
- Dalle cadute del paziente durante la terapia
Le ADR sono valutate con la farmacovigilanza; gli errori in terapia sono prevenibili ed evitabili.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Che cosa sono i «farmaci ad alto livello di attenzione» secondo la Raccomandazione n. 7?
- I farmaci stupefacenti e psicotropi, che richiedono un registro di carico e scarico in reparto
- I farmaci di nuova commercializzazione non ancora inseriti nel prontuario terapeutico ospedaliero
- ✅ Farmaci che richiedono particolare attenzione per potenziale tossicità, basso indice terapeutico e alta possibilità di interazioni
- I farmaci più costosi del prontuario, soggetti ad autorizzazione preventiva della direzione sanitaria
Tra gli esempi: anticoagulanti, insulina, oppioidi, soluzioni concentrate di potassio e di sodio cloruro.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Quale di questi farmaci è indicato tra quelli «ad alto livello di attenzione» nella Raccomandazione n. 7?
- Lattulosio sciroppo
- Vitamina C orale
- Paracetamolo in compresse
- ✅ Insulina
L’elenco comprende anche eparina, warfarin, digossina, antiaritmici, antineoplastici e benzodiazepine endovena.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, in quali fasi del processo di gestione del farmaco può verificarsi un errore?
- Solo nella preparazione dei farmaci endovenosi in reparto e nelle diluizioni di farmacia
- Solo nella distribuzione dalla farmacia ai reparti e nella consegna al paziente dimesso
- ✅ In tutte: approvvigionamento, conservazione, prescrizione, preparazione, distribuzione, somministrazione e monitoraggio
- Solo nella prescrizione e nella somministrazione, mentre le altre fasi sono a basso rischio
Per questo la prevenzione deve considerare l’intero sistema di gestione delle terapie.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, i campioni di medicinali:
- ✅ Non devono essere presenti sul carrello delle terapie né negli armadi di reparto e della farmacia
- Possono essere usati in caso di carenza del farmaco, con l’autorizzazione del coordinatore
- Vanno conservati in un cassetto separato del carrello, distinti dagli altri farmaci
- Possono restare sul carrello delle terapie se etichettati con il nome del reparto
È una delle azioni previste per la conservazione e la gestione delle scorte.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Come vanno gestite le prescrizioni verbali o telefoniche secondo la Raccomandazione n. 7?
- Sono valide solo se registrate su segreteria telefonica e firmate entro la fine del turno
- Sono sempre ammesse, se il medico è conosciuto dall’infermiere e il farmaco è di uso comune
- ✅ Vanno evitate; se necessarie in casi particolari, verificate subito facendo ripetere e riportate in cartella
- Vanno eseguite subito e trascritte in cartella dall’infermiere entro la fine del turno
Nomi simili, come Losec, Lasix, Laroxyl e Noroxin, possono essere fraintesi al telefono.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Perché la Raccomandazione n. 7 sconsiglia di abbreviare «Unità» con la lettera «U»?
- ✅ Perché può essere confusa con uno zero, un 4 o un 6
- Perché indica la via di somministrazione ungueale
- Perché non è un’unità di misura riconosciuta dal sistema internazionale
- Perché è riservata alle prescrizioni pediatriche
Per l’insulina e le altre terapie in unità, le unità vanno scritte per esteso.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, come va scritta una dose di mezzo milligrammo?
- «,5 mg»
- ✅ «0,5 mg»
- «0,50 mg»
- «.5 mg»
Lo zero va sempre messo prima della virgola e non va mai aggiunto uno zero finale dopo la virgola: entrambi gli errori causano sovradosaggi.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Se in una prescrizione compare la dicitura «al bisogno», secondo la Raccomandazione n. 7 vanno specificati:
- L’orario esatto di ciascuna somministrazione
- ✅ La posologia, la dose massima giornaliera e l’intervallo tra le somministrazioni
- Solo il nome commerciale del farmaco e la firma
- Il nome del familiare che deciderà quando somministrare
La raccomandazione invita a evitare il più possibile la frase «al bisogno».
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Se una prescrizione è incompleta o dubbia, secondo la Raccomandazione n. 7 l’infermiere:
- ✅ Chiede chiarimenti al medico prima di procedere
- La interpreta in base all’esperienza e procede
- Somministra la dose più bassa tra quelle possibili
- Rinvia la somministrazione al turno successivo
Lo stesso vale per il farmacista.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Nella «scheda unica di terapia» prevista dalla Raccomandazione n. 7:
- Il paziente firma ogni somministrazione ricevuta, come prova del consenso
- L’infermiere trascrive a mano tutte le prescrizioni del medico dal diario clinico
- ✅ Il medico riporta la terapia e l’infermiere registra ciò che ha somministrato, con firma o sigla
- Il farmacista registra i farmaci consegnati al reparto e le relative scadenze
Serve a eliminare gli errori di trascrizione e a garantire la tracciabilità.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, qual è la fase più critica del processo dopo la prescrizione?
- Lo smaltimento dei farmaci scaduti
- L’approvvigionamento dei farmaci
- L’inventario periodico
- ✅ La preparazione
Le cause più comuni sono diluizioni errate, incompatibilità, etichette sbagliate e farmaci deteriorati.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Sui flaconi multidose, secondo la Raccomandazione n. 7, va sempre indicata:
- La firma del medico che ha prescritto il farmaco
- Il numero del letto del primo paziente trattato
- La dose già somministrata a ciascun paziente
- ✅ La data di apertura o di ricostituzione del medicinale
Per i prodotti ricostituiti si seguono le indicazioni di conservazione e il periodo di validità del foglio illustrativo.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Se un farmaco è fotosensibile, durante la preparazione e l’infusione la Raccomandazione n. 7 indica di:
- ✅ Coprire il flacone o la sacca
- Diluirlo il doppio del normale
- Conservarlo in congelatore
- Somministrarlo solo di notte
Sull’etichetta vanno riportate le avvertenze necessarie, come la protezione dalla luce.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Per i farmaci ad alto livello di attenzione, la Raccomandazione n. 7 suggerisce in preparazione:
- La preparazione anticipata della dose per tutto il turno
- La firma del paziente sull’etichetta
- ✅ Il controllo indipendente da parte di due operatori
- L’uso esclusivo di siringhe di vetro
Il doppio controllo è indicato, se possibile, anche nella trascrizione del dosaggio.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, in quali pazienti si verifica la maggior parte degli errori di dosaggio?
- Nei pazienti chirurgici e in quelli oncologici
- Nei pazienti psichiatrici e in quelli dializzati
- Nei pazienti ricoverati in day hospital
- ✅ Nei pazienti pediatrici e geriatrici
Per questo in alcuni casi la prescrizione deve riportare anche l’età e il peso del paziente.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Al momento della somministrazione, la Raccomandazione n. 7 raccomanda di:
- Somministrare senza informare il paziente, per non allarmarlo
- ✅ Accertare la corretta identificazione del paziente, coinvolgendolo quando possibile
- Lasciare al paziente il compito di riconoscere i propri farmaci
- Preparare i farmaci di tutti i pazienti in un unico vassoio
Il paziente va informato sulla terapia e incoraggiato a fare domande.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, quale errore è tipico della fase di prescrizione?
- ✅ L’uso di un’unità di misura errata, ad esempio milligrammi invece di microgrammi
- L’infusione a una velocità diversa da quella prescritta
- Lo scambio di due confezioni simili sullo scaffale
- La conservazione di un farmaco a temperatura non corretta
Altri errori di prescrizione: grafia illeggibile, duplicazioni, abbreviazioni non standard, istruzioni in latino.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Secondo la Raccomandazione n. 7, un sistema di prescrizione informatizzata deve prevedere segnali di allarme, tra l’altro, quando:
- La prescrizione viene fatta in orario notturno o da un medico di un altro reparto
- Il farmaco prescritto non è il più economico tra quelli disponibili nel prontuario
- ✅ La dose è fuori dall’intervallo terapeutico o ci sono allergie, interazioni o duplicazioni
- Il paziente ha più di sessantacinque anni o è ricoverato da più di una settimana
La prescrizione informatizzata elimina gli errori di compilazione a mano e di trascrizione.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Che cosa significa l’acronimo LASA nella Raccomandazione n. 12?
- Linee di assistenza per la sicurezza dell’anziano
- Livello assistenziale di sicurezza avanzata
- ✅ Look-alike/sound-alike: farmaci simili per aspetto o nome
- Lista aziendale dei salvavita ad alto rischio
Sono farmaci che si possono scambiare per la somiglianza grafica o fonetica del nome o per l’aspetto simile delle confezioni.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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La Raccomandazione n. 12 del Ministero della salute riguarda:
- La prevenzione e la gestione delle cadute dei pazienti
- La prevenzione degli errori nella terapia con farmaci antineoplastici
- ✅ La prevenzione degli errori in terapia con i farmaci «look-alike/sound-alike»
- Il corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di potassio
È dell’agosto 2010 e si applica in ospedale e sul territorio.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
-
Come vanno conservati i farmaci LASA secondo la Raccomandazione n. 12?
- In ordine alfabetico, come tutti gli altri farmaci del reparto
- Solo in farmacia, mai nei reparti o negli ambulatori
- Fuori dalla confezione, per riconoscerli meglio
- ✅ Separati, oppure evidenziati con contrassegni, codici colore o allerte condivisi
La conservazione per ordine alfabetico senza indicazioni del rischio è tra i fattori che favoriscono lo scambio.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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Se una richiesta verbale di un farmaco LASA è indispensabile per urgenza, la Raccomandazione n. 12 indica di:
- ✅ Ripetere chiaramente o scandire lettera per lettera il nome del farmaco e il dosaggio
- Chiedere il farmaco indicando la confezione di un altro farmaco simile per aspetto
- Consegnare il farmaco senza ripetere il nome, annotando la richiesta a fine turno
- Usare il nome commerciale abbreviato per fare prima e annotare la richiesta in seguito
Di regola le richieste verbali o telefoniche vanno evitate.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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Per evitare lo scambio di farmaci LASA, la Raccomandazione n. 12 consiglia, tra l’altro, di:
- Togliere le etichette per evitare confusione
- Travasare i farmaci in contenitori uguali per tutti
- Tagliare i blister per distribuire le singole compresse
- ✅ Non lasciare i farmaci fuori dalla confezione né tagliare i blister
Sono indicazioni riprese dalla Raccomandazione n. 7.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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Se la prescrizione non è informatizzata, per i farmaci LASA la Raccomandazione n. 12 consiglia di:
- Usare abbreviazioni personali per scrivere più rapidamente
- Scrivere solo il nome commerciale senza dosaggio
- ✅ Preferire la scrittura in stampatello
- Usare la terminologia latina per la posologia
Vanno evitate le abbreviazioni o usate solo quelle condivise.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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Alla dimissione, la Raccomandazione n. 12 chiede di fornire al paziente informazioni sui farmaci in terapia domiciliare:
- Solo al medico di famiglia, che provvederà poi a riferirle al paziente e ai familiari
- Solo se il paziente ha più di settantacinque anni o assume più di quattro farmaci
- Solo a voce, per non creare confusione con troppi documenti da consultare a casa
- ✅ Anche per iscritto, su interazioni, modalità di assunzione, conservazione ed effetti collaterali
Le informazioni scritte vanno preferibilmente redatte in stampatello.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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Secondo la Raccomandazione n. 7, nei capitolati d’acquisto dei farmaci l’azienda può chiedere, tra l’altro:
- La consegna dei farmaci direttamente nei reparti senza passare dalla farmacia
- Il prezzo più basso, senza altri requisiti
- ✅ L’assenza di confezioni dello stesso colore per dosaggi diversi o di nomi simili
- La fornitura gratuita di campioni da tenere sul carrello delle terapie
Possono essere richieste anche informazioni su ricostituzione e compatibilità e dispositivi di sicurezza per la preparazione.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica
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Tra i fattori che secondo la Raccomandazione n. 12 favoriscono lo scambio di farmaci LASA c’è:
- La prescrizione informatizzata con allarmi di sicurezza
- L’uso di contrassegni e codici colore condivisi tra farmacia e reparti
- ✅ La conservazione in ordine alfabetico e per forma farmaceutica senza indicazioni del rischio
- Il doppio controllo delle preparazioni dei farmaci ad alto rischio
Contano anche la scrittura illeggibile, le abbreviazioni non condivise e le confezioni simili.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA
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Come definisce la caduta la Raccomandazione n. 13 del Ministero della salute?
- La perdita di equilibrio che provoca una frattura documentata con esame radiologico
- ✅ Un improvviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica, assisa o clinostatica
- Lo scivolamento del paziente dal letto durante le manovre di mobilizzazione assistita
- Qualsiasi contatto del paziente con il pavimento, anche volontario e controllato
Sono incluse anche le cadute di chi dorme sulla sedia, i pazienti trovati a terra e le cadute avvenute nonostante il supporto.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, rientra nella definizione di caduta anche:
- ✅ Il paziente trovato sdraiato sul pavimento
- Il paziente che viene adagiato a terra durante la RCP
- L’operatore che scivola nel corridoio del reparto
- Il paziente che si siede a terra volontariamente per riposare
Rientrano anche i pazienti che, dormendo sulla sedia, cadono per terra.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Qual è l’evento sentinella che la Raccomandazione n. 13 mira a prevenire?
- Le fratture di femore nei pazienti in lungodegenza
- La caduta di qualunque paziente, anche senza conseguenze
- La caduta degli operatori durante il servizio
- ✅ «Morte o grave danno per caduta di paziente»
Solo per l’evento sentinella si invia la segnalazione al referente regionale e al Ministero tramite il sistema SIMES.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la stima riportata nella Raccomandazione n. 13, quale quota delle cadute in ospedale è prevedibile per fattori di rischio identificabili della persona?
- Circa il 14%
- Circa l’8%
- Circa il 50%
- ✅ Circa il 78%
Circa il 14% è accidentale (fattori ambientali) e circa l’8% imprevedibile in base alle condizioni del paziente.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Nella Raccomandazione n. 13, i fattori di rischio di caduta legati alle condizioni di salute del paziente sono detti:
- Fattori organizzativi
- ✅ Fattori intrinseci
- Fattori ambientali
- Fattori estrinseci
Quelli legati all’organizzazione, all’ambiente e ai presidi sono detti estrinseci.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Quale di questi è un fattore di rischio di caduta legato al paziente secondo la Raccomandazione n. 13?
- L’età inferiore a 40 anni
- La dieta iposodica prescritta
- ✅ L’anamnesi positiva per precedenti cadute
- Il ricovero in una stanza singola
Altri fattori: età oltre 65 anni, incontinenza, deterioramento mentale o neuromuscolare, riduzione del visus, paura di cadere.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, sono ad alto rischio di caduta i pazienti che assumono:
- Farmaci da banco senza prescrizione
- ✅ 4 o più farmaci
- Almeno due farmaci al giorno, di qualunque tipo
- Solo farmaci per via endovenosa
Vanno considerati a rischio anche i farmaci che influenzano vigilanza, equilibrio e pressione e gli aumenti di dosaggio.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Quali strumenti di valutazione dell’equilibrio cita la Raccomandazione n. 13 per il rischio di caduta?
- Scala di Glasgow, scala di Braden e scala NRS
- Mini Mental State, scala di Ramsay e scala di Borg
- ✅ Berg Balance Scale, Timed Up and Go e Tinetti Balance
- Indice di Barthel, scala di Norton e scala di Apgar
Sono test di semplice esecuzione, breve durata e ripetibili per il follow-up.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, la valutazione del rischio di caduta va effettuata, tra l’altro:
- Solo all’ammissione del paziente in reparto, con una scheda valida per tutto il ricovero
- Solo per i pazienti con più di ottant’anni o con una diagnosi di demenza documentata
- Solo dopo la prima caduta del paziente, per decidere eventuali misure di contenzione
- ✅ All’ammissione, dopo cambiamenti dello stato di salute, dopo una caduta e prima del trasferimento o della dimissione
Va ripetuta anche a intervalli regolari nei ricoveri lunghi e quando si cambia una terapia a rischio.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, l’uso della contenzione fisica o farmacologica:
- È la misura più efficace per prevenire le cadute
- ✅ Non ha evidenze scientifiche di protezione dalle cadute
- È obbligatorio per i pazienti con demenza
- Va disposto dall’OSS in caso di rischio elevato
La contenzione non deve sostituire l’osservazione diretta e la presenza di personale adeguato.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, il campanello o il pulsante di chiamata deve:
- ✅ Essere facilmente accessibile al paziente ogni volta che l’operatore si allontana
- Essere tenuto lontano dal paziente per evitare chiamate inutili
- Essere disattivato durante la notte
- Essere usato solo dai familiari durante le visite
Deve essere raggiungibile dal letto, dalla sedia o poltrona e dal bagno.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, l’altezza del letto e della barella va regolata in modo che:
- L’operatore lavori sempre alla massima altezza
- ✅ Il paziente possa poggiare facilmente i piedi sul pavimento
- Le spondine superino la testa del paziente
- Il paziente non possa scendere da solo
Le eventuali spondine devono essere rimovibili e adattabili; ruote e freni vanno controllati.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Per i pazienti con terapia infusionale non necessariamente continua nelle 24 ore, la Raccomandazione n. 13 suggerisce di:
- Aumentare la velocità di notte per finire prima
- ✅ Programmare una pausa durante il riposo notturno
- Farla proseguire di notte con un familiare presente
- Sospendere l’infusione per tutto il giorno successivo
Riduce la necessità di alzarsi di notte e quindi il rischio di caduta.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, qual è il principale fattore di protezione dalle cadute?
- ✅ Un buon livello di attività fisica
- L’uso continuativo delle spondine
- La sedazione notturna dei pazienti agitati
- Il riposo a letto il più a lungo possibile
Migliora equilibrio e coordinazione; i pazienti vanno stimolati a usare le abilità residue.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, dove avviene la maggior parte delle cadute in struttura?
- ✅ Nel salire e scendere dal letto, nel tragitto verso il bagno e in bagno
- Durante il trasporto in barella o in ambulanza tra un reparto e l’altro
- Nei corridoi durante le visite dei familiari e negli spazi comuni del reparto
- In sala d’attesa e negli ambulatori durante le visite di controllo programmate
Per questo contano illuminazione notturna, pavimenti asciutti, maniglie e corrimano.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, l’azienda deve raccogliere le segnalazioni:
- Solo delle cadute avvenute di notte, quando il personale è ridotto
- Solo delle cadute che hanno causato una frattura o un trauma cranico
- Solo delle cadute dei pazienti anziani ricoverati in reparti di medicina
- ✅ Di tutte le cadute, con o senza danno, e anche delle mancate cadute
Le schede vanno compilate dal personale medico e infermieristico in servizio al momento dell’evento.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo i dati citati nella Raccomandazione n. 13, tra gli anziani che riportano una frattura di femore:
- Quasi tutti tornano a camminare entro un mese, senza conseguenze sull’autonomia
- Circa il 5% muore entro un anno, mentre gli altri recuperano del tutto la deambulazione
- Nessuno riporta conseguenze a lungo termine, se l’intervento chirurgico è tempestivo
- ✅ La metà non è più in grado di camminare e circa il 20% muore entro 6 mesi
Le cadute provocano anche paura di cadere, ansia, perdita di autonomia e aumento della degenza.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Dopo una caduta, secondo la Raccomandazione n. 13, il paziente:
- Non ha bisogno di ulteriori valutazioni se non lamenta dolore
- ✅ Va considerato a rischio di ulteriore caduta, con più osservazione e monitoraggio
- Va contenuto a letto per il resto del ricovero
- Va dimesso appena possibile per evitare nuove cadute
Occorrono valutazione immediata, monitoraggio delle complicanze tardive, informazione dei familiari e documentazione.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Secondo la Raccomandazione n. 13, i tappeti nelle strutture sanitarie:
- Sono sempre vietati, anche nella doccia
- Vanno usati in tutte le stanze per attutire le cadute
- ✅ Vanno usati solo se antiscivolo e fissati al pavimento
- Vanno posti accanto al letto di ogni paziente
Vanno eliminati anche poggiapiedi, tavolini e ostacoli che possono far inciampare.
📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente
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Quale di questi NON è uno dei cinque momenti OMS per l’igiene delle mani?
- Dopo il rischio di esposizione a un liquido biologico
- Dopo aver toccato ciò che sta intorno al paziente
- Prima di toccare un paziente
- ✅ Prima di entrare nella stanza dei farmaci
Gli altri due momenti sono: prima di una procedura pulita/asettica e dopo aver toccato un paziente.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Il secondo dei cinque momenti OMS per l’igiene delle mani è:
- ✅ Prima di una procedura pulita o asettica
- Dopo aver tolto il camice
- Dopo aver toccato un paziente
- Prima di entrare in reparto
In alcune procedure, come la puntura lombare, le mani si igienizzano prima di indossare i guanti.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Il quinto momento OMS per l’igiene delle mani riguarda:
- La preparazione dei farmaci per via endovenosa
- ✅ Le superfici nell’area del paziente, anche senza contatto con lui
- Il contatto con i familiari in visita
- Il lavaggio a fine turno, prima di lasciare il reparto
È un’estensione del quarto momento (dopo aver toccato un paziente).
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quanto dovrebbe durare il lavaggio delle mani con acqua e sapone?
- 10-15 secondi
- 3-5 minuti
- 90-120 secondi
- ✅ 40-60 secondi
La frizione con soluzione idroalcolica richiede invece 20-30 secondi.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quanto dura la frizione delle mani con soluzione idroalcolica?
- 2-3 minuti
- ✅ 20-30 secondi
- 60-90 secondi
- 5-10 secondi
Le mani sono sicure una volta asciutte; il lavaggio con acqua e sapone dura 40-60 secondi.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quando è da preferire il lavaggio delle mani con acqua e sapone alla frizione alcolica?
- Solo all’inizio e alla fine del turno, mentre durante il turno basta la soluzione alcolica
- Sempre, perché il lavaggio con acqua e sapone è più efficace in ogni situazione assistenziale
- ✅ Quando le mani sono visibilmente sporche, dopo i servizi igienici o per possibili patogeni sporigeni
- Solo prima di indossare i guanti sterili e prima delle procedure chirurgiche invasive
Le spore di Clostridium difficile sono poco sensibili al gel idroalcolico.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quando le mani non sono visibilmente sporche, la metodica di igiene da preferire è:
- Il lavaggio chirurgico con spazzolino
- ✅ La frizione con soluzione idroalcolica
- L’uso di guanti monouso al posto dell’igiene
- Il lavaggio con acqua calda e sapone neutro
È più veloce, ha azione antimicrobica, si fa al letto del paziente e irrita meno la cute.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quali concentrazioni di alcol sono le più efficaci per l’igiene delle mani?
- ✅ 60-80%
- 10-20%
- 30-40%
- 95-100%
L’alcol agisce denaturando le proteine ed è attivo contro batteri Gram-positivi e Gram-negativi, compresi i multiresistenti.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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La flora microbica «residente» delle mani:
- È costituita soprattutto da microrganismi acquisiti dai pazienti
- ✅ Risiede negli strati profondi della cute e non si rimuove con il semplice lavaggio
- È la principale causa delle infezioni correlate all’assistenza
- Si trova negli strati superficiali e si elimina facilmente
La specie dominante è lo Staphylococcus epidermidis; raramente causa infezioni.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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La flora microbica «transitoria» delle mani:
- È formata soprattutto da Staphylococcus epidermidis e raramente causa infezioni
- Si trova solo sotto le unghie artificiali e si elimina con lo spazzolino chirurgico
- Non si può rimuovere neppure con il lavaggio chirurgico, perché risiede negli strati profondi
- ✅ Si trova negli strati superficiali, si acquisisce con i contatti e si rimuove con l’igiene di routine
Si deposita sulle mani per contatto diretto con pazienti o indiretto tramite dispositivi e ambiente.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quanto dura indicativamente il lavaggio chirurgico delle mani?
- 20-30 secondi
- 40-60 secondi
- ✅ Circa 5 minuti
- Circa 90 secondi
Il lavaggio sociale dura 40-60 secondi e quello antisettico circa 90 secondi.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Il lavaggio chirurgico delle mani serve a:
- Eliminare completamente sia la flora transitoria sia quella residente
- ✅ Eliminare la flora transitoria, ridurre quella residente e inibire la crescita batterica sotto i guanti
- Sostituire l’uso dei guanti sterili in sala operatoria
- Idratare la cute prima di indossare i guanti
I guanti sterili non sostituiscono il lavaggio chirurgico: possono perforarsi o danneggiarsi.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Rispetto all’uso dei guanti, l’igiene delle mani va eseguita:
- ✅ Prima di indossarli e dopo averli rimossi
- Mai, perché i guanti la sostituiscono
- Solo prima di indossarli
- Solo dopo averli rimossi, se sporchi
I guanti non garantiscono una protezione assoluta e non sostituiscono l’igiene delle mani.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quando vanno cambiati i guanti durante l’assistenza allo stesso paziente?
- Ogni trenta minuti, indipendentemente dall’attività svolta e dallo stato dei guanti
- Solo quando lo chiede il paziente o un familiare presente durante l’assistenza
- Solo alla fine di tutte le procedure sul paziente, prima di passare al paziente successivo
- ✅ Se si danneggiano, si sporcano o si passa da un’area corporea sporca a una pulita
Prima di indossare i nuovi guanti si esegue l’igiene delle mani.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Nel lavaggio delle mani con acqua e sapone si raccomanda di:
- Usare un asciugamano di stoffa condiviso dal personale, sostituito a ogni turno
- Lasciar asciugare le mani all’aria, senza toccare il rubinetto né usare salviette
- Usare acqua molto calda per eliminare i germi e asciugare strofinando con forza le mani
- ✅ Evitare l’acqua troppo calda, asciugare con carta monouso e chiudere il rubinetto con la salvietta
L’acqua calda favorisce secchezza e irritazione; le mani si asciugano bene senza strofinare.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Chi intuì, nel 1847, che la febbre puerperale era trasmessa dalle mani dei medici?
- Louis Pasteur
- Florence Nightingale
- Joseph Lister
- ✅ Ignaz Semmelweis
L’introduzione della disinfezione delle mani con ipoclorito di calcio ridusse drasticamente i casi.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Secondo le indicazioni sull’igiene delle mani, le unghie artificiali negli operatori sanitari:
- Sono indifferenti se si usa la soluzione alcolica
- ✅ Possono contribuire alla trasmissione di patogeni anche con un’igiene corretta
- Proteggono le unghie naturali e riducono le infezioni
- Sono vietate solo in sala operatoria
Anche le unghie lunghe favoriscono i batteri e possono perforare i guanti.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quante sono le componenti della strategia multimodale OMS per l’igiene delle mani?
- Sette
- Dieci
- Tre
- ✅ Cinque
Cambiamento del sistema, formazione, monitoraggio, feedback e clima di sicurezza.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Quale giorno è dedicato ogni anno dall’OMS alla campagna mondiale per l’igiene delle mani?
- ✅ Il 5 maggio
- Il 7 aprile
- Il 1° dicembre
- Il 12 maggio
Il 12 maggio è invece la Giornata internazionale dell’infermiere, il 7 aprile la Giornata mondiale della salute.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Il lavaggio antisettico delle mani dura indicativamente:
- ✅ Circa 90 secondi
- Circa 5 minuti
- 20-30 secondi
- 10 secondi
È indicato nelle aree ad alto rischio, prima di procedure invasive e dopo il contatto con ferite o materiale infetto.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Secondo l’approccio OMS, l’igiene delle mani al momento 1 («prima di toccare un paziente») serve principalmente a:
- ✅ Prevenire la colonizzazione del paziente con microrganismi trasferiti dall’ambiente tramite le mani
- Proteggere l’operatore dai liquidi biologici e dai microrganismi presenti sulla cute del paziente
- Evitare la contaminazione dei farmaci durante la preparazione della terapia endovenosa
- Eliminare la flora residente delle mani dell’operatore prima di ogni contatto con il paziente
Si esegue tra l’ultimo contatto con superfici della zona sanitaria e il primo contatto con la zona del paziente.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
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Secondo le indicazioni sull’igiene delle mani, dopo un rischio di esposizione a liquidi biologici l’igiene va eseguita:
- ✅ Immediatamente, prima di toccare qualsiasi superficie, anche dopo aver tolto i guanti
- Solo se le mani sono visibilmente sporche dopo aver tolto i guanti utilizzati
- A fine turno, insieme al cambio della divisa e dei dispositivi di protezione
- Solo se durante la procedura non si indossavano i guanti monouso non sterili
È il momento 3: riduce il rischio di infezione dell’operatore e di trasmissione tra siti corporei.
📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)
-
A quanti milligrammi corrispondono 0,25 g?
- ✅ 250 mg
- 25 mg
- 2,5 mg
- 2.500 mg
1 g = 1.000 mg, quindi 0,25 × 1.000 = 250 mg.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
A quanti milligrammi corrispondono 500 microgrammi?
- 50 mg
- ✅ 0,5 mg
- 5 mg
- 0,05 mg
1 mg = 1.000 microgrammi, quindi 500 : 1.000 = 0,5 mg.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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A quanti microgrammi corrispondono 0,125 mg?
- 1,25 mcg
- 12,5 mcg
- 1.250 mcg
- ✅ 125 mcg
0,125 × 1.000 = 125 microgrammi.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Quanti grammi di glucosio contengono 500 ml di soluzione glucosata al 5%?
- 5 g
- 50 g
- ✅ 25 g
- 2,5 g
Una soluzione al 5% contiene 5 g ogni 100 ml: 5 × 5 = 25 g.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Quanti grammi di cloruro di sodio contiene 1 litro di soluzione fisiologica allo 0,9%?
- 90 g
- 0,09 g
- ✅ 9 g
- 0,9 g
0,9 g ogni 100 ml, quindi 0,9 × 10 = 9 g per litro.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Quanti grammi di glucosio contengono 250 ml di soluzione glucosata al 10%?
- ✅ 25 g
- 10 g
- 2,5 g
- 100 g
10 g ogni 100 ml: 10 × 2,5 = 25 g.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Quanti grammi di glucosio contiene una fiala da 10 ml di glucosio al 33%?
- 0,33 g
- 33 g
- ✅ 3,3 g
- 330 g
33 g ogni 100 ml, quindi 3,3 g in 10 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Quanti grammi di glucosio contengono 20 ml di soluzione glucosata al 50%?
- 20 g
- 50 g
- 5 g
- ✅ 10 g
50 g ogni 100 ml: in 20 ml ce ne sono 10 g.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Quanti milligrammi di lidocaina contiene 1 ml di soluzione al 2%?
- 0,2 mg
- 2 mg
- ✅ 20 mg
- 200 mg
Il 2% equivale a 2 g in 100 ml, cioè 20 mg/ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Una soluzione di adrenalina 1:1.000 contiene:
- 0,1 mg/ml
- 1 microgrammo/ml
- ✅ 1 mg/ml
- 10 mg/ml
1:1.000 significa 1 g in 1.000 ml, cioè 1 mg in 1 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Una soluzione di adrenalina 1:10.000 contiene:
- 10 mg/ml
- 1 mg/ml
- 0,01 mg/ml
- ✅ 0,1 mg/ml
1 g in 10.000 ml corrisponde a 0,1 mg per ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
-
Sono prescritti 40 mg di un farmaco disponibile in fiale da 20 mg/2 ml. Quanti ml si somministrano?
- 8 ml
- ✅ 4 ml
- 2 ml
- 0,4 ml
La concentrazione è 10 mg/ml: 40 : 10 = 4 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Uno sciroppo contiene 250 mg in 5 ml. Quanti ml servono per una dose di 375 mg?
- 7 ml
- ✅ 7,5 ml
- 6 ml
- 10 ml
250 mg : 5 ml = 375 mg : x, quindi x = 7,5 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Sono prescritti 750 mg di un farmaco in compresse da 250 mg. Quante compresse si somministrano?
- 2
- 1,5
- 4
- ✅ 3
750 : 250 = 3 compresse.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Sono prescritti 1,25 mg di un farmaco in compresse divisibili da 0,5 mg. Quante compresse si somministrano?
- 2
- 3
- 1,5
- ✅ 2,5
1,25 : 0,5 = 2,5 compresse.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Sono prescritti 15 mg/kg di un farmaco a un bambino di 20 kg. Quale dose si somministra?
- 3.000 mg
- ✅ 300 mg
- 150 mg
- 35 mg
15 × 20 = 300 mg.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco è prescritto a 30 mg/kg/die in 3 somministrazioni a un bambino di 12 kg. Qual è la singola dose?
- 90 mg
- 360 mg
- ✅ 120 mg
- 40 mg
Dose giornaliera: 30 × 12 = 360 mg; divisa in 3 = 120 mg per dose.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco è prescritto a 10 mg/kg ogni 6 ore a un bambino di 18 kg. Quale dose si somministra ogni volta?
- 108 mg
- 60 mg
- 720 mg
- ✅ 180 mg
10 × 18 = 180 mg per dose (720 mg al giorno in quattro somministrazioni).
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco è prescritto alla dose di 500 mg ogni 8 ore. Qual è la dose giornaliera totale?
- 1.000 mg
- 2.000 mg
- 4.000 mg
- ✅ 1.500 mg
Ogni 8 ore significa 3 somministrazioni al giorno: 500 × 3 = 1.500 mg.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Devono essere infusi 1.000 ml in 8 ore con una pompa. A quale velocità va impostata?
- 80 ml/h
- ✅ 125 ml/h
- 150 ml/h
- 100 ml/h
1.000 : 8 = 125 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Devono essere infusi 1.500 ml in 24 ore. Qual è la velocità oraria?
- 65 ml/h
- 60 ml/h
- 75 ml/h
- ✅ 62,5 ml/h
1.500 : 24 = 62,5 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Con un deflussore da 20 gocce/ml, quante gocce al minuto servono per infondere 500 ml in 4 ore?
- 21 gocce/min
- 125 gocce/min
- ✅ Circa 42 gocce/min
- Circa 63 gocce/min
Gocce/min = volume (ml) × 20 : minuti = 500 × 20 : 240 ≈ 41,7, cioè circa 42.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Con un deflussore da 20 gocce/ml, quante gocce al minuto servono per infondere 1.000 ml in 10 ore?
- ✅ Circa 33 gocce/min
- 50 gocce/min
- 100 gocce/min
- 17 gocce/min
1.000 × 20 : 600 minuti ≈ 33,3 gocce al minuto.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Con un deflussore da 20 gocce/ml, quante gocce al minuto servono per infondere 250 ml in 1 ora?
- 125 gocce/min
- ✅ Circa 83 gocce/min
- 250 gocce/min
- 42 gocce/min
250 × 20 : 60 ≈ 83,3 gocce al minuto.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Con un microgocciolatore da 60 microgocce/ml, una velocità di 100 ml/h corrisponde a:
- 300 microgocce/min
- 60 microgocce/min
- ✅ 100 microgocce/min
- 33 microgocce/min
Con 60 microgocce/ml il numero di microgocce al minuto coincide con i ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Con un deflussore da 20 gocce/ml, una velocità di 30 gocce al minuto corrisponde a:
- 60 ml/h
- 180 ml/h
- ✅ 90 ml/h
- 30 ml/h
30 gocce/min = 1,5 ml/min; 1,5 × 60 = 90 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Con un deflussore da 20 gocce/ml, una velocità di 120 ml/h corrisponde a:
- 20 gocce/min
- ✅ 40 gocce/min
- 60 gocce/min
- 120 gocce/min
120 ml/h = 2 ml/min; 2 × 20 = 40 gocce al minuto.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Si infondono 500 ml a 25 gocce al minuto con un deflussore da 20 gocce/ml. Quanto dura l’infusione?
- 8 ore e 20 minuti
- 4 ore
- 5 ore
- ✅ 6 ore e 40 minuti
25 gocce/min = 1,25 ml/min; 500 : 1,25 = 400 minuti, cioè 6 ore e 40 minuti.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un’infusione di 750 ml inizia alle 10:30 a 125 ml/h. A che ora termina?
- ✅ 16:30
- 14:30
- 15:30
- 17:00
750 : 125 = 6 ore; 10:30 + 6 ore = 16:30.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un antibiotico diluito in 100 ml va infuso in 30 minuti. A quale velocità si imposta la pompa?
- 50 ml/h
- 100 ml/h
- ✅ 200 ml/h
- 300 ml/h
100 ml in mezz’ora equivalgono a 200 ml in un’ora.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco è diluito 50 mg in 50 ml. Sono prescritti 5 mg/h. A quale velocità si imposta la pompa?
- 0,5 ml/h
- ✅ 5 ml/h
- 50 ml/h
- 10 ml/h
La concentrazione è 1 mg/ml, quindi 5 mg/h = 5 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Sono diluite 25.000 UI di eparina in 50 ml. Sono prescritte 1.000 UI/h. A quale velocità si imposta la pompa?
- ✅ 2 ml/h
- 20 ml/h
- 5 ml/h
- 0,5 ml/h
La concentrazione è 500 UI/ml: 1.000 : 500 = 2 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Sono diluite 50 UI di insulina rapida in 50 ml. Sono prescritte 3 UI/h. A quale velocità si imposta la pompa?
- ✅ 3 ml/h
- 6 ml/h
- 0,3 ml/h
- 1,5 ml/h
La concentrazione è 1 UI/ml, quindi 3 UI/h = 3 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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L’insulina ha una concentrazione di 100 UI/ml. Quanti ml corrispondono a 8 UI?
- 8 ml
- 0,8 ml
- 0,008 ml
- ✅ 0,08 ml
8 : 100 = 0,08 ml; per l’insulina si usano siringhe graduate in unità.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Una soluzione contiene 2 g di farmaco in 100 ml. Qual è la concentrazione in mg/ml?
- 200 mg/ml
- 2 mg/ml
- 0,2 mg/ml
- ✅ 20 mg/ml
2 g = 2.000 mg; 2.000 : 100 = 20 mg/ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un flacone di polvere da 1 g, ricostituito, dà 4 ml di soluzione. Quanti ml servono per 750 mg?
- 2 ml
- 4 ml
- ✅ 3 ml
- 3,5 ml
La concentrazione è 250 mg/ml: 750 : 250 = 3 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Una fiala di KCl da 10 ml contiene 2 mEq/ml. Quanti mEq di potassio contiene in tutto?
- 10 mEq
- 5 mEq
- ✅ 20 mEq
- 2 mEq
2 × 10 = 20 mEq; va sempre diluita prima dell’infusione (Raccomandazione n. 1).
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Disponendo di KCl a 2 mEq/ml, quanti ml servono per aggiungere 20 mEq di potassio a una soluzione?
- ✅ 10 ml
- 5 ml
- 40 ml
- 20 ml
20 : 2 = 10 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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La morfina è disponibile a 10 mg/ml. Quanti ml servono per una dose di 2,5 mg?
- 0,4 ml
- 2,5 ml
- 0,025 ml
- ✅ 0,25 ml
2,5 : 10 = 0,25 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Si diluiscono 10 mg di morfina in 10 ml di soluzione fisiologica. Quanti ml servono per 3 mg?
- 30 ml
- 0,3 ml
- ✅ 3 ml
- 1 ml
La concentrazione è 1 mg/ml, quindi 3 mg = 3 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco è prescritto a 5 microgrammi/kg/min a un paziente di 70 kg. Quanti microgrammi al minuto riceve?
- ✅ 350 mcg/min
- 75 mcg/min
- 35 mcg/min
- 3.500 mcg/min
5 × 70 = 350 microgrammi al minuto.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un paziente deve ricevere 350 microgrammi/min di un farmaco diluito a 4 mg/ml. A quale velocità si imposta la pompa?
- 0,35 ml/h
- 21 ml/h
- ✅ 5,25 ml/h
- 87,5 ml/h
350 mcg/min × 60 = 21.000 mcg/h = 21 mg/h; 21 : 4 = 5,25 ml/h.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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In 24 ore un paziente ha entrate per 2.500 ml e uscite per 1.800 ml. Qual è il bilancio idrico?
- −1.800 ml (negativo)
- +4.300 ml (positivo)
- ✅ +700 ml (positivo)
- −700 ml (negativo)
Bilancio = entrate − uscite = 2.500 − 1.800 = +700 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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In 24 ore un paziente ha entrate per 1.600 ml e uscite per 2.100 ml. Qual è il bilancio idrico?
- +3.700 ml (positivo)
- +500 ml (positivo)
- ✅ −500 ml (negativo)
- −2.100 ml (negativo)
1.600 − 2.100 = −500 ml: il bilancio è negativo.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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In 8 ore, dal catetere vescicale di un paziente, sono stati raccolti 400 ml di urina. Qual è la diuresi oraria media?
- 400 ml/h
- ✅ 50 ml/h
- 8 ml/h
- 3.200 ml/h
400 : 8 = 50 ml all’ora.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Qual è l’indice di massa corporea (BMI) di una persona di 80 kg alta 1,60 m?
- 50,00
- 20,00
- 25,00
- ✅ 31,25
BMI = peso (kg) : altezza² (m²) = 80 : 2,56 = 31,25.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco va somministrato alla dose di 2 mg/kg a un adulto di 65 kg, con fiale da 50 mg/5 ml. Quanti ml servono?
- 1,3 ml
- 130 ml
- ✅ 13 ml
- 6,5 ml
Dose: 2 × 65 = 130 mg; concentrazione 10 mg/ml; 130 : 10 = 13 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Un farmaco in fiale da 1 g/10 ml è prescritto alla dose di 600 mg. Quanti ml si aspirano?
- 1,6 ml
- ✅ 6 ml
- 60 ml
- 0,6 ml
La concentrazione è 100 mg/ml: 600 : 100 = 6 ml.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni
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Sono prescritti 62,5 microgrammi di un farmaco in compresse da 0,125 mg. Quante compresse si somministrano?
- 2 compresse
- 5 compresse
- ✅ Mezza compressa
- Un quarto di compressa
0,125 mg = 125 microgrammi; 62,5 : 125 = 0,5 compresse.
📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni