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Quiz Infermieristica – profilo, deontologia, sicurezza delle cure e calcoli

Per i concorsi da infermiere (collaboratore professionale sanitario) in ASL e aziende ospedaliere: profilo professionale, codice deontologico 2025, sicurezza nella gestione dei farmaci (potassio, errori in terapia, farmaci LASA), prevenzione delle cadute, igiene delle mani e calcolo di dosaggi, diluizioni e velocità di infusione.

206 domande ✔️ Spiegazione per ogni risposta 📚 D.M. 739/1994, L. 42/1999, L. 251/2000, Codice deontologico FNOPI 2025, Raccomandazioni ministeriali n. 1, 7, 12 e 13, linee OMS/ISS sull’igiene delle mani Gratis, senza registrazione
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Tutte le domande con risposta

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  1. Secondo il D.M. 739/1994, l’infermiere è l’operatore sanitario responsabile:
    • Della diagnosi e della scelta della terapia nei reparti di degenza
    • Dell’organizzazione amministrativa dei servizi sanitari aziendali
    • Dell’assistenza specialistica riservata alle sole aree critiche
    • ✅ Dell’assistenza generale infermieristica

    Per esercitare servono il titolo universitario abilitante e l’iscrizione all’albo professionale.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  2. Per esercitare la professione di infermiere il D.M. 739/1994 richiede:
    • ✅ Il diploma universitario abilitante e l’iscrizione all’albo professionale
    • La laurea magistrale e una specializzazione post-base in area clinica
    • Il superamento di un esame regionale e un tirocinio biennale presso un’azienda sanitaria
    • L’iscrizione al registro regionale degli operatori sanitari e un corso di qualifica

    Oggi il titolo abilitante è la laurea in infermieristica; l’albo è tenuto dagli Ordini delle professioni infermieristiche (OPI).

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  3. Secondo il profilo professionale, l’assistenza infermieristica preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa è di natura:
    • Amministrativa, tecnica e di semplice supporto all’attività medica
    • ✅ Tecnica, relazionale ed educativa
    • Clinica, diagnostica e prescrittiva in piena autonomia
    • Esclusivamente tecnica ed esecutiva delle prescrizioni ricevute

    Le principali funzioni sono la prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  4. Quali sono, secondo il D.M. 739/1994, le principali funzioni dell’infermiere?
    • ✅ La prevenzione delle malattie, l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età e l’educazione sanitaria
    • La diagnosi delle malattie, la prescrizione dei farmaci e la riabilitazione
    • La gestione amministrativa del reparto, il controllo di gestione e gli acquisti
    • L’assistenza ai soli malati acuti ricoverati e la sorveglianza notturna dei reparti

    Il profilo riguarda l’assistenza alla persona e alla collettività, dentro e fuori l’ospedale.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  5. Rispetto alle prescrizioni diagnostico-terapeutiche, il profilo professionale stabilisce che l’infermiere:
    • Le modifica quando ritiene il dosaggio non adeguato al paziente
    • Le convalida con la propria firma prima che il medico le sottoscriva
    • Le formula autonomamente nei casi di urgenza in assenza del medico
    • ✅ Ne garantisce la corretta applicazione

    L’infermiere partecipa all’identificazione dei bisogni di salute e pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  6. Secondo il D.M. 739/1994, l’infermiere identifica i bisogni di assistenza infermieristica della persona e della collettività e:
    • Li affida al personale di supporto per la loro gestione
    • Li comunica alla direzione sanitaria per l’approvazione
    • ✅ Formula i relativi obiettivi
    • Ne chiede la conferma scritta al medico responsabile del reparto

    Poi pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  7. Per l’espletamento delle sue funzioni, secondo il profilo professionale, l’infermiere:
    • Non può avvalersi in alcun caso dell’opera di altro personale
    • Delega al personale di supporto la pianificazione dell’assistenza
    • Si avvale del personale di supporto solo con l’autorizzazione del medico
    • ✅ Si avvale, ove necessario, dell’opera del personale di supporto

    Contribuisce anche alla formazione del personale di supporto (art. 1, comma 4).

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  8. Dove può svolgere la propria attività l’infermiere, secondo il D.M. 739/1994?
    • ✅ In strutture sanitarie pubbliche o private, nel territorio e a domicilio, come dipendente o libero professionista
    • Solo nelle strutture ospedaliere pubbliche, in regime di lavoro dipendente
    • Solo a domicilio dell’assistito, nell’ambito dei servizi territoriali dell’azienda sanitaria
    • Solo nelle strutture accreditate con il Servizio sanitario nazionale, previa autorizzazione regionale

    Il profilo prevede espressamente sia il regime di dipendenza sia quello libero-professionale.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  9. Secondo il profilo professionale, l’infermiere agisce:
    • Esclusivamente in équipe, senza alcuna responsabilità individuale
    • ✅ Sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali
    • Solo in collaborazione con il medico, escludendo gli operatori sociali
    • Sempre e soltanto su indicazione del coordinatore infermieristico

    È uno dei compiti elencati all’art. 1, comma 3, lettera e).

    📚 D.M. 739/1994, art. 1

  10. Quale delle seguenti NON è un’area della formazione post-base specialistica prevista dal D.M. 739/1994?
    • ✅ Area chirurgica e di sala operatoria
    • Sanità pubblica e prevenzione
    • Geriatria e assistenza all’anziano
    • Area critica e dell’emergenza

    Le aree previste sono: sanità pubblica, pediatria, salute mentale-psichiatria, geriatria e area critica; altre possono essere individuate con decreto.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1, comma 5

  11. L’attestato di formazione specialistica previsto dal profilo professionale costituisce:
    • ✅ Un titolo preferenziale per l’esercizio delle funzioni specifiche nelle diverse aree
    • Un’abilitazione alla prescrizione dei farmaci propri dell’area specialistica
    • Un titolo equipollente alla laurea magistrale in scienze infermieristiche
    • Un requisito obbligatorio per lavorare in qualunque area specialistica

    La preferenza è legata alle obiettive necessità del servizio e recede se queste cambiano.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1, comma 7

  12. Secondo il D.M. 739/1994, l’infermiere contribuisce alla formazione:
    • ✅ Del personale di supporto, e concorre all’aggiornamento relativo al proprio profilo e alla ricerca
    • Dei soli colleghi neoassunti, durante il periodo di prova e l’inserimento in reparto
    • Degli studenti di medicina e dei medici specializzandi, in collaborazione con l’università
    • Dei familiari dei pazienti, in sostituzione del medico curante per le terapie domiciliari

    È previsto all’art. 1, comma 4.

    📚 D.M. 739/1994, art. 1, comma 4

  13. Secondo la L. 42/1999, il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie è determinato:
    • Da un mansionario nazionale che elenca in modo tassativo le attività consentite
    • Dalle direttive scritte del direttore dell’unità operativa in cui si presta servizio
    • ✅ Dai decreti istitutivi dei profili professionali, dagli ordinamenti didattici e dai codici deontologici
    • Dai regolamenti interni di ciascuna azienda sanitaria, approvati dal direttore generale

    Restano salve le competenze delle professioni mediche e delle altre professioni sanitarie laureate.

    📚 L. 42/1999, art. 1, comma 2

  14. Con la L. 42/1999 è stato abrogato, salvo il titolo V:
    • Il codice deontologico degli infermieri approvato nel 1977
    • Il D.Lgs. 502/1992 sul riordino del Servizio sanitario nazionale
    • ✅ Il D.P.R. 225/1974 sulle mansioni degli infermieri, il cosiddetto mansionario
    • Il D.M. 739/1994 sul profilo professionale dell’infermiere

    Il titolo V del D.P.R. 225/1974 riguardava le mansioni dell’infermiere generico.

    📚 L. 42/1999, art. 1, comma 2

  15. Secondo la L. 251/2000, gli infermieri svolgono le proprie attività utilizzando:
    • Esclusivamente le procedure fissate dalla direzione aziendale
    • ✅ Metodologie di pianificazione per obiettivi dell’assistenza
    • Protocolli diagnostici stabiliti dal medico di reparto
    • Modelli organizzativi definiti dal Ministero per ciascun reparto

    Operano con autonomia professionale, secondo i profili professionali e i codici deontologici.

    📚 L. 251/2000, art. 1, comma 1

  16. Secondo la L. 251/2000, le linee guida ministeriali promuovono, tra l’altro:
    • La sostituzione degli infermieri con personale di supporto nei turni notturni
    • L’abolizione della pianificazione dell’assistenza a favore di protocolli unici
    • ✅ L’attribuzione alle aziende sanitarie della diretta responsabilità e gestione dell’assistenza infermieristica
    • L’affidamento ai medici della gestione diretta dell’assistenza infermieristica

    Prevedono anche la revisione dell’organizzazione del lavoro, incentivando modelli di assistenza personalizzata.

    📚 L. 251/2000, art. 1, comma 3

  17. Da quando è in vigore il codice deontologico delle professioni infermieristiche approvato nel 2025?
    • ✅ Dal 22 marzo 2025
    • Dal 1° gennaio 2025
    • Dal 1° gennaio 2026
    • Dal 12 maggio 2025

    È stato approvato dal Consiglio nazionale degli OPI il 21 febbraio 2025 e ha sostituito il codice del 2019.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025)

  18. Chi ha approvato il codice deontologico delle professioni infermieristiche 2025?
    • La Conferenza Stato-Regioni, su proposta della Federazione
    • L’assemblea degli iscritti di ciascun Ordine provinciale
    • Il Ministro della salute, con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale
    • ✅ Il Consiglio nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche

    Il testo è stato deliberato dal Comitato centrale e approvato dal Consiglio nazionale il 21 febbraio 2025.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025)

  19. Secondo l’art. 1 del codice deontologico, l’infermiere agisce in modo:
    • Discrezionale, senza vincoli derivanti da linee guida o buone pratiche
    • Subordinato e dipendente dalle indicazioni del medico per tutti i processi di cura
    • ✅ Proattivo, consapevole e autonomo per quanto attiene alle proprie responsabilità
    • Esecutivo e conforme alle sole procedure fissate dall’organizzazione aziendale

    L’infermiere è il professionista sanitario iscritto all’Ordine, sostenuto da valori, saperi scientifico-umanistici e competenze.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 1

  20. Secondo il codice deontologico, l’infermiere orienta il suo agire:
    • Alla tutela della propria responsabilità professionale
    • Alle indicazioni dei familiari della persona assistita
    • ✅ Al bene della persona, della famiglia e della collettività
    • Agli obiettivi economici e organizzativi dell’azienda in cui lavora

    Le sue azioni si sviluppano nella pratica clinica, nell’organizzazione, nell’educazione e nella ricerca.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 2

  21. In tema di rispetto e non discriminazione, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • Dia priorità ai pazienti residenti nel territorio dell’azienda sanitaria
    • ✅ Si astenga da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione verso tutti coloro che incontra
    • Possa rifiutare l’assistenza a chi non condivide i suoi valori personali
    • Valuti caso per caso se le scelte di vita della persona meritano rispetto

    Promuove la cultura del rispetto e dell’inclusione e contribuisce a ridurre le disuguaglianze.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 3

  22. Quale affermazione si trova nell’art. 4 del codice deontologico, sulla relazione di cura?
    • ✅ Il tempo di cura è tempo di relazione
    • La relazione di cura spetta in primo luogo al medico
    • La relazione di cura termina con la dimissione del paziente
    • Il tempo di cura si misura sulle prestazioni eseguite

    L’empatia è una componente fondamentale; l’infermiere si fa garante che le persone assistite non siano mai lasciate in abbandono.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 4

  23. Di fronte a questioni di natura etica, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • Segua esclusivamente le indicazioni dei familiari della persona
    • ✅ Si confronti con quanti sono coinvolti nella cura e ricorra alla consulenza etica, anche dell’Ordine
    • Chieda sempre l’autorizzazione scritta del direttore sanitario
    • Rimetta ogni decisione al medico responsabile e si limiti a eseguire

    Riconosce anche l’importanza della formazione continua in ambito etico e deontologico.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 5

  24. Quando riceve richieste in contrasto con i suoi valori o principi, l’infermiere esercita la libertà di coscienza:
    • Solo previa autorizzazione scritta del coordinatore infermieristico
    • Senza alcun obbligo verso la persona assistita, che deve rivolgersi ad altri
    • Abbandonando subito l’assistenza e informando l’Ordine entro tre giorni
    • ✅ Garantendo la continuità delle cure e assumendosi la responsabilità della propria astensione

    Se invece la persona ha solo concezioni etiche diverse, l’infermiere mantiene la relazione di cura.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 6

  25. Se la persona assistita manifesta concezioni etiche diverse dalle proprie, l’infermiere:
    • Può chiedere di essere assegnato ad altri pazienti
    • ✅ Mantiene la relazione di cura con lei e con le persone di riferimento
    • Limita la relazione alle sole prestazioni tecniche
    • Informa il medico perché valuti un trasferimento

    La relazione si mantiene anche con le altre figure professionali e con le istituzioni.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 6

  26. Secondo il codice deontologico 2025, l’infermiere promuove stili di vita ecosostenibili riconoscendo:
    • ✅ L’interazione tra la salute umana, quella animale e l’ambiente
    • La competenza esclusiva delle autorità sanitarie sull’ambiente
    • Il dovere di ridurre i consumi energetici dei reparti ospedalieri
    • La priorità della salute umana rispetto a ogni altro interesse

    L’obiettivo è una salute integrale a livello globale.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 7

  27. Secondo il codice deontologico, nei confronti degli studenti e dei nuovi colleghi l’infermiere:
    • Si limita a valutarne le competenze al termine del tirocinio
    • Interviene solo se nominato tutor dal coordinatore
    • ✅ Si impegna attivamente nella loro educazione, formazione e inserimento
    • Non ha alcun obbligo, trattandosi di compito dell’università

    Anche in una prospettiva interprofessionale.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 8

  28. In tema di ricerca scientifica, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • Si limiti a raccogliere i dati senza progettare ricerche proprie
    • Partecipi solo a ricerche promosse da medici e approvate dall’azienda
    • ✅ Aderisca agli standard etici della ricerca e renda disponibili i risultati
    • Mantenga riservati i risultati delle ricerche svolte in reparto

    Partecipa, progetta e conduce ricerche in ambito clinico, assistenziale, organizzativo e formativo.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 9

  29. Su che cosa fonda il proprio comportamento l’infermiere, secondo il codice deontologico?
    • Sulle indicazioni ricevute durante il corso di laurea
    • ✅ Su conoscenze validate dalla comunità scientifica
    • Sulle abitudini consolidate dell’équipe di lavoro
    • Sull’esperienza personale maturata nel proprio reparto

    Aggiorna le proprie competenze in modo critico e riflessivo, adempiendo agli obblighi di aggiornamento.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 10

  30. Quando deve chiedere supervisione l’infermiere, secondo il codice deontologico?
    • Mai, perché l’infermiere opera sempre in piena autonomia e responsabilità professionale
    • ✅ Per attività nuove o sulle quali ha limitata conoscenza e competenza, e ogni volta che ne ravvisi la necessità
    • Solo nel primo anno di attività dopo l’iscrizione all’albo, durante il periodo di inserimento
    • Solo quando glielo chiede espressamente il coordinatore o il direttore dell’unità operativa

    L’articolo si intitola «Supervisione e sicurezza».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 11

  31. Secondo il codice deontologico, l’infermiere agisce sulla base del proprio livello di competenza e, se necessario:
    • Chiede al familiare di firmare un assenso scritto
    • ✅ Ricorre alla consulenza e all’intervento di infermieri esperti o specialisti
    • Rinvia la prestazione al turno successivo
    • Esegue comunque la prestazione annotandolo in cartella

    Mette anche le proprie conoscenze a disposizione delle altre comunità professionali.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 13

  32. Verso i colleghi e le altre figure professionali, il codice deontologico chiede all’infermiere comportamenti:
    • Gerarchici, secondo l’anzianità di servizio
    • ✅ Leali e collaborativi, riconoscendone lo specifico apporto
    • Competitivi, per valorizzare il proprio ruolo
    • Formali e limitati alle comunicazioni scritte

    Si impegna a sostenere la cooperazione con tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 12

  33. L’art. 15 del codice deontologico («Cura dei curanti») prevede che l’infermiere:
    • ✅ Si prenda cura dei propri colleghi e delle loro famiglie, offrendo supporto
    • Segnali all’Ordine i colleghi che si assentano spesso
    • Abbia diritto a cure gratuite presso la propria azienda
    • Possa rifiutare i turni se non si sente in buona salute

    Contribuisce a creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo e promuove altruismo e solidarietà professionale.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 15

  34. Se rileva alterazioni psicofisiche di un professionista nell’esercizio delle sue funzioni, l’infermiere:
    • Informa i pazienti del reparto per tutelarli direttamente
    • Non interviene, per rispetto della riservatezza del collega
    • Ne parla solo con il collega, invitandolo a curarsi
    • ✅ Interviene e segnala prontamente la situazione agli organi preposti

    È la «posizione di protezione» a tutela della persona assistita, dei professionisti e della comunità.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 16

  35. Sulle informazioni sullo stato di salute, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • Fornisca le informazioni solo se la persona assistita le richiede per iscritto
    • ✅ In accordo con l’équipe, si assicuri che la persona riceva informazioni precise e complete
    • Non fornisca mai informazioni, trattandosi di un compito riservato esclusivamente al medico
    • Informi per primi i familiari, che decidono cosa riferire alla persona assistita

    Le informazioni vanno date in tempi e modi appropriati, alla persona o a chi essa indica come riferimento.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 17

  36. Quando la persona assistita rifiuta esplicitamente di essere informata sul proprio stato di salute, l’infermiere:
    • Informa al suo posto i familiari più stretti
    • Informa comunque la persona, perché l’informazione è un obbligo
    • ✅ Rispetta la sua volontà
    • Sospende l’assistenza fino a quando accetta

    Se l’informazione rifiutata serve a prevenire un rischio per terzi, si adopera per responsabilizzare l’assistito sul rischio.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 21

  37. Se l’informazione rifiutata dall’assistito è necessaria per prevenire un rischio per la salute di terzi, l’infermiere:
    • Segnala il caso all’autorità giudiziaria per un provvedimento urgente
    • Rispetta in ogni caso il rifiuto senza fornire alcuna informazione
    • Avvisa direttamente i terzi a rischio, anche senza informare l’assistito
    • ✅ Si adopera per responsabilizzare l’assistito, fornendogli le informazioni sul rischio

    Gli fornisce le informazioni relative al rischio e alla condotta potenzialmente lesiva.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 21

  38. Secondo il codice deontologico, le persone di riferimento dell’assistito sono coinvolte nel percorso di cura:
    • ✅ Con il libero consenso della persona assistita
    • Sempre, anche contro la volontà della persona assistita
    • Solo su richiesta del medico responsabile
    • Solo se la persona è minorenne o incapace

    L’infermiere informa, coinvolge, educa e supporta la persona assistita per favorire l’adesione al percorso di cura.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 19

  39. In tema di riservatezza, il codice deontologico prevede che la raccolta dei dati della persona assistita sia:
    • Affidata in via esclusiva al personale amministrativo
    • ✅ Limitata a ciò che è strettamente necessario
    • Il più ampia possibile, per avere un quadro completo
    • Decisa di volta in volta dai familiari conviventi

    I dati vanno trattati con riservatezza, nel rispetto dei diritti della persona e della normativa.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 20

  40. Se la persona assistita ha condizioni che ne limitano l’espressione, il codice deontologico chiede all’infermiere di:
    • ✅ Sostenere la relazione attraverso strategie e modalità comunicative efficaci
    • Comunicare solo con i familiari o con l’amministratore di sostegno
    • Limitare la comunicazione alle informazioni strettamente cliniche
    • Chiedere l’intervento dello psicologo prima di ogni comunicazione

    È l’art. 22, «Strategie e modalità comunicative».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 22

  41. Secondo il codice deontologico, l’infermiere che rileva violenze o maltrattamenti:
    • Si limita a segnalarli per iscritto al coordinatore, senza altri interventi
    • Interrompe l’assistenza all’autore della violenza e chiede il suo allontanamento
    • ✅ Si attiva per gestire la situazione e presta assistenza anche agli autori di violenza
    • Informa solo i familiari, che decidono se sporgere denuncia

    Assistere anche gli autori, promuovendo comportamenti non violenti, serve a evitare il rischio di reiterazione.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 23

  42. Se un assistito minorenne si oppone consapevolmente a una scelta di cura, l’infermiere:
    • Procede comunque, perché decidono solo i genitori
    • Sospende ogni intervento fino alla maggiore età
    • Chiede subito un provvedimento al giudice tutelare
    • ✅ Si adopera per accogliere, gestire e superare il conflitto

    Tiene conto del grado di maturità del minore e coinvolge, se utile, i genitori o i tutori legali.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 24

  43. In tema di dolore, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • ✅ Lo prevenga, lo rilevi e lo documenti durante il percorso di cura
    • Lo tratti solo nelle fasi terminali della malattia
    • Lo segnali al medico senza documentarlo in cartella
    • Lo rilevi solo su richiesta della persona assistita

    Si adopera per gestire il dolore applicando linee guida, raccomandazioni e buone pratiche, nel rispetto della volontà della persona.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 25

  44. Nella cura nel fine vita, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • Lasci ai soli servizi di cure palliative la presa in carico della persona
    • ✅ Garantisca la cura fino al termine della vita e si prenda cura dei familiari anche nel lutto
    • Si occupi della persona ma non dei suoi familiari e persone di riferimento
    • Sospenda l’assistenza quando cessano le terapie attive

    Riconosce il modello delle cure palliative e sostiene la pianificazione condivisa delle cure.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 26

  45. Secondo il codice deontologico, l’infermiere fornisce le informazioni perché la persona possa esprimere la propria volontà, inclusa la possibilità di:
    • Scegliere liberamente il medico e l’infermiere che la assistono durante il ricovero
    • Delegare ogni decisione all’équipe di cura, senza essere più informata del percorso
    • ✅ Porre limite agli interventi non ritenuti proporzionati o coerenti con la propria qualità di vita
    • Ottenere trattamenti non previsti dalle linee guida, se lo richiede espressamente

    È l’art. 27, «Volontà di limite agli interventi».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 27

  46. Secondo il codice deontologico, la donazione di organi, sangue, tessuti e latte umano è promossa come:
    • ✅ Un atto gratuito e solidale
    • Una scelta da incentivare con rimborsi
    • Un’attività riservata ai centri trapianto
    • Un dovere civico sanzionato in caso di rifiuto

    L’infermiere educa e sostiene le persone coinvolte che donano e ricevono.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 28

  47. Secondo il codice deontologico, l’infermiere rispetta il segreto professionale:
    • ✅ Non solo per obbligo giuridico, ma per intima convinzione, anche dopo la morte dell’assistito
    • Solo quando la persona lo chiede espressamente per iscritto all’inizio del ricovero
    • Salvo che i familiari conviventi ne chiedano la rivelazione per motivi di salute
    • Solo finché la persona assistita è in vita, dopo di che i familiari possono essere informati

    La morte della persona assistita non esime dal rispetto del segreto professionale.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 29

  48. Il codice deontologico 2025 prevede che l’infermiere usi la comunicazione, compresa quella digitale, in modo:
    • ✅ Etico, chiaro e responsabile, tutelando la riservatezza della persona assistita
    • Limitato ai canali ufficiali dell’azienda sanitaria
    • Anonimo, per non coinvolgere l’immagine della professione
    • Libero, trattandosi di espressione della propria vita privata

    Si astiene da espressioni che possano ledere persone, istituzioni, decoro e immagine della professione.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 30

  49. Nell’uso delle nuove tecnologie, il codice deontologico chiede all’infermiere di adoperarsi perché le persone assistite:
    • Siano seguite solo a distanza quando possibile
    • Imparino a usarle senza l’aiuto del personale
    • ✅ Abbiano equità di accesso e restino al centro del percorso di cura
    • Autorizzino ogni volta l’uso dei dispositivi digitali

    È l’art. 31, «Nuove tecnologie».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 31

  50. Nella partecipazione al governo clinico, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • ✅ Aderisca alle procedure operative e alle metodologie di analisi degli eventi accaduti
    • Si limiti a segnalare gli eventi avversi senza partecipare alla loro analisi
    • Lasci la gestione del rischio clinico al risk manager e alla direzione
    • Partecipi solo se nominato referente per la qualità del proprio reparto

    Promuove la sicurezza della persona e fa propri i percorsi di prevenzione e gestione del rischio, anche infettivo.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 34

  51. Nelle emergenze di salute pubblica, il codice deontologico prevede che l’infermiere agisca:
    • ✅ Secondo le necessità e le modalità indicate dalle autorità competenti
    • Su base volontaria, previo accordo con l’Ordine provinciale
    • Esclusivamente su disposizione scritta del medico
    • Solo all’interno del proprio reparto e del proprio orario di lavoro

    In un contesto che richieda il superamento degli schemi abituali assicura un intervento appropriato, efficace e tempestivo.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 35

  52. Sulla documentazione clinica, il codice deontologico afferma che l’infermiere:
    • Deve compilarla solo in caso di eventi avversi o di contestazioni dei pazienti
    • ✅ È responsabile della redazione accurata della documentazione di competenza, completa e veritiera
    • Compila soltanto le parti della documentazione richieste espressamente dal medico
    • Può delegarne la compilazione al personale di supporto, firmando a fine turno

    Completezza e veridicità contano anche ai fini del consenso o del diniego espresso dalla persona.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 36

  53. Se l’organizzazione pianifica attività in contrasto con i principi e le norme della professione, l’infermiere:
    • ✅ Segnala la situazione agli organi competenti e propone soluzioni alternative
    • Si astiene dal lavoro senza alcuna comunicazione
    • Informa direttamente la stampa per tutelare i pazienti
    • Esegue comunque le attività, essendo vincolato agli ordini ricevuti

    È l’art. 37, «Risoluzione dei contrasti».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 37

  54. Secondo il codice deontologico 2025, la contenzione:
    • È ammessa ogni volta che il personale presente in turno non è sufficiente
    • È un atto terapeutico, da prescrivere e annotare in cartella come un farmaco
    • ✅ Non è atto terapeutico e ha esclusivamente carattere cautelare, eccezionale e temporaneo
    • È vietata in ogni caso, anche quando ricorrono i presupposti dello stato di necessità

    Serve a tutelare la sicurezza della persona assistita, delle altre persone e degli operatori.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 38

  55. Chi può attuare la contenzione in caso di urgenza indifferibile, secondo il codice deontologico?
    • Anche il personale di supporto, su indicazione del coordinatore
    • Solo il medico, con prescrizione scritta preventiva
    • ✅ Anche il solo infermiere, se ricorrono i presupposti dello stato di necessità
    • Solo l’équipe al completo, con il consenso dei familiari

    Di regola la attua l’équipe; deve essere motivata, annotata in documentazione, temporanea e monitorata.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 38

  56. Secondo il codice deontologico, la contenzione deve essere:
    • Decisa una volta per tutta la durata del ricovero
    • Rinnovata automaticamente ogni ventiquattro ore
    • ✅ Motivata, annotata nella documentazione, temporanea e monitorata nel tempo
    • Comunicata solo al medico di guardia, senza annotazioni

    Il monitoraggio verifica se persistono le condizioni che l’hanno giustificata e se ha danneggiato la persona.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 38

  57. Nei confronti degli operatori di supporto a lui affidati, l’infermiere:
    • Si limita a verificarne la presenza in turno e a segnalare le assenze
    • Ne approva le ferie e i permessi e ne definisce la retribuzione accessoria
    • Non ha alcuna responsabilità, che resta interamente al coordinatore infermieristico
    • ✅ Ne pianifica, supervisiona e verifica l’attività per la sicurezza dell’assistito

    È l’art. 39, «Operatori di supporto».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 39

  58. Rispetto alle linee guida e alle buone pratiche clinico-assistenziali, l’infermiere:
    • ✅ Si attiene a quelle pertinenti, ne vigila la corretta applicazione e ne promuove l’aggiornamento
    • Le considera semplici suggerimenti, privi di valore deontologico e di rilevanza professionale
    • Può discostarsene liberamente sulla base della propria esperienza personale di reparto
    • Le applica soltanto se lo richiede espressamente il medico responsabile del paziente

    L’articolo richiama l’elevato livello di responsabilità professionale dell’infermiere.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 40

  59. Che cosa segnala l’infermiere al proprio Ordine, secondo l’art. 41 del codice deontologico?
    • ✅ Le attività di cura e assistenza inappropriate e prive di basi e riscontri scientifici
    • Le modifiche dell’orario di lavoro e dei turni decise dalla direzione aziendale
    • Le assenze ingiustificate e i ritardi dei colleghi del proprio reparto di servizio
    • I reclami presentati dai pazienti contro l’azienda sanitaria e la sua direzione

    Le attività da segnalare sono quelle prive di basi, di riscontri scientifici e di risultati validati.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 41

  60. Nell’esercizio della libera professione, il codice deontologico richiama in particolare:
    • L’obbligo di esercitare in forma associata
    • ✅ La leale concorrenza e l’istituto dell’equo compenso
    • Il divieto di pubblicizzare in alcun modo la propria attività
    • La libertà di fissare onorari senza alcun riferimento

    L’infermiere si adegua a quanto indicato dalla Federazione nazionale in materia di onorari.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 42

  61. L’infermiere libero professionista formalizza con la persona assistita un contratto di cura che evidenzi, tra l’altro:
    • ✅ La presa in carico dei bisogni, l’assenso o dissenso informato, la tutela dei dati e il compenso
    • L’impegno della persona a non rivolgersi ad altri professionisti
    • Le sole prestazioni tecniche, con esclusione del compenso
    • Il nome del medico curante e la diagnosi principale

    È l’art. 43, «Contratto di cura».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 43

  62. Secondo il codice deontologico, l’infermiere libero professionista tutela la sicurezza e la continuità delle cure anche:
    • Garantendo la reperibilità ventiquattro ore su ventiquattro
    • ✅ Rispettando i propri tempi di recupero bio-fisiologico
    • Limitando il numero di persone assistite a dieci
    • Affidando i pazienti al servizio pubblico nei festivi

    È l’art. 44, «Sicurezza e continuità delle cure».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 44

  63. Secondo il codice deontologico, l’infermiere e l’Ordine contrastano e denunciano:
    • La libera professione svolta dai dipendenti pubblici
    • I conflitti sindacali all’interno delle aziende
    • ✅ L’esercizio abusivo della professione e il lavoro sommerso
    • Le critiche pubbliche alla professione infermieristica

    È l’art. 46, «Contrasto all’esercizio abusivo della professione».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 46

  64. In tema di pubblicità sanitaria, il codice deontologico prevede che l’infermiere:
    • ✅ Eviti messaggi attrattivi e suggestivi e dichiari apertamente eventuali conflitti di interesse
    • Debba far approvare preventivamente ogni messaggio pubblicitario dall’azienda sanitaria
    • Non possa pubblicizzare in alcun modo la propria attività professionale, neppure online
    • Possa usare messaggi attrattivi e suggestivi se l’attività è autorizzata dall’azienda

    La comunicazione deve rispettare trasparenza, veridicità e appropriatezza delle cure.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 48

  65. Le norme del codice deontologico delle professioni infermieristiche sono:
    • Raccomandazioni non vincolanti per gli iscritti
    • Applicabili solo ai liberi professionisti
    • Obbligatorie solo per i dipendenti pubblici
    • ✅ Vincolanti per tutti gli iscritti all’Ordine

    L’inosservanza è sanzionata tenendo conto della gravità, della volontarietà e dell’eventuale reiterazione del comportamento.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 51

  66. Nel sanzionare l’inosservanza delle norme deontologiche, gli organi competenti tengono conto:
    • Solo del danno economico causato all’azienda sanitaria
    • Dell’anzianità di iscrizione all’albo dell’infermiere
    • Del parere vincolante della persona assistita danneggiata
    • ✅ Della gravità e volontarietà del comportamento e dell’eventuale reiterazione

    È l’art. 51, «Natura vincolante delle norme deontologiche».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 51

  67. Secondo il codice deontologico, gli Ordini delle professioni infermieristiche sono tenuti, tra l’altro, a:
    • ✅ Consegnare ufficialmente il codice agli iscritti e tenere periodicamente corsi di aggiornamento deontologico
    • Sottoporre tutti gli iscritti a un esame annuale sul codice, con verifica scritta delle conoscenze
    • Pubblicare periodicamente sui giornali locali l’elenco degli iscritti che hanno ricevuto sanzioni
    • Approvare ogni anno una nuova versione del codice, adattata alle esigenze del territorio provinciale

    Gli Ordini recepiscono il codice nel quadro del coordinamento della Federazione nazionale.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 53

  68. Verso l’infermiere impegnato in incarichi politico-istituzionali, nell’esercizio delle relative funzioni, gli Ordini:
    • Esercitano un controllo rafforzato su ogni sua dichiarazione
    • Possono sospenderlo dall’albo per la durata dell’incarico
    • ✅ Non intervengono
    • Chiedono una relazione annuale sulla sua attività

    È l’art. 54 del codice.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 54

  69. Secondo la clausola finale del codice deontologico, ogni altro comportamento che violi il decoro e la dignità professionale:
    • È perseguibile solo se costituisce reato
    • È irrilevante se non previsto da un articolo specifico
    • ✅ È sanzionabile dall’Ordine delle professioni infermieristiche
    • Va segnalato al datore di lavoro, che decide la sanzione

    È l’art. 55, «Clausola finale».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 55

  70. Nell’attività consulenziale e peritale, il codice deontologico chiede all’infermiere di:
    • Ottenere il parere preventivo dell’Ordine provinciale prima di accettare ogni incarico
    • ✅ Evitare ogni conflitto di interesse e le situazioni che ne limitano l’indipendenza
    • Rinunciare a qualsiasi compenso per l’incarico, trattandosi di un dovere professionale
    • Accettare soltanto gli incarichi conferiti dal giudice, rifiutando quelli delle parti

    È l’art. 50, «Attività consulenziale e peritale».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 50

  71. Secondo il codice deontologico, l’infermiere concorre alla valutazione del contesto organizzativo in cui si trova la persona assistita e:
    • Ne riferisce oralmente solo al coordinatore
    • Ne tiene conto solo nella propria attività
    • ✅ Formalizza e comunica il risultato delle valutazioni per migliorarlo
    • Lo segnala ai familiari della persona assistita

    È l’art. 33, «Valutazione dell’organizzazione».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 33

  72. Secondo il codice deontologico, l’infermiere riconosce l’interazione e l’integrazione intra- e interprofessionale come:
    • Modalità di lavoro da usare solo con il consenso del medico
    • ✅ Elementi fondamentali per rispondere ai bisogni di salute della persona
    • Attività facoltative, utili solo nei reparti di area critica
    • Compiti riservati al coordinatore e alla direzione delle professioni

    È l’art. 18, «Interazione e integrazione».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 18

  73. Secondo il codice deontologico, l’infermiere partecipa alle scelte dell’organizzazione contribuendo, tra l’altro:
    • Alla fissazione delle tariffe delle prestazioni sanitarie erogate dall’azienda
    • Alla selezione dei medici da assumere nell’unità operativa in cui presta servizio
    • Alla definizione dei turni e delle mansioni del personale amministrativo aziendale
    • ✅ All’equa allocazione delle risorse e alla valorizzazione della funzione infermieristica

    È l’art. 32, «Responsabilità nell’organizzazione».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 32

  74. Secondo il codice deontologico, l’infermiere e l’Ordine si impegnano perché l’agire del professionista sia libero:
    • ✅ Da impropri condizionamenti e interessi e da indebite pressioni di terzi
    • Da ogni vincolo derivante da linee guida e protocolli
    • Dall’obbligo di documentare le attività svolte
    • Dal rispetto degli orari e delle disposizioni aziendali

    Tra i terzi il codice cita persone di riferimento, altri operatori, imprese e associazioni.

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 45

  75. Nell’esercitare la rappresentanza della professione, il codice deontologico chiede all’infermiere di:
    • Ottenere ogni volta l’autorizzazione scritta della Federazione
    • Limitarsi a riferire le posizioni del proprio datore di lavoro
    • Esprimere liberamente opinioni anche lesive delle istituzioni professionali
    • ✅ Agire con dignità, correttezza e trasparenza, evitando ogni conflitto di interesse

    È l’art. 47, «Rappresentanza professionale».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 47

  76. Secondo il codice deontologico, l’infermiere rispetta le norme e gli adempimenti che riguardano la professione anche attenendosi:
    • Alle circolari interne della singola unità operativa
    • Ai regolamenti delle associazioni dei pazienti
    • ✅ Alle linee di indirizzo dell’Ordine delle professioni infermieristiche
    • Alle indicazioni dei sindacati di categoria

    È l’art. 49, «Obbligo di rispetto delle norme».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 49

  77. Secondo l’art. 14 del codice deontologico, l’infermiere:
    • Non è tenuto a curare il proprio aspetto fuori dall’orario di servizio
    • Può essere sanzionato solo per comportamenti tenuti in servizio
    • Deve indossare la divisa anche al di fuori della struttura sanitaria
    • ✅ Si prende cura della propria persona e del decoro personale e tutela il prestigio professionale

    L’articolo si intitola «Decoro e prestigio».

    📚 Codice deontologico delle professioni infermieristiche (FNOPI 2025), art. 14

  78. La Raccomandazione n. 1 del Ministero della salute riguarda:
    • ✅ Il corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di cloruro di potassio (KCl)
    • La corretta identificazione dei pazienti in sala operatoria
    • La prevenzione delle cadute dei pazienti nelle strutture sanitarie
    • La prevenzione degli errori legati ai farmaci con nomi simili

    L’uso improprio di KCl concentrato per via endovenosa è tra le principali cause di incidenti mortali nei reparti.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  79. Secondo la Raccomandazione n. 1, quali errori si associano più spesso all’uso improprio di KCl?
    • ✅ Lo scambio di fiala, la mancata diluizione, la preparazione non corretta e l’errata identificazione del paziente
    • Il ritardo nella somministrazione, la mancata registrazione e l’uso di siringhe non graduate
    • L’uso di deflussori non sterili, la scadenza del farmaco e la conservazione fuori dal frigorifero
    • La somministrazione per via orale, l’infusione troppo lenta e la mancata rotazione della sede

    La raccomandazione è rivolta a direzione aziendale, direzione sanitaria, medici, farmacisti e infermieri.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  80. A quali concentrazioni di potassio per uso endovenoso si applica la Raccomandazione n. 1?
    • 5, 10 e 20 mEq/ml
    • Solo 40 mEq/l
    • 0,1, 0,2 e 0,3 mEq/ml
    • ✅ 1, 2 e 3 mEq/ml

    Riguarda le soluzioni di KCl e le altre soluzioni con elevato contenuto di potassio.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  81. Dove possono essere conservate le soluzioni concentrate di KCl, secondo la Raccomandazione n. 1?
    • In qualsiasi reparto o ambulatorio, purché conservate in frigorifero e sotto chiave
    • In tutti i reparti, nell’armadio dei farmaci di uso corrente, purché separate dagli altri
    • Solo nel carrello delle terapie di ciascuna unità operativa, per averle subito disponibili
    • ✅ Solo in farmacia, nelle aree critiche e nelle altre aree individuate in cui serve l’uso urgente

    Vanno rimosse dalle scorte di uso corrente dei reparti.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  82. Quale scritta di allarme devono recare i contenitori delle soluzioni concentrate di potassio?
    • «Farmaco ad alto rischio: somministrare solo per bocca»
    • «Uso esclusivo del medico anestesista»
    • «Conservare in frigorifero tra 2 e 8 gradi»
    • ✅ «Diluire prima della somministrazione: mortale se infuso non diluito»

    Vanno conservate separate dagli altri farmaci, in armadi possibilmente chiusi.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  83. Secondo la Raccomandazione n. 1, le soluzioni concentrate di KCl possono essere trasferite tra unità operative?
    • Sì, se il reparto che le cede ne annota il passaggio
    • Sì, ma solo di notte quando la farmacia è chiusa
    • ✅ No: gli approvvigionamenti devono avvenire direttamente dalla farmacia
    • Sì, purché lo autorizzi il coordinatore infermieristico

    Una procedura aziendale deve garantire l’approvvigionamento urgente quando la farmacia non è attiva.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  84. Quando le condizioni cliniche lo consentono, le soluzioni di potassio per via endovenosa vanno prescritte:
    • In boli rapidi da somministrare in pochi secondi
    • In fiale concentrate da diluire in reparto
    • Per via intramuscolare anziché endovenosa
    • ✅ In formulazioni commerciali già diluite e pronte all’uso

    Se serve una diluizione non disponibile in commercio, la si prepara in farmacia; se non è possibile, in reparto secondo protocollo scritto.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  85. Secondo la Raccomandazione n. 1, che cosa deve controllare un secondo operatore durante la somministrazione di soluzioni con potassio?
    • Il consenso scritto del paziente e quello dei familiari
    • La data di scadenza del deflussore e il colore della soluzione
    • La firma del farmacista sull’etichetta della sacca
    • ✅ L’identità del paziente e la corretta velocità di infusione

    In preparazione il secondo operatore controlla prodotto, dose, via, calcolo della diluizione, miscelazione ed etichettatura.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  86. Dove va registrata subito l’avvenuta somministrazione di soluzioni contenenti potassio?
    • Nel registro di carico e scarico della farmacia, insieme ai dati del fornitore
    • ✅ Nella cartella infermieristica, con dose, via, velocità, data, ora e firma
    • Solo nel diario medico del giorno successivo, a cura del medico che l’ha prescritta
    • Su un modulo da inviare ogni mese al Ministero della salute per il monitoraggio

    Anche la prescrizione deve essere tracciabile: dose, frequenza e velocità di infusione, firma, data e ora.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  87. Quale di questi reparti NON è indicato come area critica nella Raccomandazione n. 1?
    • Nefrologia
    • ✅ Dermatologia
    • Unità coronarica
    • Terapia intensiva e rianimazione

    Sono aree critiche anche cardiochirurgia, terapia intensiva neonatale, sala operatoria e pronto soccorso.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 1 (2008) – soluzioni concentrate di potassio

  88. La Raccomandazione n. 7 del Ministero della salute riguarda la prevenzione:
    • Delle infezioni del sito chirurgico
    • Delle reazioni trasfusionali da incompatibilità AB0
    • ✅ Della morte, coma o grave danno derivati da errori in terapia farmacologica
    • Degli atti di violenza contro gli operatori sanitari

    Secondo la raccomandazione, gli eventi avversi da errori in terapia sono la causa di danno più frequente nei pazienti ricoverati.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  89. Secondo la Raccomandazione n. 7, gli errori in terapia vanno distinti:
    • Dagli errori di identificazione del paziente
    • Dalle infezioni correlate all’assistenza
    • ✅ Dalle reazioni avverse ai farmaci (ADR), legate al farmaco stesso
    • Dalle cadute del paziente durante la terapia

    Le ADR sono valutate con la farmacovigilanza; gli errori in terapia sono prevenibili ed evitabili.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  90. Che cosa sono i «farmaci ad alto livello di attenzione» secondo la Raccomandazione n. 7?
    • I farmaci stupefacenti e psicotropi, che richiedono un registro di carico e scarico in reparto
    • I farmaci di nuova commercializzazione non ancora inseriti nel prontuario terapeutico ospedaliero
    • ✅ Farmaci che richiedono particolare attenzione per potenziale tossicità, basso indice terapeutico e alta possibilità di interazioni
    • I farmaci più costosi del prontuario, soggetti ad autorizzazione preventiva della direzione sanitaria

    Tra gli esempi: anticoagulanti, insulina, oppioidi, soluzioni concentrate di potassio e di sodio cloruro.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  91. Quale di questi farmaci è indicato tra quelli «ad alto livello di attenzione» nella Raccomandazione n. 7?
    • Lattulosio sciroppo
    • Vitamina C orale
    • Paracetamolo in compresse
    • ✅ Insulina

    L’elenco comprende anche eparina, warfarin, digossina, antiaritmici, antineoplastici e benzodiazepine endovena.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  92. Secondo la Raccomandazione n. 7, in quali fasi del processo di gestione del farmaco può verificarsi un errore?
    • Solo nella preparazione dei farmaci endovenosi in reparto e nelle diluizioni di farmacia
    • Solo nella distribuzione dalla farmacia ai reparti e nella consegna al paziente dimesso
    • ✅ In tutte: approvvigionamento, conservazione, prescrizione, preparazione, distribuzione, somministrazione e monitoraggio
    • Solo nella prescrizione e nella somministrazione, mentre le altre fasi sono a basso rischio

    Per questo la prevenzione deve considerare l’intero sistema di gestione delle terapie.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  93. Secondo la Raccomandazione n. 7, i campioni di medicinali:
    • ✅ Non devono essere presenti sul carrello delle terapie né negli armadi di reparto e della farmacia
    • Possono essere usati in caso di carenza del farmaco, con l’autorizzazione del coordinatore
    • Vanno conservati in un cassetto separato del carrello, distinti dagli altri farmaci
    • Possono restare sul carrello delle terapie se etichettati con il nome del reparto

    È una delle azioni previste per la conservazione e la gestione delle scorte.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  94. Come vanno gestite le prescrizioni verbali o telefoniche secondo la Raccomandazione n. 7?
    • Sono valide solo se registrate su segreteria telefonica e firmate entro la fine del turno
    • Sono sempre ammesse, se il medico è conosciuto dall’infermiere e il farmaco è di uso comune
    • ✅ Vanno evitate; se necessarie in casi particolari, verificate subito facendo ripetere e riportate in cartella
    • Vanno eseguite subito e trascritte in cartella dall’infermiere entro la fine del turno

    Nomi simili, come Losec, Lasix, Laroxyl e Noroxin, possono essere fraintesi al telefono.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  95. Perché la Raccomandazione n. 7 sconsiglia di abbreviare «Unità» con la lettera «U»?
    • ✅ Perché può essere confusa con uno zero, un 4 o un 6
    • Perché indica la via di somministrazione ungueale
    • Perché non è un’unità di misura riconosciuta dal sistema internazionale
    • Perché è riservata alle prescrizioni pediatriche

    Per l’insulina e le altre terapie in unità, le unità vanno scritte per esteso.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  96. Secondo la Raccomandazione n. 7, come va scritta una dose di mezzo milligrammo?
    • «,5 mg»
    • ✅ «0,5 mg»
    • «0,50 mg»
    • «.5 mg»

    Lo zero va sempre messo prima della virgola e non va mai aggiunto uno zero finale dopo la virgola: entrambi gli errori causano sovradosaggi.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  97. Se in una prescrizione compare la dicitura «al bisogno», secondo la Raccomandazione n. 7 vanno specificati:
    • L’orario esatto di ciascuna somministrazione
    • ✅ La posologia, la dose massima giornaliera e l’intervallo tra le somministrazioni
    • Solo il nome commerciale del farmaco e la firma
    • Il nome del familiare che deciderà quando somministrare

    La raccomandazione invita a evitare il più possibile la frase «al bisogno».

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  98. Se una prescrizione è incompleta o dubbia, secondo la Raccomandazione n. 7 l’infermiere:
    • ✅ Chiede chiarimenti al medico prima di procedere
    • La interpreta in base all’esperienza e procede
    • Somministra la dose più bassa tra quelle possibili
    • Rinvia la somministrazione al turno successivo

    Lo stesso vale per il farmacista.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  99. Nella «scheda unica di terapia» prevista dalla Raccomandazione n. 7:
    • Il paziente firma ogni somministrazione ricevuta, come prova del consenso
    • L’infermiere trascrive a mano tutte le prescrizioni del medico dal diario clinico
    • ✅ Il medico riporta la terapia e l’infermiere registra ciò che ha somministrato, con firma o sigla
    • Il farmacista registra i farmaci consegnati al reparto e le relative scadenze

    Serve a eliminare gli errori di trascrizione e a garantire la tracciabilità.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  100. Secondo la Raccomandazione n. 7, qual è la fase più critica del processo dopo la prescrizione?
    • Lo smaltimento dei farmaci scaduti
    • L’approvvigionamento dei farmaci
    • L’inventario periodico
    • ✅ La preparazione

    Le cause più comuni sono diluizioni errate, incompatibilità, etichette sbagliate e farmaci deteriorati.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  101. Sui flaconi multidose, secondo la Raccomandazione n. 7, va sempre indicata:
    • La firma del medico che ha prescritto il farmaco
    • Il numero del letto del primo paziente trattato
    • La dose già somministrata a ciascun paziente
    • ✅ La data di apertura o di ricostituzione del medicinale

    Per i prodotti ricostituiti si seguono le indicazioni di conservazione e il periodo di validità del foglio illustrativo.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  102. Se un farmaco è fotosensibile, durante la preparazione e l’infusione la Raccomandazione n. 7 indica di:
    • ✅ Coprire il flacone o la sacca
    • Diluirlo il doppio del normale
    • Conservarlo in congelatore
    • Somministrarlo solo di notte

    Sull’etichetta vanno riportate le avvertenze necessarie, come la protezione dalla luce.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  103. Per i farmaci ad alto livello di attenzione, la Raccomandazione n. 7 suggerisce in preparazione:
    • La preparazione anticipata della dose per tutto il turno
    • La firma del paziente sull’etichetta
    • ✅ Il controllo indipendente da parte di due operatori
    • L’uso esclusivo di siringhe di vetro

    Il doppio controllo è indicato, se possibile, anche nella trascrizione del dosaggio.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  104. Secondo la Raccomandazione n. 7, in quali pazienti si verifica la maggior parte degli errori di dosaggio?
    • Nei pazienti chirurgici e in quelli oncologici
    • Nei pazienti psichiatrici e in quelli dializzati
    • Nei pazienti ricoverati in day hospital
    • ✅ Nei pazienti pediatrici e geriatrici

    Per questo in alcuni casi la prescrizione deve riportare anche l’età e il peso del paziente.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  105. Al momento della somministrazione, la Raccomandazione n. 7 raccomanda di:
    • Somministrare senza informare il paziente, per non allarmarlo
    • ✅ Accertare la corretta identificazione del paziente, coinvolgendolo quando possibile
    • Lasciare al paziente il compito di riconoscere i propri farmaci
    • Preparare i farmaci di tutti i pazienti in un unico vassoio

    Il paziente va informato sulla terapia e incoraggiato a fare domande.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  106. Secondo la Raccomandazione n. 7, quale errore è tipico della fase di prescrizione?
    • ✅ L’uso di un’unità di misura errata, ad esempio milligrammi invece di microgrammi
    • L’infusione a una velocità diversa da quella prescritta
    • Lo scambio di due confezioni simili sullo scaffale
    • La conservazione di un farmaco a temperatura non corretta

    Altri errori di prescrizione: grafia illeggibile, duplicazioni, abbreviazioni non standard, istruzioni in latino.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  107. Secondo la Raccomandazione n. 7, un sistema di prescrizione informatizzata deve prevedere segnali di allarme, tra l’altro, quando:
    • La prescrizione viene fatta in orario notturno o da un medico di un altro reparto
    • Il farmaco prescritto non è il più economico tra quelli disponibili nel prontuario
    • ✅ La dose è fuori dall’intervallo terapeutico o ci sono allergie, interazioni o duplicazioni
    • Il paziente ha più di sessantacinque anni o è ricoverato da più di una settimana

    La prescrizione informatizzata elimina gli errori di compilazione a mano e di trascrizione.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  108. Che cosa significa l’acronimo LASA nella Raccomandazione n. 12?
    • Linee di assistenza per la sicurezza dell’anziano
    • Livello assistenziale di sicurezza avanzata
    • ✅ Look-alike/sound-alike: farmaci simili per aspetto o nome
    • Lista aziendale dei salvavita ad alto rischio

    Sono farmaci che si possono scambiare per la somiglianza grafica o fonetica del nome o per l’aspetto simile delle confezioni.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  109. La Raccomandazione n. 12 del Ministero della salute riguarda:
    • La prevenzione e la gestione delle cadute dei pazienti
    • La prevenzione degli errori nella terapia con farmaci antineoplastici
    • ✅ La prevenzione degli errori in terapia con i farmaci «look-alike/sound-alike»
    • Il corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di potassio

    È dell’agosto 2010 e si applica in ospedale e sul territorio.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  110. Come vanno conservati i farmaci LASA secondo la Raccomandazione n. 12?
    • In ordine alfabetico, come tutti gli altri farmaci del reparto
    • Solo in farmacia, mai nei reparti o negli ambulatori
    • Fuori dalla confezione, per riconoscerli meglio
    • ✅ Separati, oppure evidenziati con contrassegni, codici colore o allerte condivisi

    La conservazione per ordine alfabetico senza indicazioni del rischio è tra i fattori che favoriscono lo scambio.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  111. Se una richiesta verbale di un farmaco LASA è indispensabile per urgenza, la Raccomandazione n. 12 indica di:
    • ✅ Ripetere chiaramente o scandire lettera per lettera il nome del farmaco e il dosaggio
    • Chiedere il farmaco indicando la confezione di un altro farmaco simile per aspetto
    • Consegnare il farmaco senza ripetere il nome, annotando la richiesta a fine turno
    • Usare il nome commerciale abbreviato per fare prima e annotare la richiesta in seguito

    Di regola le richieste verbali o telefoniche vanno evitate.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  112. Per evitare lo scambio di farmaci LASA, la Raccomandazione n. 12 consiglia, tra l’altro, di:
    • Togliere le etichette per evitare confusione
    • Travasare i farmaci in contenitori uguali per tutti
    • Tagliare i blister per distribuire le singole compresse
    • ✅ Non lasciare i farmaci fuori dalla confezione né tagliare i blister

    Sono indicazioni riprese dalla Raccomandazione n. 7.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  113. Se la prescrizione non è informatizzata, per i farmaci LASA la Raccomandazione n. 12 consiglia di:
    • Usare abbreviazioni personali per scrivere più rapidamente
    • Scrivere solo il nome commerciale senza dosaggio
    • ✅ Preferire la scrittura in stampatello
    • Usare la terminologia latina per la posologia

    Vanno evitate le abbreviazioni o usate solo quelle condivise.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  114. Alla dimissione, la Raccomandazione n. 12 chiede di fornire al paziente informazioni sui farmaci in terapia domiciliare:
    • Solo al medico di famiglia, che provvederà poi a riferirle al paziente e ai familiari
    • Solo se il paziente ha più di settantacinque anni o assume più di quattro farmaci
    • Solo a voce, per non creare confusione con troppi documenti da consultare a casa
    • ✅ Anche per iscritto, su interazioni, modalità di assunzione, conservazione ed effetti collaterali

    Le informazioni scritte vanno preferibilmente redatte in stampatello.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  115. Secondo la Raccomandazione n. 7, nei capitolati d’acquisto dei farmaci l’azienda può chiedere, tra l’altro:
    • La consegna dei farmaci direttamente nei reparti senza passare dalla farmacia
    • Il prezzo più basso, senza altri requisiti
    • ✅ L’assenza di confezioni dello stesso colore per dosaggi diversi o di nomi simili
    • La fornitura gratuita di campioni da tenere sul carrello delle terapie

    Possono essere richieste anche informazioni su ricostituzione e compatibilità e dispositivi di sicurezza per la preparazione.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 7 (2008) – errori in terapia farmacologica

  116. Tra i fattori che secondo la Raccomandazione n. 12 favoriscono lo scambio di farmaci LASA c’è:
    • La prescrizione informatizzata con allarmi di sicurezza
    • L’uso di contrassegni e codici colore condivisi tra farmacia e reparti
    • ✅ La conservazione in ordine alfabetico e per forma farmaceutica senza indicazioni del rischio
    • Il doppio controllo delle preparazioni dei farmaci ad alto rischio

    Contano anche la scrittura illeggibile, le abbreviazioni non condivise e le confezioni simili.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 12 (2010) – farmaci LASA

  117. Come definisce la caduta la Raccomandazione n. 13 del Ministero della salute?
    • La perdita di equilibrio che provoca una frattura documentata con esame radiologico
    • ✅ Un improvviso, non intenzionale, inaspettato spostamento verso il basso dalla posizione ortostatica, assisa o clinostatica
    • Lo scivolamento del paziente dal letto durante le manovre di mobilizzazione assistita
    • Qualsiasi contatto del paziente con il pavimento, anche volontario e controllato

    Sono incluse anche le cadute di chi dorme sulla sedia, i pazienti trovati a terra e le cadute avvenute nonostante il supporto.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  118. Secondo la Raccomandazione n. 13, rientra nella definizione di caduta anche:
    • ✅ Il paziente trovato sdraiato sul pavimento
    • Il paziente che viene adagiato a terra durante la RCP
    • L’operatore che scivola nel corridoio del reparto
    • Il paziente che si siede a terra volontariamente per riposare

    Rientrano anche i pazienti che, dormendo sulla sedia, cadono per terra.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  119. Qual è l’evento sentinella che la Raccomandazione n. 13 mira a prevenire?
    • Le fratture di femore nei pazienti in lungodegenza
    • La caduta di qualunque paziente, anche senza conseguenze
    • La caduta degli operatori durante il servizio
    • ✅ «Morte o grave danno per caduta di paziente»

    Solo per l’evento sentinella si invia la segnalazione al referente regionale e al Ministero tramite il sistema SIMES.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  120. Secondo la stima riportata nella Raccomandazione n. 13, quale quota delle cadute in ospedale è prevedibile per fattori di rischio identificabili della persona?
    • Circa il 14%
    • Circa l’8%
    • Circa il 50%
    • ✅ Circa il 78%

    Circa il 14% è accidentale (fattori ambientali) e circa l’8% imprevedibile in base alle condizioni del paziente.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  121. Nella Raccomandazione n. 13, i fattori di rischio di caduta legati alle condizioni di salute del paziente sono detti:
    • Fattori organizzativi
    • ✅ Fattori intrinseci
    • Fattori ambientali
    • Fattori estrinseci

    Quelli legati all’organizzazione, all’ambiente e ai presidi sono detti estrinseci.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  122. Quale di questi è un fattore di rischio di caduta legato al paziente secondo la Raccomandazione n. 13?
    • L’età inferiore a 40 anni
    • La dieta iposodica prescritta
    • ✅ L’anamnesi positiva per precedenti cadute
    • Il ricovero in una stanza singola

    Altri fattori: età oltre 65 anni, incontinenza, deterioramento mentale o neuromuscolare, riduzione del visus, paura di cadere.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  123. Secondo la Raccomandazione n. 13, sono ad alto rischio di caduta i pazienti che assumono:
    • Farmaci da banco senza prescrizione
    • ✅ 4 o più farmaci
    • Almeno due farmaci al giorno, di qualunque tipo
    • Solo farmaci per via endovenosa

    Vanno considerati a rischio anche i farmaci che influenzano vigilanza, equilibrio e pressione e gli aumenti di dosaggio.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  124. Quali strumenti di valutazione dell’equilibrio cita la Raccomandazione n. 13 per il rischio di caduta?
    • Scala di Glasgow, scala di Braden e scala NRS
    • Mini Mental State, scala di Ramsay e scala di Borg
    • ✅ Berg Balance Scale, Timed Up and Go e Tinetti Balance
    • Indice di Barthel, scala di Norton e scala di Apgar

    Sono test di semplice esecuzione, breve durata e ripetibili per il follow-up.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  125. Secondo la Raccomandazione n. 13, la valutazione del rischio di caduta va effettuata, tra l’altro:
    • Solo all’ammissione del paziente in reparto, con una scheda valida per tutto il ricovero
    • Solo per i pazienti con più di ottant’anni o con una diagnosi di demenza documentata
    • Solo dopo la prima caduta del paziente, per decidere eventuali misure di contenzione
    • ✅ All’ammissione, dopo cambiamenti dello stato di salute, dopo una caduta e prima del trasferimento o della dimissione

    Va ripetuta anche a intervalli regolari nei ricoveri lunghi e quando si cambia una terapia a rischio.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  126. Secondo la Raccomandazione n. 13, l’uso della contenzione fisica o farmacologica:
    • È la misura più efficace per prevenire le cadute
    • ✅ Non ha evidenze scientifiche di protezione dalle cadute
    • È obbligatorio per i pazienti con demenza
    • Va disposto dall’OSS in caso di rischio elevato

    La contenzione non deve sostituire l’osservazione diretta e la presenza di personale adeguato.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  127. Secondo la Raccomandazione n. 13, il campanello o il pulsante di chiamata deve:
    • ✅ Essere facilmente accessibile al paziente ogni volta che l’operatore si allontana
    • Essere tenuto lontano dal paziente per evitare chiamate inutili
    • Essere disattivato durante la notte
    • Essere usato solo dai familiari durante le visite

    Deve essere raggiungibile dal letto, dalla sedia o poltrona e dal bagno.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  128. Secondo la Raccomandazione n. 13, l’altezza del letto e della barella va regolata in modo che:
    • L’operatore lavori sempre alla massima altezza
    • ✅ Il paziente possa poggiare facilmente i piedi sul pavimento
    • Le spondine superino la testa del paziente
    • Il paziente non possa scendere da solo

    Le eventuali spondine devono essere rimovibili e adattabili; ruote e freni vanno controllati.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  129. Per i pazienti con terapia infusionale non necessariamente continua nelle 24 ore, la Raccomandazione n. 13 suggerisce di:
    • Aumentare la velocità di notte per finire prima
    • ✅ Programmare una pausa durante il riposo notturno
    • Farla proseguire di notte con un familiare presente
    • Sospendere l’infusione per tutto il giorno successivo

    Riduce la necessità di alzarsi di notte e quindi il rischio di caduta.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  130. Secondo la Raccomandazione n. 13, qual è il principale fattore di protezione dalle cadute?
    • ✅ Un buon livello di attività fisica
    • L’uso continuativo delle spondine
    • La sedazione notturna dei pazienti agitati
    • Il riposo a letto il più a lungo possibile

    Migliora equilibrio e coordinazione; i pazienti vanno stimolati a usare le abilità residue.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  131. Secondo la Raccomandazione n. 13, dove avviene la maggior parte delle cadute in struttura?
    • ✅ Nel salire e scendere dal letto, nel tragitto verso il bagno e in bagno
    • Durante il trasporto in barella o in ambulanza tra un reparto e l’altro
    • Nei corridoi durante le visite dei familiari e negli spazi comuni del reparto
    • In sala d’attesa e negli ambulatori durante le visite di controllo programmate

    Per questo contano illuminazione notturna, pavimenti asciutti, maniglie e corrimano.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  132. Secondo la Raccomandazione n. 13, l’azienda deve raccogliere le segnalazioni:
    • Solo delle cadute avvenute di notte, quando il personale è ridotto
    • Solo delle cadute che hanno causato una frattura o un trauma cranico
    • Solo delle cadute dei pazienti anziani ricoverati in reparti di medicina
    • ✅ Di tutte le cadute, con o senza danno, e anche delle mancate cadute

    Le schede vanno compilate dal personale medico e infermieristico in servizio al momento dell’evento.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  133. Secondo i dati citati nella Raccomandazione n. 13, tra gli anziani che riportano una frattura di femore:
    • Quasi tutti tornano a camminare entro un mese, senza conseguenze sull’autonomia
    • Circa il 5% muore entro un anno, mentre gli altri recuperano del tutto la deambulazione
    • Nessuno riporta conseguenze a lungo termine, se l’intervento chirurgico è tempestivo
    • ✅ La metà non è più in grado di camminare e circa il 20% muore entro 6 mesi

    Le cadute provocano anche paura di cadere, ansia, perdita di autonomia e aumento della degenza.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  134. Dopo una caduta, secondo la Raccomandazione n. 13, il paziente:
    • Non ha bisogno di ulteriori valutazioni se non lamenta dolore
    • ✅ Va considerato a rischio di ulteriore caduta, con più osservazione e monitoraggio
    • Va contenuto a letto per il resto del ricovero
    • Va dimesso appena possibile per evitare nuove cadute

    Occorrono valutazione immediata, monitoraggio delle complicanze tardive, informazione dei familiari e documentazione.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  135. Secondo la Raccomandazione n. 13, i tappeti nelle strutture sanitarie:
    • Sono sempre vietati, anche nella doccia
    • Vanno usati in tutte le stanze per attutire le cadute
    • ✅ Vanno usati solo se antiscivolo e fissati al pavimento
    • Vanno posti accanto al letto di ogni paziente

    Vanno eliminati anche poggiapiedi, tavolini e ostacoli che possono far inciampare.

    📚 Ministero della salute, Raccomandazione n. 13 (2011) – cadute del paziente

  136. Quale di questi NON è uno dei cinque momenti OMS per l’igiene delle mani?
    • Dopo il rischio di esposizione a un liquido biologico
    • Dopo aver toccato ciò che sta intorno al paziente
    • Prima di toccare un paziente
    • ✅ Prima di entrare nella stanza dei farmaci

    Gli altri due momenti sono: prima di una procedura pulita/asettica e dopo aver toccato un paziente.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  137. Il secondo dei cinque momenti OMS per l’igiene delle mani è:
    • ✅ Prima di una procedura pulita o asettica
    • Dopo aver tolto il camice
    • Dopo aver toccato un paziente
    • Prima di entrare in reparto

    In alcune procedure, come la puntura lombare, le mani si igienizzano prima di indossare i guanti.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  138. Il quinto momento OMS per l’igiene delle mani riguarda:
    • La preparazione dei farmaci per via endovenosa
    • ✅ Le superfici nell’area del paziente, anche senza contatto con lui
    • Il contatto con i familiari in visita
    • Il lavaggio a fine turno, prima di lasciare il reparto

    È un’estensione del quarto momento (dopo aver toccato un paziente).

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  139. Quanto dovrebbe durare il lavaggio delle mani con acqua e sapone?
    • 10-15 secondi
    • 3-5 minuti
    • 90-120 secondi
    • ✅ 40-60 secondi

    La frizione con soluzione idroalcolica richiede invece 20-30 secondi.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  140. Quanto dura la frizione delle mani con soluzione idroalcolica?
    • 2-3 minuti
    • ✅ 20-30 secondi
    • 60-90 secondi
    • 5-10 secondi

    Le mani sono sicure una volta asciutte; il lavaggio con acqua e sapone dura 40-60 secondi.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  141. Quando è da preferire il lavaggio delle mani con acqua e sapone alla frizione alcolica?
    • Solo all’inizio e alla fine del turno, mentre durante il turno basta la soluzione alcolica
    • Sempre, perché il lavaggio con acqua e sapone è più efficace in ogni situazione assistenziale
    • ✅ Quando le mani sono visibilmente sporche, dopo i servizi igienici o per possibili patogeni sporigeni
    • Solo prima di indossare i guanti sterili e prima delle procedure chirurgiche invasive

    Le spore di Clostridium difficile sono poco sensibili al gel idroalcolico.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  142. Quando le mani non sono visibilmente sporche, la metodica di igiene da preferire è:
    • Il lavaggio chirurgico con spazzolino
    • ✅ La frizione con soluzione idroalcolica
    • L’uso di guanti monouso al posto dell’igiene
    • Il lavaggio con acqua calda e sapone neutro

    È più veloce, ha azione antimicrobica, si fa al letto del paziente e irrita meno la cute.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  143. Quali concentrazioni di alcol sono le più efficaci per l’igiene delle mani?
    • ✅ 60-80%
    • 10-20%
    • 30-40%
    • 95-100%

    L’alcol agisce denaturando le proteine ed è attivo contro batteri Gram-positivi e Gram-negativi, compresi i multiresistenti.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  144. La flora microbica «residente» delle mani:
    • È costituita soprattutto da microrganismi acquisiti dai pazienti
    • ✅ Risiede negli strati profondi della cute e non si rimuove con il semplice lavaggio
    • È la principale causa delle infezioni correlate all’assistenza
    • Si trova negli strati superficiali e si elimina facilmente

    La specie dominante è lo Staphylococcus epidermidis; raramente causa infezioni.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  145. La flora microbica «transitoria» delle mani:
    • È formata soprattutto da Staphylococcus epidermidis e raramente causa infezioni
    • Si trova solo sotto le unghie artificiali e si elimina con lo spazzolino chirurgico
    • Non si può rimuovere neppure con il lavaggio chirurgico, perché risiede negli strati profondi
    • ✅ Si trova negli strati superficiali, si acquisisce con i contatti e si rimuove con l’igiene di routine

    Si deposita sulle mani per contatto diretto con pazienti o indiretto tramite dispositivi e ambiente.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  146. Quanto dura indicativamente il lavaggio chirurgico delle mani?
    • 20-30 secondi
    • 40-60 secondi
    • ✅ Circa 5 minuti
    • Circa 90 secondi

    Il lavaggio sociale dura 40-60 secondi e quello antisettico circa 90 secondi.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  147. Il lavaggio chirurgico delle mani serve a:
    • Eliminare completamente sia la flora transitoria sia quella residente
    • ✅ Eliminare la flora transitoria, ridurre quella residente e inibire la crescita batterica sotto i guanti
    • Sostituire l’uso dei guanti sterili in sala operatoria
    • Idratare la cute prima di indossare i guanti

    I guanti sterili non sostituiscono il lavaggio chirurgico: possono perforarsi o danneggiarsi.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  148. Rispetto all’uso dei guanti, l’igiene delle mani va eseguita:
    • ✅ Prima di indossarli e dopo averli rimossi
    • Mai, perché i guanti la sostituiscono
    • Solo prima di indossarli
    • Solo dopo averli rimossi, se sporchi

    I guanti non garantiscono una protezione assoluta e non sostituiscono l’igiene delle mani.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  149. Quando vanno cambiati i guanti durante l’assistenza allo stesso paziente?
    • Ogni trenta minuti, indipendentemente dall’attività svolta e dallo stato dei guanti
    • Solo quando lo chiede il paziente o un familiare presente durante l’assistenza
    • Solo alla fine di tutte le procedure sul paziente, prima di passare al paziente successivo
    • ✅ Se si danneggiano, si sporcano o si passa da un’area corporea sporca a una pulita

    Prima di indossare i nuovi guanti si esegue l’igiene delle mani.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  150. Nel lavaggio delle mani con acqua e sapone si raccomanda di:
    • Usare un asciugamano di stoffa condiviso dal personale, sostituito a ogni turno
    • Lasciar asciugare le mani all’aria, senza toccare il rubinetto né usare salviette
    • Usare acqua molto calda per eliminare i germi e asciugare strofinando con forza le mani
    • ✅ Evitare l’acqua troppo calda, asciugare con carta monouso e chiudere il rubinetto con la salvietta

    L’acqua calda favorisce secchezza e irritazione; le mani si asciugano bene senza strofinare.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  151. Chi intuì, nel 1847, che la febbre puerperale era trasmessa dalle mani dei medici?
    • Louis Pasteur
    • Florence Nightingale
    • Joseph Lister
    • ✅ Ignaz Semmelweis

    L’introduzione della disinfezione delle mani con ipoclorito di calcio ridusse drasticamente i casi.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  152. Secondo le indicazioni sull’igiene delle mani, le unghie artificiali negli operatori sanitari:
    • Sono indifferenti se si usa la soluzione alcolica
    • ✅ Possono contribuire alla trasmissione di patogeni anche con un’igiene corretta
    • Proteggono le unghie naturali e riducono le infezioni
    • Sono vietate solo in sala operatoria

    Anche le unghie lunghe favoriscono i batteri e possono perforare i guanti.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  153. Quante sono le componenti della strategia multimodale OMS per l’igiene delle mani?
    • Sette
    • Dieci
    • Tre
    • ✅ Cinque

    Cambiamento del sistema, formazione, monitoraggio, feedback e clima di sicurezza.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  154. Quale giorno è dedicato ogni anno dall’OMS alla campagna mondiale per l’igiene delle mani?
    • ✅ Il 5 maggio
    • Il 7 aprile
    • Il 1° dicembre
    • Il 12 maggio

    Il 12 maggio è invece la Giornata internazionale dell’infermiere, il 7 aprile la Giornata mondiale della salute.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  155. Il lavaggio antisettico delle mani dura indicativamente:
    • ✅ Circa 90 secondi
    • Circa 5 minuti
    • 20-30 secondi
    • 10 secondi

    È indicato nelle aree ad alto rischio, prima di procedure invasive e dopo il contatto con ferite o materiale infetto.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  156. Secondo l’approccio OMS, l’igiene delle mani al momento 1 («prima di toccare un paziente») serve principalmente a:
    • ✅ Prevenire la colonizzazione del paziente con microrganismi trasferiti dall’ambiente tramite le mani
    • Proteggere l’operatore dai liquidi biologici e dai microrganismi presenti sulla cute del paziente
    • Evitare la contaminazione dei farmaci durante la preparazione della terapia endovenosa
    • Eliminare la flora residente delle mani dell’operatore prima di ogni contatto con il paziente

    Si esegue tra l’ultimo contatto con superfici della zona sanitaria e il primo contatto con la zona del paziente.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  157. Secondo le indicazioni sull’igiene delle mani, dopo un rischio di esposizione a liquidi biologici l’igiene va eseguita:
    • ✅ Immediatamente, prima di toccare qualsiasi superficie, anche dopo aver tolto i guanti
    • Solo se le mani sono visibilmente sporche dopo aver tolto i guanti utilizzati
    • A fine turno, insieme al cambio della divisa e dei dispositivi di protezione
    • Solo se durante la procedura non si indossavano i guanti monouso non sterili

    È il momento 3: riduce il rischio di infezione dell’operatore e di trasmissione tra siti corporei.

    📚 ISS – EpiCentro, igiene delle mani (cinque momenti OMS)

  158. A quanti milligrammi corrispondono 0,25 g?
    • ✅ 250 mg
    • 25 mg
    • 2,5 mg
    • 2.500 mg

    1 g = 1.000 mg, quindi 0,25 × 1.000 = 250 mg.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  159. A quanti milligrammi corrispondono 500 microgrammi?
    • 50 mg
    • ✅ 0,5 mg
    • 5 mg
    • 0,05 mg

    1 mg = 1.000 microgrammi, quindi 500 : 1.000 = 0,5 mg.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  160. A quanti microgrammi corrispondono 0,125 mg?
    • 1,25 mcg
    • 12,5 mcg
    • 1.250 mcg
    • ✅ 125 mcg

    0,125 × 1.000 = 125 microgrammi.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  161. Quanti grammi di glucosio contengono 500 ml di soluzione glucosata al 5%?
    • 5 g
    • 50 g
    • ✅ 25 g
    • 2,5 g

    Una soluzione al 5% contiene 5 g ogni 100 ml: 5 × 5 = 25 g.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  162. Quanti grammi di cloruro di sodio contiene 1 litro di soluzione fisiologica allo 0,9%?
    • 90 g
    • 0,09 g
    • ✅ 9 g
    • 0,9 g

    0,9 g ogni 100 ml, quindi 0,9 × 10 = 9 g per litro.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  163. Quanti grammi di glucosio contengono 250 ml di soluzione glucosata al 10%?
    • ✅ 25 g
    • 10 g
    • 2,5 g
    • 100 g

    10 g ogni 100 ml: 10 × 2,5 = 25 g.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  164. Quanti grammi di glucosio contiene una fiala da 10 ml di glucosio al 33%?
    • 0,33 g
    • 33 g
    • ✅ 3,3 g
    • 330 g

    33 g ogni 100 ml, quindi 3,3 g in 10 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  165. Quanti grammi di glucosio contengono 20 ml di soluzione glucosata al 50%?
    • 20 g
    • 50 g
    • 5 g
    • ✅ 10 g

    50 g ogni 100 ml: in 20 ml ce ne sono 10 g.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  166. Quanti milligrammi di lidocaina contiene 1 ml di soluzione al 2%?
    • 0,2 mg
    • 2 mg
    • ✅ 20 mg
    • 200 mg

    Il 2% equivale a 2 g in 100 ml, cioè 20 mg/ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  167. Una soluzione di adrenalina 1:1.000 contiene:
    • 0,1 mg/ml
    • 1 microgrammo/ml
    • ✅ 1 mg/ml
    • 10 mg/ml

    1:1.000 significa 1 g in 1.000 ml, cioè 1 mg in 1 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  168. Una soluzione di adrenalina 1:10.000 contiene:
    • 10 mg/ml
    • 1 mg/ml
    • 0,01 mg/ml
    • ✅ 0,1 mg/ml

    1 g in 10.000 ml corrisponde a 0,1 mg per ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  169. Sono prescritti 40 mg di un farmaco disponibile in fiale da 20 mg/2 ml. Quanti ml si somministrano?
    • 8 ml
    • ✅ 4 ml
    • 2 ml
    • 0,4 ml

    La concentrazione è 10 mg/ml: 40 : 10 = 4 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  170. Uno sciroppo contiene 250 mg in 5 ml. Quanti ml servono per una dose di 375 mg?
    • 7 ml
    • ✅ 7,5 ml
    • 6 ml
    • 10 ml

    250 mg : 5 ml = 375 mg : x, quindi x = 7,5 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  171. Sono prescritti 750 mg di un farmaco in compresse da 250 mg. Quante compresse si somministrano?
    • 2
    • 1,5
    • 4
    • ✅ 3

    750 : 250 = 3 compresse.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  172. Sono prescritti 1,25 mg di un farmaco in compresse divisibili da 0,5 mg. Quante compresse si somministrano?
    • 2
    • 3
    • 1,5
    • ✅ 2,5

    1,25 : 0,5 = 2,5 compresse.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  173. Sono prescritti 15 mg/kg di un farmaco a un bambino di 20 kg. Quale dose si somministra?
    • 3.000 mg
    • ✅ 300 mg
    • 150 mg
    • 35 mg

    15 × 20 = 300 mg.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  174. Un farmaco è prescritto a 30 mg/kg/die in 3 somministrazioni a un bambino di 12 kg. Qual è la singola dose?
    • 90 mg
    • 360 mg
    • ✅ 120 mg
    • 40 mg

    Dose giornaliera: 30 × 12 = 360 mg; divisa in 3 = 120 mg per dose.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  175. Un farmaco è prescritto a 10 mg/kg ogni 6 ore a un bambino di 18 kg. Quale dose si somministra ogni volta?
    • 108 mg
    • 60 mg
    • 720 mg
    • ✅ 180 mg

    10 × 18 = 180 mg per dose (720 mg al giorno in quattro somministrazioni).

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  176. Un farmaco è prescritto alla dose di 500 mg ogni 8 ore. Qual è la dose giornaliera totale?
    • 1.000 mg
    • 2.000 mg
    • 4.000 mg
    • ✅ 1.500 mg

    Ogni 8 ore significa 3 somministrazioni al giorno: 500 × 3 = 1.500 mg.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  177. Devono essere infusi 1.000 ml in 8 ore con una pompa. A quale velocità va impostata?
    • 80 ml/h
    • ✅ 125 ml/h
    • 150 ml/h
    • 100 ml/h

    1.000 : 8 = 125 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  178. Devono essere infusi 1.500 ml in 24 ore. Qual è la velocità oraria?
    • 65 ml/h
    • 60 ml/h
    • 75 ml/h
    • ✅ 62,5 ml/h

    1.500 : 24 = 62,5 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  179. Con un deflussore da 20 gocce/ml, quante gocce al minuto servono per infondere 500 ml in 4 ore?
    • 21 gocce/min
    • 125 gocce/min
    • ✅ Circa 42 gocce/min
    • Circa 63 gocce/min

    Gocce/min = volume (ml) × 20 : minuti = 500 × 20 : 240 ≈ 41,7, cioè circa 42.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  180. Con un deflussore da 20 gocce/ml, quante gocce al minuto servono per infondere 1.000 ml in 10 ore?
    • ✅ Circa 33 gocce/min
    • 50 gocce/min
    • 100 gocce/min
    • 17 gocce/min

    1.000 × 20 : 600 minuti ≈ 33,3 gocce al minuto.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  181. Con un deflussore da 20 gocce/ml, quante gocce al minuto servono per infondere 250 ml in 1 ora?
    • 125 gocce/min
    • ✅ Circa 83 gocce/min
    • 250 gocce/min
    • 42 gocce/min

    250 × 20 : 60 ≈ 83,3 gocce al minuto.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  182. Con un microgocciolatore da 60 microgocce/ml, una velocità di 100 ml/h corrisponde a:
    • 300 microgocce/min
    • 60 microgocce/min
    • ✅ 100 microgocce/min
    • 33 microgocce/min

    Con 60 microgocce/ml il numero di microgocce al minuto coincide con i ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  183. Con un deflussore da 20 gocce/ml, una velocità di 30 gocce al minuto corrisponde a:
    • 60 ml/h
    • 180 ml/h
    • ✅ 90 ml/h
    • 30 ml/h

    30 gocce/min = 1,5 ml/min; 1,5 × 60 = 90 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  184. Con un deflussore da 20 gocce/ml, una velocità di 120 ml/h corrisponde a:
    • 20 gocce/min
    • ✅ 40 gocce/min
    • 60 gocce/min
    • 120 gocce/min

    120 ml/h = 2 ml/min; 2 × 20 = 40 gocce al minuto.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  185. Si infondono 500 ml a 25 gocce al minuto con un deflussore da 20 gocce/ml. Quanto dura l’infusione?
    • 8 ore e 20 minuti
    • 4 ore
    • 5 ore
    • ✅ 6 ore e 40 minuti

    25 gocce/min = 1,25 ml/min; 500 : 1,25 = 400 minuti, cioè 6 ore e 40 minuti.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  186. Un’infusione di 750 ml inizia alle 10:30 a 125 ml/h. A che ora termina?
    • ✅ 16:30
    • 14:30
    • 15:30
    • 17:00

    750 : 125 = 6 ore; 10:30 + 6 ore = 16:30.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  187. Un antibiotico diluito in 100 ml va infuso in 30 minuti. A quale velocità si imposta la pompa?
    • 50 ml/h
    • 100 ml/h
    • ✅ 200 ml/h
    • 300 ml/h

    100 ml in mezz’ora equivalgono a 200 ml in un’ora.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  188. Un farmaco è diluito 50 mg in 50 ml. Sono prescritti 5 mg/h. A quale velocità si imposta la pompa?
    • 0,5 ml/h
    • ✅ 5 ml/h
    • 50 ml/h
    • 10 ml/h

    La concentrazione è 1 mg/ml, quindi 5 mg/h = 5 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  189. Sono diluite 25.000 UI di eparina in 50 ml. Sono prescritte 1.000 UI/h. A quale velocità si imposta la pompa?
    • ✅ 2 ml/h
    • 20 ml/h
    • 5 ml/h
    • 0,5 ml/h

    La concentrazione è 500 UI/ml: 1.000 : 500 = 2 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  190. Sono diluite 50 UI di insulina rapida in 50 ml. Sono prescritte 3 UI/h. A quale velocità si imposta la pompa?
    • ✅ 3 ml/h
    • 6 ml/h
    • 0,3 ml/h
    • 1,5 ml/h

    La concentrazione è 1 UI/ml, quindi 3 UI/h = 3 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  191. L’insulina ha una concentrazione di 100 UI/ml. Quanti ml corrispondono a 8 UI?
    • 8 ml
    • 0,8 ml
    • 0,008 ml
    • ✅ 0,08 ml

    8 : 100 = 0,08 ml; per l’insulina si usano siringhe graduate in unità.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  192. Una soluzione contiene 2 g di farmaco in 100 ml. Qual è la concentrazione in mg/ml?
    • 200 mg/ml
    • 2 mg/ml
    • 0,2 mg/ml
    • ✅ 20 mg/ml

    2 g = 2.000 mg; 2.000 : 100 = 20 mg/ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  193. Un flacone di polvere da 1 g, ricostituito, dà 4 ml di soluzione. Quanti ml servono per 750 mg?
    • 2 ml
    • 4 ml
    • ✅ 3 ml
    • 3,5 ml

    La concentrazione è 250 mg/ml: 750 : 250 = 3 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  194. Una fiala di KCl da 10 ml contiene 2 mEq/ml. Quanti mEq di potassio contiene in tutto?
    • 10 mEq
    • 5 mEq
    • ✅ 20 mEq
    • 2 mEq

    2 × 10 = 20 mEq; va sempre diluita prima dell’infusione (Raccomandazione n. 1).

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  195. Disponendo di KCl a 2 mEq/ml, quanti ml servono per aggiungere 20 mEq di potassio a una soluzione?
    • ✅ 10 ml
    • 5 ml
    • 40 ml
    • 20 ml

    20 : 2 = 10 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  196. La morfina è disponibile a 10 mg/ml. Quanti ml servono per una dose di 2,5 mg?
    • 0,4 ml
    • 2,5 ml
    • 0,025 ml
    • ✅ 0,25 ml

    2,5 : 10 = 0,25 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  197. Si diluiscono 10 mg di morfina in 10 ml di soluzione fisiologica. Quanti ml servono per 3 mg?
    • 30 ml
    • 0,3 ml
    • ✅ 3 ml
    • 1 ml

    La concentrazione è 1 mg/ml, quindi 3 mg = 3 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  198. Un farmaco è prescritto a 5 microgrammi/kg/min a un paziente di 70 kg. Quanti microgrammi al minuto riceve?
    • ✅ 350 mcg/min
    • 75 mcg/min
    • 35 mcg/min
    • 3.500 mcg/min

    5 × 70 = 350 microgrammi al minuto.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  199. Un paziente deve ricevere 350 microgrammi/min di un farmaco diluito a 4 mg/ml. A quale velocità si imposta la pompa?
    • 0,35 ml/h
    • 21 ml/h
    • ✅ 5,25 ml/h
    • 87,5 ml/h

    350 mcg/min × 60 = 21.000 mcg/h = 21 mg/h; 21 : 4 = 5,25 ml/h.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  200. In 24 ore un paziente ha entrate per 2.500 ml e uscite per 1.800 ml. Qual è il bilancio idrico?
    • −1.800 ml (negativo)
    • +4.300 ml (positivo)
    • ✅ +700 ml (positivo)
    • −700 ml (negativo)

    Bilancio = entrate − uscite = 2.500 − 1.800 = +700 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  201. In 24 ore un paziente ha entrate per 1.600 ml e uscite per 2.100 ml. Qual è il bilancio idrico?
    • +3.700 ml (positivo)
    • +500 ml (positivo)
    • ✅ −500 ml (negativo)
    • −2.100 ml (negativo)

    1.600 − 2.100 = −500 ml: il bilancio è negativo.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  202. In 8 ore, dal catetere vescicale di un paziente, sono stati raccolti 400 ml di urina. Qual è la diuresi oraria media?
    • 400 ml/h
    • ✅ 50 ml/h
    • 8 ml/h
    • 3.200 ml/h

    400 : 8 = 50 ml all’ora.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  203. Qual è l’indice di massa corporea (BMI) di una persona di 80 kg alta 1,60 m?
    • 50,00
    • 20,00
    • 25,00
    • ✅ 31,25

    BMI = peso (kg) : altezza² (m²) = 80 : 2,56 = 31,25.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  204. Un farmaco va somministrato alla dose di 2 mg/kg a un adulto di 65 kg, con fiale da 50 mg/5 ml. Quanti ml servono?
    • 1,3 ml
    • 130 ml
    • ✅ 13 ml
    • 6,5 ml

    Dose: 2 × 65 = 130 mg; concentrazione 10 mg/ml; 130 : 10 = 13 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  205. Un farmaco in fiale da 1 g/10 ml è prescritto alla dose di 600 mg. Quanti ml si aspirano?
    • 1,6 ml
    • ✅ 6 ml
    • 60 ml
    • 0,6 ml

    La concentrazione è 100 mg/ml: 600 : 100 = 6 ml.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

  206. Sono prescritti 62,5 microgrammi di un farmaco in compresse da 0,125 mg. Quante compresse si somministrano?
    • 2 compresse
    • 5 compresse
    • ✅ Mezza compressa
    • Un quarto di compressa

    0,125 mg = 125 microgrammi; 62,5 : 125 = 0,5 compresse.

    📚 Calcolo dei dosaggi e delle infusioni

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