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Quiz Diritto del lavoro – Codice civile, Statuto dei lavoratori e Jobs Act

Rapporto di lavoro subordinato, mansioni, obblighi del lavoratore, ferie, TFR e patto di non concorrenza; Statuto dei lavoratori, controlli a distanza e procedimento disciplinare; licenziamenti e tutele crescenti; contratti a termine, part-time, intermittente, somministrazione e apprendistato; orario di lavoro e sciopero nei servizi pubblici essenziali. Per concorsi INL, INPS, centri per l’impiego, ministeri e uffici del personale.

205 domande ✔️ Spiegazione per ogni risposta 📚 Codice civile (artt. 2094-2134), L. 300/1970 (Statuto dei lavoratori), L. 604/1966, D.Lgs. 23/2015, D.Lgs. 81/2015, D.Lgs. 66/2003 (orario di lavoro), L. 146/1990 (sciopero nei servizi pubblici essenziali), artt. 35-40 Cost. Gratis, senza registrazione
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  1. Secondo l’art. 2094 c.c., è prestatore di lavoro subordinato chi:
    • Lavora in modo autonomo per più committenti
    • ✅ Si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore
    • Compie un’opera senza vincolo di subordinazione
    • Partecipa agli utili senza lavorare

    Gli elementi tipici sono retribuzione, collaborazione, dipendenza ed eterodirezione.

    📚 Art. 2094 c.c.

  2. Le categorie legali dei prestatori di lavoro subordinato, secondo l’art. 2095 c.c., sono:
    • Operai e impiegati
    • ✅ Dirigenti, quadri, impiegati e operai
    • Apprendisti e lavoratori
    • Dirigenti e subordinati

    La categoria dei quadri è stata aggiunta nel 1985.

    📚 Art. 2095 c.c.

  3. Il patto di prova, ai sensi dell’art. 2096 c.c., deve:
    • Essere orale
    • ✅ Risultare da atto scritto
    • Essere approvato dall’Ispettorato
    • Durare almeno un anno

    Durante la prova ciascuna parte può recedere senza preavviso né indennità.

    📚 Art. 2096 c.c.

  4. Compiuto il periodo di prova:
    • Il rapporto cessa automaticamente
    • ✅ L’assunzione diviene definitiva e il servizio prestato si computa nell’anzianità
    • Occorre un nuovo contratto
    • Il lavoratore deve sostenere un esame

    Lo prevede l’ultimo comma dell’art. 2096 c.c.

    📚 Art. 2096 c.c.

  5. La retribuzione, ai sensi dell’art. 2099 c.c., può essere stabilita:
    • Solo a tempo
    • ✅ A tempo o a cottimo, e anche con partecipazione agli utili, provvigioni o prestazioni in natura
    • Solo in denaro contante
    • Solo con partecipazione agli utili

    In mancanza di accordo la determina il giudice.

    📚 Art. 2099 c.c.

  6. L’obbligo di diligenza del prestatore di lavoro è previsto dall’art.:
    • 2094 c.c.
    • ✅ 2104 c.c.
    • 2118 c.c.
    • 2126 c.c.

    Il lavoratore deve anche osservare le disposizioni impartite dall’imprenditore e dai suoi collaboratori.

    📚 Art. 2104 c.c.

  7. L’obbligo di fedeltà (art. 2105 c.c.) vieta al lavoratore, tra l’altro:
    • Di iscriversi a un sindacato
    • ✅ Di trattare affari in concorrenza con l’imprenditore e di divulgare notizie sull’organizzazione e i metodi di produzione
    • Di chiedere ferie
    • Di svolgere volontariato

    È un obbligo che opera durante il rapporto di lavoro.

    📚 Art. 2105 c.c.

  8. L’inosservanza degli obblighi di diligenza e fedeltà può dar luogo a:
    • Sanzioni penali automatiche
    • ✅ Sanzioni disciplinari secondo la gravità dell’infrazione
    • Sola riduzione delle ferie
    • Nessuna conseguenza

    Lo prevede l’art. 2106 c.c.

    📚 Art. 2106 c.c.

  9. Secondo l’art. 2109 c.c., il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo ogni settimana:
    • ✅ Di regola in coincidenza con la domenica
    • Sempre di sabato
    • Solo se lavora più di 40 ore
    • A scelta del lavoratore

    Ha diritto anche a un periodo annuale di ferie retribuite.

    📚 Art. 2109 c.c.

  10. Il periodo di ferie, ai sensi dell’art. 2109 c.c., è collocato:
    • Dal lavoratore liberamente
    • ✅ Nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del lavoratore
    • Dall’Ispettorato del lavoro
    • Sempre ad agosto

    L’imprenditore deve comunicare preventivamente il periodo stabilito.

    📚 Art. 2109 c.c.

  11. Il periodo di preavviso può essere computato nelle ferie?
    • Sì
    • ✅ No
    • Solo per i dirigenti
    • Solo se lo chiede il lavoratore

    Lo esclude l’ultimo comma dell’art. 2109 c.c.

    📚 Art. 2109 c.c.

  12. In caso di malattia, l’imprenditore può recedere dal contratto ai sensi dell’art. 2118 c.c.:
    • In qualsiasi momento
    • ✅ Decorso il periodo stabilito dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità (periodo di comporto)
    • Mai
    • Solo dopo cinque anni

    L’assenza per malattia si computa nell’anzianità di servizio.

    📚 Art. 2110 c.c.

  13. In caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro:
    • Si estingue
    • ✅ Continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano
    • Diventa a tempo determinato
    • Si trasforma in collaborazione

    Cedente e cessionario sono obbligati in solido per i crediti del lavoratore al tempo del trasferimento.

    📚 Art. 2112 c.c.

  14. Il trasferimento d’azienda costituisce di per sé motivo di licenziamento?
    • Sì
    • ✅ No
    • Solo nelle piccole imprese
    • Solo per i dirigenti

    Resta ferma la facoltà di recesso secondo la normativa sui licenziamenti.

    📚 Art. 2112 c.c.

  15. Le rinunzie e transazioni aventi a oggetto diritti del lavoratore derivanti da norme inderogabili:
    • Sono sempre valide
    • ✅ Non sono valide e possono essere impugnate entro sei mesi
    • Sono nulle e imprescrittibili
    • Sono valide solo se scritte

    Il termine decorre dalla cessazione del rapporto o dalla rinunzia/transazione se successiva.

    📚 Art. 2113 c.c.

  16. Le rinunzie e transazioni del lavoratore NON sono impugnabili se intervenute:
    • Per iscritto
    • ✅ In sede di conciliazione ai sensi degli artt. 185, 410, 411, 412-ter e 412-quater c.p.c.
    • Davanti a un notaio
    • Davanti a due testimoni

    Lo prevede l’ultimo comma dell’art. 2113 c.c.

    📚 Art. 2113 c.c.

  17. Nel contratto a tempo indeterminato, ciascuna parte può recedere:
    • Solo per giusta causa
    • ✅ Dando il preavviso nei termini e modi stabiliti dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità
    • Solo con il consenso dell’altra parte
    • Solo davanti al giudice

    In mancanza di preavviso è dovuta un’indennità sostitutiva.

    📚 Art. 2118 c.c.

  18. In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto a corrispondere all’altra parte:
    • Una multa
    • ✅ Un’indennità pari alla retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso
    • Il TFR raddoppiato
    • Nulla

    La stessa indennità è dovuta dal datore in caso di morte del lavoratore.

    📚 Art. 2118 c.c.

  19. La giusta causa di recesso (art. 2119 c.c.) è una causa che:
    • Consente il recesso con preavviso ridotto
    • ✅ Non consente la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto
    • Riguarda solo i dirigenti
    • Richiede l’autorizzazione dell’Ispettorato

    Consente il recesso immediato senza preavviso.

    📚 Art. 2119 c.c.

  20. Il lavoratore che si dimette per giusta causa ha diritto:
    • A nulla
    • ✅ All’indennità sostitutiva del preavviso
    • Alla reintegrazione
    • A 15 mensilità

    Lo prevede l’art. 2119, primo comma, c.c.

    📚 Art. 2119 c.c.

  21. Il trattamento di fine rapporto (TFR) spetta:
    • Solo in caso di licenziamento
    • ✅ In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato
    • Solo dopo dieci anni
    • Solo ai dirigenti

    Lo prevede l’art. 2120 c.c.

    📚 Art. 2120 c.c.

  22. La quota annua di TFR si calcola dividendo la retribuzione dovuta per l’anno per:
    • 12
    • ✅ 13,5
    • 14
    • 10

    Le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni si computano come mese intero.

    📚 Art. 2120 c.c.

  23. In caso di morte del lavoratore, l’indennità di preavviso e il TFR spettano:
    • Solo agli eredi testamentari
    • ✅ Al coniuge, ai figli e, se a carico, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo
    • Allo Stato
    • Al datore di lavoro

    È nullo ogni patto anteriore alla morte sulla loro attribuzione.

    📚 Art. 2122 c.c.

  24. Il patto di non concorrenza è nullo se:
    • È scritto
    • ✅ Non risulta da atto scritto, non prevede un corrispettivo o non è contenuto entro limiti di oggetto, tempo e luogo
    • Riguarda un dirigente
    • Dura meno di un anno

    Lo prevede l’art. 2125 c.c.

    📚 Art. 2125 c.c.

  25. La durata massima del patto di non concorrenza per un dirigente è di:
    • Un anno
    • Tre anni
    • ✅ Cinque anni
    • Dieci anni

    Per gli altri lavoratori il limite è di tre anni.

    📚 Art. 2125 c.c.

  26. La durata massima del patto di non concorrenza per un impiegato è di:
    • Sei mesi
    • ✅ Tre anni
    • Cinque anni
    • Senza limiti

    Una durata maggiore si riduce automaticamente al limite legale.

    📚 Art. 2125 c.c.

  27. La nullità del contratto di lavoro, ai sensi dell’art. 2126 c.c., per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione:
    • Comporta la restituzione delle retribuzioni
    • ✅ Non produce effetto, salvo che derivi dall’illiceità dell’oggetto o della causa
    • Comporta sanzioni penali
    • Non è mai rilevante

    Se la violazione riguarda norme a tutela del lavoratore, la retribuzione spetta in ogni caso.

    📚 Art. 2126 c.c.

  28. Il contratto d’opera (art. 2222 c.c.) si caratterizza per:
    • La subordinazione
    • ✅ Il compimento di un’opera o servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione
    • L’iscrizione obbligatoria a un albo
    • La durata indeterminata

    È la figura base del lavoro autonomo.

    📚 Art. 2222 c.c.

  29. Il lavoro straordinario, ai sensi dell’art. 2108 c.c., deve essere compensato:
    • Con riposo compensativo obbligatorio
    • ✅ Con un aumento di retribuzione rispetto al lavoro ordinario
    • Non è retribuito
    • Con buoni pasto

    Anche il lavoro notturno fuori dai turni periodici va retribuito con maggiorazione.

    📚 Art. 2108 c.c.

  30. Secondo l’art. 2103 c.c. vigente, il lavoratore può essere adibito a mansioni:
    • Solo identiche a quelle di assunzione
    • ✅ Riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte
    • Di qualsiasi livello
    • Solo superiori

    Il testo è stato sostituito dall’art. 3 del D.Lgs. 81/2015.

    📚 Art. 2103 c.c.; art. 3, D.Lgs. 81/2015

  31. In caso di modifica degli assetti organizzativi che incide sulla sua posizione, il lavoratore può essere assegnato:
    • A qualunque mansione inferiore
    • ✅ A mansioni del livello di inquadramento inferiore purché nella medesima categoria legale
    • Solo a mansioni superiori
    • A mansioni di altra categoria legale

    Conserva livello di inquadramento e trattamento retributivo, salvo elementi legati alle particolari modalità della precedente prestazione.

    📚 Art. 2103 c.c.

  32. Il mutamento di mansioni a un livello inferiore per modifica degli assetti organizzativi deve essere comunicato:
    • Oralmente
    • ✅ Per iscritto, a pena di nullità
    • Solo al sindacato
    • All’Ispettorato

    Lo prevede l’art. 2103 c.c.

    📚 Art. 2103 c.c.

  33. In caso di assegnazione a mansioni superiori, l’assegnazione diviene definitiva (salvo sostituzione di lavoratore in servizio e diversa volontà del lavoratore) dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo:
    • Un mese
    • Tre mesi
    • ✅ Sei mesi continuativi
    • Un anno

    Il lavoratore ha comunque diritto al trattamento corrispondente all’attività svolta.

    📚 Art. 2103 c.c.

  34. Il lavoratore può essere trasferito da un’unità produttiva a un’altra:
    • Liberamente
    • ✅ Solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive
    • Solo con il suo consenso scritto
    • Mai

    Lo prevede l’art. 2103 c.c.

    📚 Art. 2103 c.c.

  35. Accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria e della retribuzione possono essere stipulati:
    • In qualsiasi forma
    • ✅ Nelle sedi dell’art. 2113, quarto comma, c.c. o davanti alle commissioni di certificazione, nell’interesse del lavoratore
    • Solo dal datore unilateralmente
    • Solo dal giudice

    Ad esempio per la conservazione dell’occupazione o il miglioramento delle condizioni di vita.

    📚 Art. 2103 c.c.

  36. Lo Statuto dei lavoratori è la:
    • L. 604/1966
    • ✅ L. 300/1970
    • L. 92/2012
    • L. 183/2014

    Legge 20 maggio 1970, n. 300.

    📚 L. 300/1970

  37. Secondo l’art. 1 dello Statuto, nei luoghi di lavoro i lavoratori hanno diritto:
    • Di fare propaganda elettorale
    • ✅ Di manifestare liberamente il proprio pensiero, senza distinzione di opinioni politiche, sindacali e di fede religiosa
    • Di rifiutare qualsiasi ordine
    • Di non essere controllati

    Nel rispetto dei principi della Costituzione e delle norme dello Statuto.

    📚 Art. 1, L. 300/1970

  38. Le guardie particolari giurate possono essere impiegate dal datore di lavoro:
    • Per vigilare sull’attività lavorativa
    • ✅ Soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale
    • Per controllare le pause
    • Per effettuare visite mediche

    Non possono contestare ai lavoratori fatti diversi da quelli attinenti alla tutela del patrimonio.

    📚 Art. 2, L. 300/1970

  39. Gli impianti audiovisivi da cui derivi la possibilità di controllo a distanza dei lavoratori possono essere installati:
    • Liberamente
    • ✅ Solo per esigenze organizzative e produttive, sicurezza del lavoro o tutela del patrimonio, previo accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro
    • Solo con il consenso di ogni singolo lavoratore
    • Mai

    In mancanza di accordo con RSU/RSA serve l’autorizzazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

    📚 Art. 4, comma 1, L. 300/1970

  40. La disciplina dell’art. 4, comma 1, dello Statuto (accordo o autorizzazione) NON si applica:
    • Alle telecamere
    • ✅ Agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze
    • Ai software di geolocalizzazione dei veicoli aziendali in ogni caso
    • A nessuno strumento

    Lo prevede l’art. 4, comma 2.

    📚 Art. 4, comma 2, L. 300/1970

  41. Le informazioni raccolte con gli strumenti di controllo sono utilizzabili a tutti i fini connessi al rapporto di lavoro a condizione che:
    • ✅ Il lavoratore sia informato adeguatamente delle modalità d’uso e dei controlli, nel rispetto del Codice privacy
    • Il giudice lo autorizzi
    • Il sindacato lo approvi ogni volta
    • Il lavoratore sia dirigente

    Lo prevede l’art. 4, comma 3.

    📚 Art. 4, comma 3, L. 300/1970

  42. Gli accertamenti sanitari sull’idoneità e sull’infermità per malattia del lavoratore da parte del datore di lavoro sono:
    • Liberi
    • ✅ Vietati; il controllo delle assenze per malattia è effettuato dai servizi ispettivi degli istituti previdenziali
    • Affidati al medico di fiducia del datore
    • Consentiti solo per i dirigenti

    Il datore può far controllare l’idoneità fisica da enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico.

    📚 Art. 5, L. 300/1970

  43. Le visite personali di controllo sul lavoratore sono consentite:
    • Sempre
    • ✅ Solo se indispensabili per la tutela del patrimonio aziendale, all’uscita dei luoghi di lavoro e con sistemi di selezione automatica
    • Solo per sospetti di furto individuati dal capo reparto
    • Mai

    Devono salvaguardare dignità e riservatezza del lavoratore.

    📚 Art. 6, L. 300/1970

  44. Le norme disciplinari (codice disciplinare) devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante:
    • Comunicazione orale
    • ✅ Affissione in luogo accessibile a tutti
    • Pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
    • Invio all’INPS

    Lo prevede l’art. 7, primo comma.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  45. Il datore di lavoro può adottare un provvedimento disciplinare:
    • Senza contestazione
    • ✅ Solo dopo aver contestato preventivamente l’addebito e aver sentito il lavoratore a sua difesa
    • Solo con il consenso del sindacato
    • Solo dopo un anno

    Il lavoratore può farsi assistere da un rappresentante sindacale.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  46. La multa disciplinare non può superare l’importo di:
    • Una giornata di retribuzione
    • ✅ Quattro ore della retribuzione base
    • Una settimana di retribuzione
    • Un mese di retribuzione

    La sospensione dal servizio e dalla retribuzione non può superare dieci giorni.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  47. La sospensione disciplinare dal servizio e dalla retribuzione non può superare:
    • Tre giorni
    • ✅ Dieci giorni
    • Trenta giorni
    • Sei mesi

    Lo prevede l’art. 7, quarto comma.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  48. I provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi dalla contestazione scritta:
    • 24 ore
    • ✅ Cinque giorni
    • Quindici giorni
    • Trenta giorni

    Termine a difesa del lavoratore.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  49. Delle sanzioni disciplinari non può tenersi conto ad alcun effetto decorsi:
    • Sei mesi dalla loro applicazione
    • ✅ Due anni dalla loro applicazione
    • Cinque anni
    • Dieci anni

    Lo prevede l’ultimo comma dell’art. 7.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  50. Il lavoratore sanzionato può promuovere la costituzione di un collegio di conciliazione e arbitrato entro:
    • Cinque giorni
    • ✅ Venti giorni
    • Sessanta giorni
    • Sei mesi

    La sanzione resta sospesa fino alla pronuncia del collegio.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  51. È vietato al datore di lavoro effettuare indagini, anche tramite terzi, ai fini dell’assunzione e durante il rapporto:
    • Sulla professionalità
    • ✅ Sulle opinioni politiche, religiose o sindacali e su fatti non rilevanti per l’attitudine professionale
    • Sui titoli di studio
    • Sulle precedenti esperienze lavorative

    Lo prevede l’art. 8.

    📚 Art. 8, L. 300/1970

  52. I lavoratori studenti iscritti a corsi regolari hanno diritto, tra l’altro:
    • A non lavorare mai di sabato
    • ✅ A turni che agevolino la frequenza e a permessi giornalieri retribuiti per sostenere gli esami
    • A un aumento retributivo
    • A due mesi di ferie aggiuntive

    Non sono obbligati a prestazioni straordinarie o durante i riposi settimanali.

    📚 Art. 10, L. 300/1970

  53. Le attività culturali, ricreative e assistenziali promosse in azienda sono gestite da organismi formati:
    • Dal solo datore di lavoro
    • ✅ A maggioranza dai rappresentanti dei lavoratori
    • Dal Comune
    • Dall’INPS

    Lo prevede l’art. 11.

    📚 Art. 11, L. 300/1970

  54. È nullo, ai sensi dell’art. 15 dello Statuto, qualsiasi patto o atto diretto a:
    • Assumere un lavoratore iscritto al sindacato
    • ✅ Subordinare l’occupazione all’adesione o non adesione a un sindacato o licenziare per attività sindacale
    • Concedere ferie
    • Riconoscere premi di produzione

    Il divieto si estende alle discriminazioni politiche, religiose, razziali, di lingua, sesso, disabilità, età, nazionalità, orientamento sessuale e convinzioni personali.

    📚 Art. 15, L. 300/1970

  55. Il divieto ai datori di lavoro di costituire o sostenere associazioni sindacali di lavoratori riguarda i cosiddetti:
    • Sindacati autonomi
    • ✅ Sindacati di comodo
    • Sindacati di base
    • Sindacati confederali

    Lo prevede l’art. 17.

    📚 Art. 17, L. 300/1970

  56. Il diritto di costituire associazioni sindacali, di aderirvi e di svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro è garantito:
    • Solo nelle aziende con più di 15 dipendenti
    • ✅ A tutti i lavoratori
    • Solo ai lavoratori a tempo indeterminato
    • Solo agli iscritti a CGIL, CISL e UIL

    Lo prevede l’art. 14.

    📚 Art. 14, L. 300/1970

  57. Le rappresentanze sindacali aziendali (RSA) possono essere costituite:
    • Dal datore di lavoro
    • ✅ Ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell’ambito delle associazioni sindacali indicate dall’art. 19
    • Dall’Ispettorato del lavoro
    • Solo nelle aziende pubbliche

    L’ambito delle associazioni legittimate è stato ampliato da diverse sentenze della Corte costituzionale.

    📚 Art. 19, L. 300/1970

  58. Durante l’orario di lavoro, i lavoratori hanno diritto di riunirsi in assemblea con retribuzione nei limiti di:
    • Cinque ore annue
    • ✅ Dieci ore annue
    • Venti ore annue
    • Un’ora al mese

    I contratti collettivi possono prevedere condizioni migliori.

    📚 Art. 20, L. 300/1970

  59. Le assemblee sindacali in azienda sono indette:
    • Dal datore di lavoro
    • ✅ Dalle rappresentanze sindacali aziendali
    • Da qualunque lavoratore
    • Dal prefetto

    Con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro.

    📚 Art. 20, L. 300/1970

  60. Il trasferimento dei dirigenti delle RSA dall’unità produttiva può essere disposto:
    • Liberamente
    • ✅ Solo previo nulla osta delle associazioni sindacali di appartenenza
    • Solo con autorizzazione del giudice
    • Mai

    Lo prevede l’art. 22.

    📚 Art. 22, L. 300/1970

  61. I dirigenti sindacali aziendali hanno diritto a permessi non retribuiti per trattative, congressi e convegni sindacali in misura non inferiore a:
    • Tre giorni all’anno
    • ✅ Otto giorni all’anno
    • Quindici giorni all’anno
    • Un mese all’anno

    La comunicazione scritta va data di regola tre giorni prima.

    📚 Art. 24, L. 300/1970

  62. Nelle unità produttive con almeno 200 dipendenti il datore di lavoro deve:
    • Pagare un contributo al sindacato
    • ✅ Mettere permanentemente a disposizione delle RSA un idoneo locale comune
    • Nominare un delegato sindacale
    • Istituire un asilo nido

    Nelle unità più piccole le RSA possono usufruire, su richiesta, di un locale idoneo per le riunioni.

    📚 Art. 27, L. 300/1970

  63. Le RSA hanno diritto di affiggere comunicati di interesse sindacale:
    • Solo fuori dall’azienda
    • ✅ Su appositi spazi che il datore deve predisporre in luoghi accessibili a tutti
    • Solo su internet
    • Solo con autorizzazione del datore per ogni avviso

    Lo prevede l’art. 25.

    📚 Art. 25, L. 300/1970

  64. La repressione della condotta antisindacale (art. 28) è promossa su ricorso:
    • Del singolo lavoratore
    • ✅ Degli organismi locali delle associazioni sindacali nazionali che vi abbiano interesse
    • Del prefetto
    • Dell’Ispettorato

    Il giudice provvede nei due giorni successivi con decreto motivato e immediatamente esecutivo.

    📚 Art. 28, L. 300/1970

  65. Contro il decreto che decide sul ricorso per condotta antisindacale è ammessa opposizione entro:
    • Cinque giorni
    • ✅ Quindici giorni dalla comunicazione
    • Trenta giorni
    • Sessanta giorni

    Davanti al giudice del lavoro, che decide con sentenza immediatamente esecutiva.

    📚 Art. 28, L. 300/1970

  66. Il datore di lavoro che non ottempera al decreto di repressione della condotta antisindacale è punito ai sensi:
    • ✅ Dell’art. 650 c.p.
    • Dell’art. 640 c.p.
    • Dell’art. 323 c.p.
    • Dell’art. 610 c.p.

    Lo prevede l’art. 28 dello Statuto.

    📚 Art. 28, L. 300/1970

  67. I lavoratori eletti al Parlamento o chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in:
    • Ferie obbligatorie
    • ✅ Aspettativa non retribuita per tutta la durata del mandato
    • Cassa integrazione
    • Part-time obbligatorio

    I periodi sono utili, a richiesta, ai fini pensionistici.

    📚 Art. 31, L. 300/1970

  68. Le disposizioni del titolo III dello Statuto (attività sindacale) si applicano, per le imprese industriali e commerciali, alle unità produttive che occupano:
    • Più di cinque dipendenti
    • ✅ Più di quindici dipendenti
    • Più di cinquanta dipendenti
    • Qualsiasi numero di dipendenti

    Per le imprese agricole la soglia è di più di cinque dipendenti.

    📚 Art. 35, L. 300/1970

  69. Secondo l’art. 36 della Costituzione, il lavoratore ha diritto a una retribuzione:
    • Uguale per tutti
    • ✅ Proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa
    • Fissata dal Governo ogni anno
    • Commisurata solo agli utili dell’impresa

    L’art. 36 prevede anche il diritto irrinunciabile al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite.

    📚 Art. 36 Cost.

  70. Il diritto al riposo settimanale e alle ferie annuali retribuite è, secondo la Costituzione:
    • Rinunciabile con accordo scritto
    • ✅ Irrinunciabile
    • Riservato ai dipendenti pubblici
    • Monetizzabile a richiesta

    Lo prevede l’art. 36, terzo comma, Cost.

    📚 Art. 36 Cost.

  71. Il diritto di sciopero, secondo l’art. 40 della Costituzione:
    • È vietato nei servizi pubblici
    • ✅ Si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano
    • È riservato ai sindacati registrati
    • Richiede l’autorizzazione del prefetto

    Per i servizi pubblici essenziali la disciplina è nella L. 146/1990.

    📚 Art. 40 Cost.

  72. Secondo l’art. 39 della Costituzione, l’organizzazione sindacale è:
    • Obbligatoria
    • ✅ Libera
    • Riservata ai lavoratori subordinati
    • Soggetta ad autorizzazione

    Il primo comma dell’art. 39 sancisce la libertà sindacale.

    📚 Art. 39 Cost.

  73. Ai sensi della L. 604/1966, il licenziamento nel rapporto a tempo indeterminato può avvenire solo per:
    • Volontà del datore
    • ✅ Giusta causa (art. 2119 c.c.) o giustificato motivo
    • Crisi economica generale
    • Raggiungimento dei 50 anni

    È il principio di giustificazione del licenziamento.

    📚 Art. 1, L. 604/1966

  74. Il licenziamento deve essere comunicato:
    • Anche oralmente
    • ✅ Per iscritto, con la specificazione dei motivi
    • Solo tramite sindacato
    • Solo con raccomandata al Comune

    Il licenziamento intimato senza queste forme è inefficace.

    📚 Art. 2, L. 604/1966

  75. Il licenziamento intimato senza forma scritta o senza indicazione dei motivi è:
    • Valido
    • ✅ Inefficace
    • Annullabile solo dal datore
    • Convertito in dimissioni

    Lo prevede l’art. 2, comma 3, della L. 604/1966.

    📚 Art. 2, comma 3, L. 604/1966

  76. Il giustificato motivo soggettivo di licenziamento consiste in:
    • Ragioni inerenti all’attività produttiva
    • ✅ Un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore
    • Una crisi di mercato
    • Il trasferimento d’azienda

    Le ragioni inerenti all’attività produttiva e all’organizzazione costituiscono il giustificato motivo oggettivo.

    📚 Art. 3, L. 604/1966

  77. Il giustificato motivo oggettivo di licenziamento riguarda:
    • Il comportamento del lavoratore
    • ✅ Ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al suo regolare funzionamento
    • Le opinioni politiche
    • La partecipazione a uno sciopero

    Lo prevede la seconda parte dell’art. 3 della L. 604/1966.

    📚 Art. 3, L. 604/1966

  78. Il licenziamento determinato da ragioni di credo politico, fede religiosa o appartenenza a un sindacato è:
    • Annullabile
    • ✅ Nullo
    • Valido se motivato
    • Inefficace solo nelle grandi imprese

    Sono nulli anche i licenziamenti conseguenti a segnalazioni whistleblowing.

    📚 Art. 4, L. 604/1966

  79. L’onere della prova della giusta causa o del giustificato motivo di licenziamento spetta:
    • Al lavoratore
    • ✅ Al datore di lavoro
    • Al giudice
    • All’Ispettorato

    Lo prevede l’art. 5 della L. 604/1966.

    📚 Art. 5, L. 604/1966

  80. Il licenziamento deve essere impugnato, a pena di decadenza, entro:
    • Trenta giorni
    • ✅ Sessanta giorni dalla ricezione della comunicazione scritta
    • Centottanta giorni
    • Un anno

    Con qualsiasi atto scritto, anche stragiudiziale.

    📚 Art. 6, L. 604/1966

  81. Dopo l’impugnazione stragiudiziale, il ricorso al giudice del lavoro (o la richiesta di conciliazione o arbitrato) deve essere depositato entro:
    • Trenta giorni
    • Sessanta giorni
    • ✅ Centottanta giorni
    • Due anni

    Altrimenti l’impugnazione è inefficace.

    📚 Art. 6, L. 604/1966

  82. Nei confronti dei lavoratori assunti in prova, la L. 604/1966 si applica dal momento in cui l’assunzione diviene definitiva e comunque decorsi:
    • Tre mesi
    • ✅ Sei mesi dall’inizio del rapporto
    • Un anno
    • Due anni

    Lo prevede l’art. 10.

    📚 Art. 10, L. 604/1966

  83. Per il licenziamento per giustificato motivo oggettivo da parte di datori con i requisiti dimensionali dell’art. 18 dello Statuto, la L. 604/1966 (art. 7) prevede una procedura preventiva presso:
    • Il tribunale
    • ✅ L’Ispettorato territoriale del lavoro, davanti alla commissione provinciale di conciliazione
    • La Prefettura
    • Il Comune

    La procedura non si applica ai lavoratori assunti con il contratto a tutele crescenti (D.Lgs. 23/2015, art. 3, comma 3).

    📚 Art. 7, L. 604/1966

  84. La materia dei licenziamenti collettivi per riduzione di personale è disciplinata dalla L. 604/1966?
    • Sì
    • ✅ No, è esclusa dalla L. 604/1966
    • Solo per i dirigenti
    • Solo nel settore pubblico

    I licenziamenti collettivi sono disciplinati dalla L. 223/1991.

    📚 Art. 11, L. 604/1966

  85. Il licenziamento discriminatorio comporta, ai sensi dell’art. 18 dello Statuto, la reintegrazione nel posto di lavoro:
    • Solo nelle aziende con più di 15 dipendenti
    • ✅ Quale che sia il numero dei dipendenti del datore di lavoro
    • Solo per i dirigenti esclusi
    • Mai

    La regola si applica anche ai dirigenti e al licenziamento orale.

    📚 Art. 18, L. 300/1970

  86. In caso di licenziamento nullo, la misura del risarcimento non può essere inferiore a:
    • Due mensilità
    • ✅ Cinque mensilità
    • Dodici mensilità
    • Ventiquattro mensilità

    Oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

    📚 Art. 18, L. 300/1970; art. 2, D.Lgs. 23/2015

  87. In sostituzione della reintegrazione il lavoratore può chiedere un’indennità pari a:
    • Cinque mensilità
    • Dieci mensilità
    • ✅ Quindici mensilità
    • Trenta mensilità

    La richiesta determina la risoluzione del rapporto e l’indennità non è soggetta a contribuzione.

    📚 Art. 18, L. 300/1970; art. 2, comma 3, D.Lgs. 23/2015

  88. L’indennità sostitutiva della reintegrazione deve essere richiesta entro:
    • Dieci giorni
    • ✅ Trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza o dall’invito a riprendere servizio
    • Sei mesi
    • Un anno

    Lo prevedono l’art. 18 dello Statuto e l’art. 2, comma 3, del D.Lgs. 23/2015.

    📚 Art. 2, comma 3, D.Lgs. 23/2015

  89. Dopo l’ordine di reintegrazione, il rapporto si intende risolto se il lavoratore non riprende servizio entro:
    • Sette giorni
    • ✅ Trenta giorni dall’invito del datore, salvo che abbia chiesto l’indennità sostitutiva
    • Sessanta giorni
    • Novanta giorni

    Lo prevede l’art. 18 dello Statuto.

    📚 Art. 18, L. 300/1970

  90. Il D.Lgs. 23/2015 (contratto a tutele crescenti) si applica:
    • A tutti i lavoratori, anche assunti prima del 2015
    • ✅ A operai, impiegati e quadri assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015 (data di entrata in vigore del decreto)
    • Solo ai dirigenti
    • Solo ai dipendenti pubblici

    Si applica anche alle conversioni successive di contratti a termine o di apprendistato.

    📚 Art. 1, D.Lgs. 23/2015

  91. Nel contratto a tutele crescenti, se il licenziamento è privo di giustificato motivo o giusta causa (fuori dai casi di reintegra), il giudice condanna al pagamento di un’indennità compresa tra:
    • 2 e 12 mensilità
    • ✅ 6 e 36 mensilità
    • 12 e 24 mensilità
    • 15 e 30 mensilità

    La Corte costituzionale (sent. 194/2018) ha eliminato il calcolo automatico basato solo sull’anzianità: il giudice determina l’importo tra minimo e massimo.

    📚 Art. 3, comma 1, D.Lgs. 23/2015

  92. Nel contratto a tutele crescenti, la reintegrazione per licenziamento disciplinare spetta quando:
    • Il licenziamento è sproporzionato
    • ✅ È direttamente dimostrata in giudizio l’insussistenza del fatto materiale contestato
    • Il lavoratore ha più di 50 anni
    • Il datore ha più di 100 dipendenti

    Resta estranea ogni valutazione sulla sproporzione del licenziamento.

    📚 Art. 3, comma 2, D.Lgs. 23/2015

  93. Nel contratto a tutele crescenti, il licenziamento viziato per difetto di motivazione o di procedura disciplinare comporta un’indennità compresa tra:
    • ✅ 2 e 12 mensilità
    • 6 e 36 mensilità
    • 1 e 6 mensilità
    • 12 e 24 mensilità

    Salvo che il giudice accerti anche il difetto di giustificazione.

    📚 Art. 4, D.Lgs. 23/2015

  94. La revoca del licenziamento, ai sensi del D.Lgs. 23/2015, ripristina il rapporto senza soluzione di continuità se effettuata entro:
    • Cinque giorni dal licenziamento
    • ✅ Quindici giorni dalla comunicazione dell’impugnazione
    • Sessanta giorni
    • Sei mesi

    Con diritto alla retribuzione maturata nel periodo precedente alla revoca.

    📚 Art. 5, D.Lgs. 23/2015

  95. Con l’offerta di conciliazione del D.Lgs. 23/2015, il datore può offrire un importo non imponibile pari a una mensilità per anno di servizio, compreso tra:
    • 1 e 12 mensilità
    • ✅ 3 e 27 mensilità
    • 6 e 36 mensilità
    • 15 e 30 mensilità

    L’importo è consegnato con assegno circolare in una sede protetta; l’accettazione comporta la rinuncia all’impugnazione.

    📚 Art. 6, D.Lgs. 23/2015

  96. L’offerta di conciliazione del D.Lgs. 23/2015 va fatta:
    • ✅ Entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, in una delle sedi protette
    • In qualsiasi momento, anche oralmente
    • Solo davanti al giudice
    • Solo dopo la sentenza

    Le sedi sono quelle dell’art. 2113, quarto comma, c.c. e le commissioni di certificazione.

    📚 Art. 6, D.Lgs. 23/2015

  97. Per i datori di lavoro sotto i requisiti dimensionali dell’art. 18 dello Statuto, le indennità del D.Lgs. 23/2015:
    • Sono raddoppiate
    • ✅ Sono dimezzate e non si applica la reintegrazione per insussistenza del fatto
    • Non sono dovute
    • Sono uguali a quelle delle grandi imprese

    La Corte costituzionale (sent. 118/2025) ha eliminato il tetto massimo di sei mensilità.

    📚 Art. 9, D.Lgs. 23/2015

  98. Secondo il D.Lgs. 81/2015, la forma comune di rapporto di lavoro è:
    • Il contratto a tempo determinato
    • ✅ Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato
    • La collaborazione coordinata
    • L’apprendistato

    Lo prevede l’art. 1.

    📚 Art. 1, D.Lgs. 81/2015

  99. La disciplina del lavoro subordinato si applica anche alle collaborazioni:
    • Occasionali
    • ✅ Prevalentemente personali, continuative e con modalità di esecuzione organizzate dal committente, anche tramite piattaforme digitali
    • Dei professionisti iscritti ad albi
    • Dei componenti dei consigli di amministrazione

    Sono le collaborazioni etero-organizzate dell’art. 2.

    📚 Art. 2, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  100. Il contratto di lavoro a tempo parziale è stipulato:
    • Oralmente
    • ✅ In forma scritta ai fini della prova
    • Con atto notarile
    • Con autorizzazione dell’INPS

    Deve indicare durata della prestazione e collocazione temporale dell’orario.

    📚 Art. 5, D.Lgs. 81/2015

  101. Se il contratto collettivo non disciplina il lavoro supplementare nel part-time, il datore può richiederlo in misura non superiore al:
    • 10% delle ore settimanali concordate
    • ✅ 25% delle ore settimanali concordate
    • 50% delle ore settimanali concordate
    • 100%

    Con maggiorazione del 15% della retribuzione oraria globale di fatto.

    📚 Art. 6, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  102. Il lavoro supplementare nel part-time, in assenza di disciplina collettiva, è retribuito con una maggiorazione del:
    • 10%
    • ✅ 15%
    • 25%
    • 50%

    Lo prevede l’art. 6, comma 2.

    📚 Art. 6, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  103. Nelle clausole elastiche del part-time, il lavoratore ha diritto a un preavviso di:
    • Un giorno
    • ✅ Due giorni lavorativi, salvo diverse intese
    • Una settimana
    • Un mese

    Oltre a specifiche compensazioni stabilite dai contratti collettivi.

    📚 Art. 6, comma 5, D.Lgs. 81/2015

  104. Il rifiuto del lavoratore di trasformare il rapporto da tempo pieno a parziale (o viceversa):
    • È giusta causa di licenziamento
    • ✅ Non costituisce giustificato motivo di licenziamento
    • Comporta una sanzione disciplinare
    • Comporta la perdita del TFR

    Lo prevede l’art. 8, comma 1.

    📚 Art. 8, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  105. I lavoratori affetti da patologie oncologiche con ridotta capacità lavorativa hanno:
    • ✅ Diritto alla trasformazione del rapporto da tempo pieno a parziale
    • Solo una priorità
    • Nessun diritto
    • Diritto al licenziamento incentivato

    A richiesta il rapporto torna a tempo pieno.

    📚 Art. 8, comma 3, D.Lgs. 81/2015

  106. Il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con soggetti:
    • Di qualunque età
    • ✅ Con meno di 24 anni (prestazioni entro i 25) o con più di 55 anni
    • Solo laureati
    • Solo pensionati

    Negli altri casi occorre che lo prevedano i contratti collettivi o il decreto ministeriale.

    📚 Art. 13, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  107. Fuori dei settori turismo, pubblici esercizi e spettacolo, il lavoro intermittente con lo stesso datore è ammesso per non più di:
    • 100 giornate in un anno
    • ✅ 400 giornate di effettivo lavoro in tre anni solari
    • 200 giornate in due anni
    • Senza limiti

    In caso di superamento il rapporto si trasforma a tempo pieno e indeterminato.

    📚 Art. 13, comma 3, D.Lgs. 81/2015

  108. Il lavoro intermittente può essere utilizzato dalle pubbliche amministrazioni?
    • Sì
    • ✅ No
    • Solo dai Comuni
    • Solo per eventi

    Lo esclude l’art. 13, comma 5.

    📚 Art. 13, comma 5, D.Lgs. 81/2015

  109. Al contratto di lavoro subordinato può essere apposto liberamente un termine di durata non superiore a:
    • Sei mesi
    • ✅ Dodici mesi
    • Ventiquattro mesi
    • Trentasei mesi

    Oltre i dodici mesi, e fino a ventiquattro, solo in presenza delle condizioni dell’art. 19, comma 1.

    📚 Art. 19, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  110. La durata complessiva dei rapporti a termine tra lo stesso datore e lo stesso lavoratore per mansioni di pari livello non può superare, salvo diverse disposizioni dei contratti collettivi:
    • 12 mesi
    • ✅ 24 mesi
    • 36 mesi
    • 48 mesi

    Superato il limite, il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

    📚 Art. 19, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  111. L’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta da atto scritto, salvo per rapporti di durata non superiore a:
    • Tre giorni
    • ✅ Dodici giorni
    • Trenta giorni
    • Sei mesi

    Copia dell’atto va consegnata al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall’inizio della prestazione.

    📚 Art. 19, comma 4, D.Lgs. 81/2015

  112. Il contratto a termine NON è ammesso:
    • Per esigenze stagionali
    • ✅ Per sostituire lavoratori che esercitano il diritto di sciopero
    • Per sostituire lavoratori in maternità
    • Con lavoratori over 50

    È vietato anche dove non è stata fatta la valutazione dei rischi.

    📚 Art. 20, D.Lgs. 81/2015

  113. Il contratto a tempo determinato può essere prorogato per un massimo di:
    • Due volte
    • ✅ Quattro volte nell’arco di ventiquattro mesi
    • Sei volte
    • Senza limiti

    Dalla quinta proroga il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

    📚 Art. 21, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  114. Se il lavoratore è riassunto a termine entro dieci giorni dalla scadenza di un contratto fino a sei mesi (venti giorni per quelli più lunghi):
    • Nulla cambia
    • ✅ Il secondo contratto si trasforma a tempo indeterminato
    • Il secondo contratto è nullo
    • Si applica una multa

    È la regola del cosiddetto “stop and go”, con eccezioni per le attività stagionali.

    📚 Art. 21, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  115. Se il rapporto a termine continua dopo la scadenza, il lavoratore ha diritto a una maggiorazione del 20% fino al decimo giorno e poi del:
    • 30%
    • ✅ 40%
    • 50%
    • 100%

    Oltre il 30° giorno (contratti inferiori a sei mesi) o il 50° giorno negli altri casi, il contratto diventa a tempo indeterminato.

    📚 Art. 22, D.Lgs. 81/2015

  116. Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi, i lavoratori a termine non possono superare il:
    • 10% dei lavoratori a tempo indeterminato
    • ✅ 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio
    • 30%
    • 50%

    I datori fino a cinque dipendenti possono sempre stipulare un contratto a termine.

    📚 Art. 23, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  117. Il lavoratore che ha prestato attività a termine per oltre sei mesi presso la stessa azienda ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro:
    • Tre mesi
    • ✅ Dodici mesi successivi, per le mansioni già svolte
    • Ventiquattro mesi
    • Cinque anni

    Deve manifestare la volontà per iscritto entro sei mesi dalla cessazione.

    📚 Art. 24, D.Lgs. 81/2015

  118. L’impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire entro:
    • Sessanta giorni
    • ✅ Centottanta giorni dalla cessazione del singolo contratto
    • Un anno
    • Cinque anni

    Con le modalità dell’art. 6, primo comma, della L. 604/1966.

    📚 Art. 28, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  119. In caso di trasformazione giudiziale del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato, il lavoratore ha diritto a un’indennità onnicomprensiva compresa tra:
    • 1 e 6 mensilità
    • ✅ 2,5 e 12 mensilità
    • 6 e 36 mensilità
    • 15 e 24 mensilità

    Il giudice può riconoscere una misura superiore se il lavoratore prova un maggior danno.

    📚 Art. 28, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  120. Nella somministrazione di lavoro, i lavoratori svolgono la propria attività:
    • Nell’interesse e sotto la direzione dell’agenzia
    • ✅ Nell’interesse e sotto la direzione e il controllo dell’utilizzatore
    • In autonomia
    • Sotto il controllo dell’INPS

    Sono dipendenti dell’agenzia di somministrazione autorizzata.

    📚 Art. 30, D.Lgs. 81/2015

  121. Il contratto di somministrazione di lavoro è stipulato:
    • Oralmente
    • ✅ In forma scritta, con gli elementi indicati dall’art. 33
    • Con atto pubblico
    • Senza alcuna forma

    Deve indicare tra l’altro autorizzazione del somministratore, numero dei lavoratori, rischi, durata, mansioni e trattamento.

    📚 Art. 33, D.Lgs. 81/2015

  122. L’apprendistato è definito dal D.Lgs. 81/2015 come contratto:
    • A tempo determinato
    • ✅ A tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani
    • Di collaborazione
    • Di tirocinio non retribuito

    Si articola in tre tipologie.

    📚 Art. 41, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  123. Quale NON è una tipologia di apprendistato prevista dal D.Lgs. 81/2015?
    • Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale
    • Apprendistato professionalizzante
    • Apprendistato di alta formazione e ricerca
    • ✅ Apprendistato stagionale di inserimento

    Le tipologie sono tre.

    📚 Art. 41, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  124. Il contratto di apprendistato ha durata minima di:
    • Un mese
    • ✅ Sei mesi
    • Un anno
    • Tre anni

    Salvo le eccezioni previste per le attività stagionali.

    📚 Art. 42, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  125. Il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica:
    • ✅ Il piano formativo individuale
    • Il patto di non concorrenza
    • La clausola di stabilità decennale
    • Il TFR anticipato

    È stipulato in forma scritta ai fini della prova.

    📚 Art. 42, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  126. L’apprendistato professionalizzante riguarda di regola soggetti di età compresa tra:
    • 15 e 25 anni
    • ✅ 18 e 29 anni
    • 16 e 35 anni
    • 20 e 40 anni

    Dai 17 anni per chi possiede una qualifica professionale.

    📚 Art. 44, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  127. L’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale riguarda giovani di età compresa tra:
    • 14 e 18 anni
    • ✅ 15 e 25 anni
    • 18 e 29 anni
    • 20 e 35 anni

    Durata massima tre anni (quattro per il diploma quadriennale).

    📚 Art. 43, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  128. L’orario normale di lavoro è fissato dal D.Lgs. 66/2003 in:
    • 36 ore settimanali
    • 38 ore settimanali
    • ✅ 40 ore settimanali
    • 48 ore settimanali

    I contratti collettivi possono stabilire una durata minore.

    📚 Art. 3, D.Lgs. 66/2003

  129. La durata media dell’orario di lavoro, compreso lo straordinario, non può superare per ogni periodo di sette giorni:
    • 40 ore
    • 44 ore
    • ✅ 48 ore
    • 60 ore

    La media si calcola su un periodo non superiore a quattro mesi, elevabile dai contratti collettivi.

    📚 Art. 4, D.Lgs. 66/2003

  130. La durata media settimanale dell’orario va calcolata, di regola, su un periodo non superiore a:
    • Un mese
    • ✅ Quattro mesi
    • Un anno
    • Due anni

    I contratti collettivi possono elevarlo a sei o dodici mesi.

    📚 Art. 4, commi 3 e 4, D.Lgs. 66/2003

  131. In difetto di disciplina collettiva, il lavoro straordinario è ammesso previo accordo tra le parti per non più di:
    • 100 ore annue
    • 150 ore annue
    • ✅ 250 ore annue
    • 400 ore annue

    Il ricorso allo straordinario deve comunque essere contenuto.

    📚 Art. 5, comma 3, D.Lgs. 66/2003

  132. Il riposo giornaliero minimo previsto dal D.Lgs. 66/2003 è di:
    • 8 ore consecutive ogni 24
    • ✅ 11 ore consecutive ogni 24
    • 12 ore consecutive ogni 24
    • 10 ore anche frazionate

    Salvo attività con periodi di lavoro frazionati o regimi di reperibilità.

    📚 Art. 7, D.Lgs. 66/2003

  133. Se l’orario giornaliero supera le sei ore, in mancanza di disciplina collettiva il lavoratore ha diritto a una pausa non inferiore a:
    • 5 minuti
    • ✅ 10 minuti
    • 30 minuti
    • 1 ora

    Ai fini del recupero delle energie psico-fisiche e dell’eventuale consumazione del pasto.

    📚 Art. 8, D.Lgs. 66/2003

  134. Il riposo settimanale è di almeno:
    • 12 ore consecutive ogni 7 giorni
    • ✅ 24 ore consecutive ogni 7 giorni, di regola la domenica, calcolate come media su 14 giorni
    • 48 ore ogni 7 giorni
    • 36 ore ogni 10 giorni

    Si cumula con il riposo giornaliero.

    📚 Art. 9, D.Lgs. 66/2003

  135. Il periodo minimo di ferie annuali retribuite è di:
    • Due settimane
    • Tre settimane
    • ✅ Quattro settimane
    • Sei settimane

    Almeno due settimane vanno godute nell’anno di maturazione, le restanti nei 18 mesi successivi.

    📚 Art. 10, D.Lgs. 66/2003

  136. Il periodo minimo di quattro settimane di ferie può essere sostituito dall’indennità per ferie non godute?
    • Sì, sempre
    • ✅ No, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro
    • Sì, con accordo scritto
    • Solo per i dirigenti

    Lo prevede l’art. 10, comma 2.

    📚 Art. 10, comma 2, D.Lgs. 66/2003

  137. Il “periodo notturno” è definito come periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra:
    • Le 22 e le 6
    • ✅ La mezzanotte e le cinque del mattino
    • Le 23 e le 7
    • Le 21 e le 5

    Lo prevede l’art. 1, comma 2, lett. d).

    📚 Art. 1, comma 2, lett. d), D.Lgs. 66/2003

  138. È considerato lavoratore notturno chi, durante il periodo notturno, svolge in modo normale almeno:
    • Un’ora del lavoro giornaliero
    • ✅ Tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero
    • Sei ore
    • Otto ore

    Oppure una parte del suo orario secondo i contratti collettivi.

    📚 Art. 1, comma 2, lett. e), D.Lgs. 66/2003

  139. È vietato adibire le donne al lavoro dalle 24 alle 6:
    • Dopo i 50 anni
    • ✅ Dall’accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino
    • Solo nel settore industriale
    • Mai

    Lo prevede l’art. 11, comma 2.

    📚 Art. 11, comma 2, D.Lgs. 66/2003

  140. Non è obbligata al lavoro notturno, tra gli altri, la lavoratrice madre di un figlio di età inferiore a:
    • Un anno
    • ✅ Tre anni
    • Sei anni
    • Dodici anni

    In alternativa il padre convivente; per l’unico genitore affidatario il limite è dodici anni.

    📚 Art. 11, comma 2, D.Lgs. 66/2003

  141. L’orario dei lavoratori notturni non può superare, in media:
    • Sei ore nelle ventiquattro
    • ✅ Otto ore nelle ventiquattro
    • Dieci ore nelle ventiquattro
    • Dodici ore

    I contratti collettivi possono individuare un periodo di riferimento più ampio per la media.

    📚 Art. 13, comma 1, D.Lgs. 66/2003

  142. Lo stato di salute dei lavoratori notturni è valutato con controlli preventivi e periodici almeno:
    • Ogni anno
    • ✅ Ogni due anni
    • Ogni cinque anni
    • Solo all’assunzione

    A cura e a spese del datore di lavoro.

    📚 Art. 14, comma 1, D.Lgs. 66/2003

  143. La legge sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali è la:
    • L. 300/1970
    • ✅ L. 146/1990
    • L. 604/1966
    • L. 223/1991

    Istituisce anche la Commissione di garanzia.

    📚 L. 146/1990

  144. Sono servizi pubblici essenziali, ai sensi della L. 146/1990, quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona costituzionalmente tutelati alla vita, alla salute, alla libertà e sicurezza, alla libertà di circolazione e:
    • Al tempo libero
    • ✅ All’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione e alla libertà di comunicazione
    • Al commercio al dettaglio
    • Allo sport professionistico

    Indipendentemente dalla natura giuridica del rapporto di lavoro.

    📚 Art. 1, comma 1, L. 146/1990

  145. Quale dei seguenti rientra tra i servizi pubblici essenziali della L. 146/1990?
    • La vendita di abbigliamento
    • ✅ La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani
    • Le palestre private
    • I cinema

    Sono elencati anche sanità, igiene pubblica, protezione civile, trasporti pubblici, istruzione pubblica.

    📚 Art. 1, comma 2, L. 146/1990

  146. Nei servizi pubblici essenziali, il preavviso minimo di sciopero non può essere inferiore a:
    • Cinque giorni
    • ✅ Dieci giorni
    • Quindici giorni
    • Trenta giorni

    I contratti collettivi e i codici di autoregolamentazione possono prevedere termini superiori.

    📚 Art. 2, comma 5, L. 146/1990

  147. Chi proclama lo sciopero in un servizio pubblico essenziale deve comunicare per iscritto, nel termine di preavviso:
    • Solo la data
    • ✅ La durata, le modalità di attuazione e le motivazioni dell’astensione
    • Solo il numero degli aderenti
    • Nulla

    La comunicazione va data alle amministrazioni o imprese e all’ufficio presso l’autorità competente per l’ordinanza.

    📚 Art. 2, comma 1, L. 146/1990

  148. Le amministrazioni e imprese erogatrici devono comunicare agli utenti modi e tempi di erogazione dei servizi durante lo sciopero almeno:
    • 24 ore prima
    • ✅ Cinque giorni prima dell’inizio dello sciopero
    • Dieci giorni prima
    • Un mese prima

    Devono anche garantire la pronta riattivazione del servizio.

    📚 Art. 2, comma 6, L. 146/1990

  149. Le prestazioni indispensabili da garantire durante lo sciopero nei servizi pubblici essenziali sono individuate:
    • Dal prefetto in ogni caso
    • ✅ Nei contratti collettivi o negli accordi tra amministrazioni/imprese e rappresentanze dei lavoratori
    • Dai singoli lavoratori
    • Dal giudice del lavoro

    In mancanza di accordo idoneo provvede la Commissione di garanzia con provvisoria regolamentazione.

    📚 Art. 2, comma 2, L. 146/1990

  150. I lavoratori che scioperano in violazione delle regole della L. 146/1990 sono soggetti a:
    • Licenziamento automatico
    • ✅ Sanzioni disciplinari proporzionate, escluse quelle estintive del rapporto
    • Arresto
    • Nessuna sanzione

    Gli importi delle sanzioni pecuniarie sono versati all’INPS.

    📚 Art. 4, comma 1, L. 146/1990

  151. In caso di fondato pericolo di pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona per uno sciopero di rilevanza locale, l’ordinanza di precettazione è adottata:
    • Dal Sindaco
    • ✅ Dal prefetto
    • Dal questore
    • Dal giudice di pace

    Se il conflitto ha rilevanza nazionale o interregionale provvede il Presidente del Consiglio o un Ministro delegato.

    📚 Art. 8, comma 1, L. 146/1990

  152. L’ordinanza di precettazione è adottata, salvo urgenza, non meno di:
    • 12 ore prima dello sciopero
    • ✅ 48 ore prima dell’inizio dell’astensione
    • Cinque giorni prima
    • Dieci giorni prima

    Può differire lo sciopero, ridurne la durata o prescrivere livelli di funzionamento del servizio.

    📚 Art. 8, comma 2, L. 146/1990

  153. La Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali è composta da:
    • Cinque membri
    • ✅ Nove membri, designati dai Presidenti delle Camere e nominati con DPR
    • Quindici membri
    • Tre membri nominati dal Governo

    È nominata per sei anni e i membri possono essere confermati una sola volta.

    📚 Art. 12, commi 2 e 3, L. 146/1990

  154. Nella provvisoria regolamentazione della Commissione di garanzia, le prestazioni indispensabili devono di regola non eccedere mediamente:
    • Il 20% delle prestazioni normali
    • ✅ Il 50% delle prestazioni normalmente erogate
    • L’80%
    • Il 100%

    E riguardare quote di personale non superiori mediamente a un terzo di quello normalmente utilizzato.

    📚 Art. 13, comma 1, lett. a), L. 146/1990

  155. Il lavoratore a tempo parziale, rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile:
    • Ha meno diritti
    • ✅ Ha i medesimi diritti, con trattamento economico e normativo riproporzionato
    • Non ha diritto alle ferie
    • Non può iscriversi al sindacato

    È il principio di non discriminazione.

    📚 Art. 7, D.Lgs. 81/2015

  156. Al lavoratore a tempo determinato spetta:
    • Un trattamento inferiore
    • ✅ Il trattamento economico e normativo dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili, in proporzione al periodo lavorato
    • Solo la retribuzione minima
    • Nessuna mensilità aggiuntiva

    Salvo che sia obiettivamente incompatibile con la natura del contratto a termine.

    📚 Art. 25, D.Lgs. 81/2015

  157. I contratti a tempo determinato con i dirigenti:
    • Sono vietati
    • ✅ Sono esclusi dalla disciplina generale e non possono durare più di cinque anni
    • Non hanno limiti
    • Durano massimo dodici mesi

    Il dirigente può comunque recedere ai sensi dell’art. 2118 c.c. dopo un triennio.

    📚 Art. 29, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  158. In mancanza di forma scritta il contratto di somministrazione di lavoro è:
    • Valido
    • ✅ Nullo, e i lavoratori sono considerati alle dipendenze dell’utilizzatore
    • Annullabile su richiesta dell’agenzia
    • Convertito in appalto

    Lo prevede l’art. 38, comma 1.

    📚 Art. 38, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  159. Il lavoratore somministrato a tempo indeterminato, nei periodi in attesa di missione, riceve dal somministratore:
    • Nulla
    • ✅ Un’indennità mensile di disponibilità
    • La NASpI
    • Il TFR anticipato

    L’indennità è fissata dal contratto collettivo e non inferiore al minimo ministeriale.

    📚 Art. 34, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  160. Il contratto di somministrazione è vietato, tra l’altro:
    • Per i lavoratori over 50
    • ✅ Per sostituire lavoratori in sciopero
    • Nelle aziende con più di 15 dipendenti
    • Nel settore privato

    Anche da parte di datori che non hanno effettuato la valutazione dei rischi.

    📚 Art. 32, D.Lgs. 81/2015

  161. Il capo V-bis del D.Lgs. 81/2015 stabilisce livelli minimi di tutela per:
    • I dirigenti pubblici
    • ✅ I lavoratori autonomi che effettuano consegne in ambito urbano tramite piattaforme digitali (rider)
    • I lavoratori domestici
    • Gli apprendisti

    Fatto salvo quanto previsto dall’art. 2 sulle collaborazioni etero-organizzate.

    📚 Art. 47-bis, D.Lgs. 81/2015

  162. Ai fini del D.Lgs. 81/2015, per “contratti collettivi” si intendono, salvo diversa previsione:
    • Solo i contratti nazionali
    • ✅ I contratti nazionali, territoriali o aziendali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e quelli aziendali delle RSA/RSU
    • I contratti individuali
    • I regolamenti aziendali unilaterali

    Lo prevede l’art. 51.

    📚 Art. 51, D.Lgs. 81/2015

  163. Le collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per cui è necessaria l’iscrizione in albi:
    • Sono sempre lavoro subordinato
    • ✅ Sono escluse dall’applicazione della disciplina delle collaborazioni etero-organizzate (art. 2, comma 1)
    • Sono vietate
    • Richiedono autorizzazione dell’INL

    Lo prevede l’art. 2, comma 2, lett. b).

    📚 Art. 2, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  164. Il lavoratore intermittente che garantisce la disponibilità a rispondere alle chiamate, nei periodi di non utilizzo, ha diritto:
    • A nulla
    • ✅ All’indennità di disponibilità
    • Alla retribuzione piena
    • Alla NASpI

    Senza obbligo di disponibilità non matura alcun trattamento nei periodi di inattività.

    📚 Art. 13, comma 4, D.Lgs. 81/2015

  165. Il ricorso al lavoro intermittente è vietato:
    • Nel turismo
    • ✅ Per la sostituzione di lavoratori in sciopero e presso datori che non hanno fatto la valutazione dei rischi
    • Con lavoratori under 24
    • Nello spettacolo

    È vietato anche in unità con licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti o con cassa integrazione per le stesse mansioni.

    📚 Art. 14, D.Lgs. 81/2015

  166. In caso di patologie oncologiche gravi di un familiare (coniuge, figli, genitori), il lavoratore ha:
    • Diritto assoluto al part-time
    • ✅ Priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale
    • Diritto a un anno di aspettativa retribuita
    • Nessuna tutela

    Lo prevede l’art. 8, comma 4.

    📚 Art. 8, comma 4, D.Lgs. 81/2015

  167. Durante l’apprendistato, in caso di licenziamento illegittimo:
    • Non si applica alcuna tutela
    • ✅ Trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo
    • Il datore paga solo una multa
    • Il rapporto si trasforma in collaborazione

    Lo prevede l’art. 42, comma 3.

    📚 Art. 42, comma 3, D.Lgs. 81/2015

  168. L’apprendistato di alta formazione e ricerca riguarda soggetti di età compresa tra:
    • 15 e 25 anni
    • ✅ 18 e 29 anni
    • 25 e 35 anni
    • 16 e 24 anni

    In possesso del diploma di istruzione secondaria superiore o titoli equivalenti.

    📚 Art. 45, comma 1, D.Lgs. 81/2015

  169. Le violazioni degli artt. 2 (guardie giurate), 5 (accertamenti sanitari) e 6 (visite personali) dello Statuto sono punite, salvo più grave reato:
    • Con la sola sanzione amministrativa
    • ✅ Con l’ammenda o con l’arresto da 15 giorni a un anno
    • Con la reclusione da due a cinque anni
    • Non sono punite

    Nei casi più gravi arresto e ammenda si applicano congiuntamente.

    📚 Art. 38, L. 300/1970

  170. Le disposizioni dello Statuto dei lavoratori si applicano ai dipendenti degli enti pubblici?
    • Mai
    • ✅ Sì, a quelli che svolgono attività economica e agli altri enti salvo diversa regolazione con norme speciali
    • Solo ai Comuni
    • Solo ai dirigenti pubblici

    Lo prevede l’art. 37.

    📚 Art. 37, L. 300/1970

  171. I lavoratori eletti consiglieri comunali che non chiedono l’aspettativa possono assentarsi dal servizio:
    • Con decurtazione della retribuzione
    • ✅ Per il tempo strettamente necessario all’espletamento del mandato, senza decurtazione della retribuzione
    • Solo nei giorni festivi
    • Mai

    Lo prevede l’art. 32 dello Statuto.

    📚 Art. 32, L. 300/1970

  172. Gli istituti di patronato riconosciuti hanno diritto di svolgere la loro attività:
    • Solo fuori dall’azienda
    • ✅ All’interno dell’azienda, secondo modalità stabilite da accordi aziendali
    • Solo nelle aziende pubbliche
    • Solo su invito del datore

    Lo prevede l’art. 12 dello Statuto.

    📚 Art. 12, L. 300/1970

  173. I lavoratori hanno diritto, mediante loro rappresentanze, di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali:
    • No
    • ✅ Sì, ai sensi dell’art. 9 dello Statuto
    • Solo se lo prevede il contratto
    • Solo nelle grandi imprese

    Possono anche promuovere misure idonee a tutelare salute e integrità fisica.

    📚 Art. 9, L. 300/1970

  174. Nei provvedimenti di concessione di benefici statali e negli appalti di opere pubbliche deve essere inserita la clausola che obbliga il beneficiario o appaltatore:
    • A assumere solo italiani
    • ✅ Ad applicare ai dipendenti condizioni non inferiori a quelle dei contratti collettivi della categoria e della zona
    • A non scioperare
    • A versare un contributo al sindacato

    Le infrazioni accertate possono portare alla revoca del beneficio.

    📚 Art. 36, L. 300/1970

  175. I lavoratori hanno diritto di raccogliere contributi e svolgere proselitismo per le organizzazioni sindacali nei luoghi di lavoro:
    • No
    • ✅ Sì, senza pregiudizio del normale svolgimento dell’attività aziendale
    • Solo durante le assemblee
    • Solo se autorizzati dal datore

    Lo prevede l’art. 26 dello Statuto.

    📚 Art. 26, L. 300/1970

  176. I referendum su materie inerenti all’attività sindacale, indetti dalle RSA, si svolgono in azienda:
    • Durante l’orario di lavoro, retribuiti
    • ✅ Fuori dell’orario di lavoro
    • Solo online
    • Solo con il consenso del datore

    Lo prevede l’art. 21 dello Statuto.

    📚 Art. 21, L. 300/1970

  177. Ai sensi dell’art. 2115 c.c., salvo diverse disposizioni, i contributi previdenziali sono versati:
    • Solo dal lavoratore
    • ✅ Dall’imprenditore e dal lavoratore in parti eguali, con responsabilità del versamento in capo all’imprenditore
    • Solo dallo Stato
    • Solo dall’imprenditore senza rivalsa

    È nullo ogni patto diretto a eludere gli obblighi previdenziali.

    📚 Art. 2115 c.c.

  178. Le prestazioni previdenziali sono dovute al lavoratore anche se l’imprenditore non ha versato regolarmente i contributi?
    • No, mai
    • ✅ Sì, salvo diverse disposizioni delle leggi speciali (principio di automaticità delle prestazioni)
    • Solo per l’infortunio
    • Solo se il lavoratore paga i contributi arretrati

    Se l’ente non è tenuto a pagare, l’imprenditore risponde del danno.

    📚 Art. 2116 c.c.

  179. La durata giornaliera e settimanale della prestazione di lavoro, secondo l’art. 2107 c.c.:
    • È libera
    • ✅ Non può superare i limiti stabiliti dalle leggi speciali o dai contratti collettivi
    • È fissata dal datore
    • È di 8 ore senza eccezioni

    La legge speciale di riferimento è il D.Lgs. 66/2003.

    📚 Art. 2107 c.c.

  180. Il cedente e il cessionario, in caso di trasferimento d’azienda, rispondono dei crediti del lavoratore esistenti al momento del trasferimento:
    • Solo il cedente
    • ✅ In solido
    • Solo il cessionario
    • Nessuno dei due

    Il lavoratore può consentire la liberazione del cedente con le procedure degli artt. 410 e 411 c.p.c.

    📚 Art. 2112 c.c.

  181. Il cessionario dell’azienda deve applicare i trattamenti dei contratti collettivi vigenti al momento del trasferimento:
    • Per sempre
    • ✅ Fino alla loro scadenza, salvo sostituzione con altri contratti collettivi del medesimo livello applicabili all’impresa del cessionario
    • Mai
    • Solo per sei mesi

    Lo prevede l’art. 2112, terzo comma, c.c.

    📚 Art. 2112 c.c.

  182. Il licenziamento per superamento del periodo di comporto è collegato all’art.:
    • ✅ 2110 c.c.
    • 2125 c.c.
    • 2094 c.c.
    • 2222 c.c.

    Decorso il periodo di conservazione del posto, il datore può recedere ai sensi dell’art. 2118 c.c.

    📚 Art. 2110 c.c.

  183. Se il patto di non concorrenza prevede una durata superiore ai limiti di legge:
    • È nullo per intero
    • ✅ La durata si riduce automaticamente nei limiti legali
    • È valido così com’è
    • È convertito in patto di riservatezza

    Lo prevede l’art. 2125, secondo comma, c.c.

    📚 Art. 2125 c.c.

  184. Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta e:
    • Dal proprio interesse personale
    • ✅ Dall’interesse dell’impresa e da quello superiore della produzione nazionale
    • Dalle indicazioni del sindacato
    • Dal codice deontologico

    Lo prevede l’art. 2104 c.c.

    📚 Art. 2104 c.c.

  185. Il lavoratore assunto con contratto a tutele crescenti, licenziato per giustificato motivo oggettivo, deve seguire la procedura preventiva dell’art. 7 della L. 604/1966?
    • Sì, sempre
    • ✅ No, l’art. 3, comma 3, del D.Lgs. 23/2015 la esclude
    • Solo se ha più di 50 anni
    • Solo nelle aziende pubbliche

    La procedura riguarda solo i lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015 presso datori con i requisiti dimensionali.

    📚 Art. 3, comma 3, D.Lgs. 23/2015

  186. Il licenziamento intimato in forma orale, nel contratto a tutele crescenti:
    • È valido
    • ✅ È inefficace e comporta la tutela reintegratoria come per il licenziamento nullo
    • Comporta solo un’indennità di 2 mensilità
    • È convertito in dimissioni

    Lo prevede l’art. 2, comma 1, del D.Lgs. 23/2015.

    📚 Art. 2, comma 1, D.Lgs. 23/2015

  187. Nel licenziamento collettivo intimato senza forma scritta, per i lavoratori a tutele crescenti si applica:
    • L’indennità da 2 a 12 mensilità
    • ✅ Il regime della reintegrazione previsto per il licenziamento nullo (art. 2)
    • Nessuna tutela
    • Solo la multa al datore

    In caso di violazione delle procedure o dei criteri di scelta si applica invece l’art. 3, comma 1.

    📚 Art. 10, D.Lgs. 23/2015

  188. Ai fini delle indennità del D.Lgs. 23/2015, le frazioni di mese uguali o superiori a quindici giorni:
    • Non si computano
    • ✅ Si computano come mese intero
    • Valgono mezzo mese
    • Valgono una settimana

    Le indennità sono riproporzionate per le frazioni di anno.

    📚 Art. 8, D.Lgs. 23/2015

  189. Ai datori di lavoro non imprenditori che svolgono senza fine di lucro attività politica, sindacale, culturale, di istruzione o di religione (organizzazioni di tendenza):
    • Non si applica il D.Lgs. 23/2015
    • ✅ Si applica la disciplina del D.Lgs. 23/2015
    • Si applica solo il codice civile
    • Si applica l’art. 18 dello Statuto in ogni caso

    Lo prevede l’art. 9, comma 2.

    📚 Art. 9, comma 2, D.Lgs. 23/2015

  190. Il datore di lavoro che non corrisponde al lavoratore a termine il trattamento dei lavoratori comparabili a tempo indeterminato è soggetto a:
    • Sanzione penale
    • ✅ Sanzione amministrativa, più elevata se riguarda più di cinque lavoratori
    • Nessuna sanzione
    • Chiusura dell’attività

    Lo prevede l’art. 25, comma 2, del D.Lgs. 81/2015.

    📚 Art. 25, comma 2, D.Lgs. 81/2015

  191. Gli straordinari previsti dal D.Lgs. 66/2003 devono essere computati a parte e compensati:
    • Con riposo obbligatorio sostitutivo in ogni caso
    • ✅ Con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi
    • Non vanno compensati
    • Con buoni carburante

    I contratti collettivi possono prevedere in alternativa o in aggiunta riposi compensativi.

    📚 Art. 5, comma 5, D.Lgs. 66/2003

  192. In assenza di disciplina collettiva, il lavoro straordinario è comunque ammesso, tra l’altro, in caso di:
    • Desiderio del lavoratore di guadagnare di più
    • ✅ Forza maggiore o pericolo grave e immediato di danno alle persone o alla produzione
    • Ferie del datore di lavoro
    • Fine settimana

    Oltre ad eccezionali esigenze tecnico-produttive ed eventi particolari come mostre e fiere.

    📚 Art. 5, comma 4, D.Lgs. 66/2003

  193. Secondo il D.Lgs. 66/2003, l’“orario di lavoro” è:
    • Solo il tempo trascorso alla scrivania
    • ✅ Qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni
    • Il tempo di viaggio casa-lavoro
    • Il tempo di pausa pranzo

    Il “periodo di riposo” è qualsiasi periodo che non rientra nell’orario di lavoro.

    📚 Art. 1, comma 2, lett. a), D.Lgs. 66/2003

  194. Secondo l’art. 35 della Costituzione, la Repubblica tutela il lavoro:
    • Solo subordinato
    • ✅ In tutte le sue forme ed applicazioni
    • Solo nel settore pubblico
    • Solo industriale

    Cura anche la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.

    📚 Art. 35 Cost.

  195. Secondo l’art. 37 della Costituzione, la donna lavoratrice ha, a parità di lavoro:
    • Retribuzione ridotta
    • ✅ Gli stessi diritti e le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore
    • Diritto a orari ridotti in ogni caso
    • Diritto a mansioni diverse

    Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare.

    📚 Art. 37 Cost.

  196. I dirigenti delle RSA nelle unità produttive con oltre 200 dipendenti hanno diritto a permessi retribuiti non inferiori a:
    • Due ore mensili
    • ✅ Otto ore mensili
    • Venti ore mensili
    • Un giorno a settimana

    Nelle unità fino a 200 dipendenti il minimo è di un’ora all’anno per ciascun dipendente.

    📚 Art. 23, L. 300/1970

  197. Chi intende fruire dei permessi retribuiti sindacali deve darne comunicazione scritta al datore, di regola:
    • Tre giorni prima
    • ✅ 24 ore prima, tramite le RSA
    • Una settimana prima
    • Non serve comunicazione

    Per i permessi non retribuiti il preavviso è di regola tre giorni.

    📚 Art. 23, L. 300/1970

  198. Sono vietati, ai sensi dell’art. 16 dello Statuto, i trattamenti economici di maggior favore:
    • Previsti dai contratti collettivi
    • ✅ Aventi carattere discriminatorio ai sensi dell’art. 15
    • Legati al merito
    • Concessi a tutti

    Il datore può essere condannato a versare al fondo pensioni una somma pari ai trattamenti illegittimi.

    📚 Art. 16, L. 300/1970

  199. L’introduzione del lavoro notturno deve essere preceduta dalla consultazione delle rappresentanze sindacali, da concludere entro:
    • 48 ore
    • ✅ Sette giorni
    • Trenta giorni
    • Sei mesi

    Lo prevede l’art. 12 del D.Lgs. 66/2003.

    📚 Art. 12, D.Lgs. 66/2003

  200. Durante il periodo di prova, ciascuna parte può recedere dal contratto:
    • Con preavviso di un mese
    • ✅ Senza obbligo di preavviso o d’indennità
    • Solo per giusta causa
    • Solo con autorizzazione dell’Ispettorato

    Se la prova è stabilita per un tempo minimo necessario, il recesso non può avvenire prima della scadenza.

    📚 Art. 2096 c.c.

  201. Le sanzioni disciplinari che comportano mutamenti definitivi del rapporto di lavoro (ad es. retrocessione):
    • Sono ammesse
    • ✅ Non possono essere disposte, fermo restando quanto previsto dalla L. 604/1966 sul licenziamento
    • Sono ammesse solo per i dirigenti
    • Richiedono il parere del sindacato

    Lo prevede l’art. 7, quarto comma, dello Statuto.

    📚 Art. 7, L. 300/1970

  202. L’indennità sostitutiva del preavviso spetta anche:
    • In caso di dimissioni durante la prova
    • ✅ In caso di cessazione del rapporto per morte del lavoratore
    • In caso di licenziamento per giusta causa del lavoratore
    • Mai

    Lo prevede l’art. 2118, terzo comma, c.c.

    📚 Art. 2118 c.c.

  203. Ai fini del calcolo del TFR, la retribuzione annua comprende, salvo diversa previsione dei contratti collettivi:
    • Solo lo stipendio base
    • ✅ Tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale, esclusi i rimborsi spese
    • Anche i rimborsi spese
    • Solo le mensilità aggiuntive

    Comprende anche l’equivalente delle prestazioni in natura.

    📚 Art. 2120 c.c.

  204. In caso di sospensione del lavoro per malattia o infortunio, ai fini del TFR:
    • Il periodo non si computa
    • ✅ Si computa l’equivalente della retribuzione che sarebbe spettata in caso di normale svolgimento del rapporto
    • Si computa a metà
    • Il TFR si azzera

    Lo stesso vale per le sospensioni con integrazione salariale.

    📚 Art. 2120 c.c.

  205. L’ordinanza di precettazione per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali può disporre:
    • Il licenziamento dei promotori
    • ✅ Il differimento dello sciopero, la riduzione della durata o l’osservanza di livelli minimi di funzionamento del servizio
    • Lo scioglimento del sindacato
    • La chiusura del servizio pubblico

    Lo prevede l’art. 8, comma 2, della L. 146/1990.

    📚 Art. 8, comma 2, L. 146/1990

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